2018: per il Soave una stagione favorevole ma complicata

Pubblicato il 24 luglio 2018

2018: per il Soave una stagione favorevole ma complicata

Una stagione con risvolti particolari è quella che si sta per concludere per l’annata 2018 nel territorio del Soave, con temperature leggermente superiori alla media che hanno accelerato le fasi fenologiche e un andamento piovoso che si può definire di tipo tropicale con forti e abbondanti piogge alternate con giornate calde e soleggiate sebbene ventilate.

Germogliamento, fioritura, chiusura del grappolo e invaiatura hanno beneficiato di questo particolare andamento stagionale che prevede quindi un anticipo di qualche giorno della vendemmia per tutte le varietà, ma in particolare per la Garganega.

Anche se la quantità di pioggia non è stata di molto sopra le medie storiche, il protrarsi delle ore di bagnatura, il tempo incerto e le giornate molto ventose hanno condizionato tempi e metodi di intervento.

Una stagione fitosanitaria quindi molto impegnativa per il gruppo dei tecnici che operano nell’ambito del “Modello di gestione avanzata del Soave“ e di conseguenza anche per i viticoltori chiamati ad intervenire in vigna con una certa frequenza per poter garantire il miglior risultato Il monitoraggio costante degli andamenti atmosferici, condivisione e competenze tecniche hanno però permesso di definire una linea di difesa efficace sia contro la peronospora che contro gli altri patogeni prevenendo situazioni critiche e consentendo alle uve di continuare la maturazione in perfetto stato.

Dopo una stagione, la 2017, che ricordiamo negativamente per le gelate e la siccità, il 2018 si sta rivelando come un’annata positiva per i produttori. La Garganega si presenta con grappoli allungati ma molto spargoli, premessa solitamente di annate importanti

Oggi le riserve idriche nel suolo sono sufficienti per portare a maturazione le uve e la vegetazione si presenta lussureggiante, con una carica di grappoli superiore alla media. Si dovrà quindi operare con una mirata azione di diradamento per i vigneti da rivendicare come Doc, mentre i vigneti più produttivi saranno indirizzati verso altre denominazioni.

Ciò consentirà di non andare oltre il carico atteso di 600.000 qli di uva  per una produzione di 420.000 ettolitri tra Soave e Soave Classico in linea con quanto richiesto dal mercato.

Un equilibrio raggiunto già lo scorso anno tanto che le giacenze sono oggi al minimo storico ed i prezzi stabili.

«Sul fronte  della difesa fitosanitaria che della gestione delle produzioni, il Consorzio e le sue aziende hanno lavorato con determinazione, coinvolgimento e competenza – dichiara Sandro Gini, alla sua prima vendemmia da Presidente del Consorzio –  Ogni stagione porta esperienza e sorprese, ma date le premesse, siamo convinti che ne uscirà un’ottima annata.»

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