Pubblicato il 4 aprile 2014

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BETTILI

“Qualcuno mi chiese di scrivere la storia della mia famiglia. Così un pomeriggio andai a casa del nonno qui a Soave, un ridente paesino tra Verona e Vicenza, per chiedergli di raccontarmi la storia dei suoi antenati.

La prima frase che disse la nonna  Angela appena mi vide fu “Elena, tesoro santo, vuoi una tazza di thè con il vino?” Si, avete capito bene: thè con il vino!! La parola chiave nella mia famiglia è sempre stata VINO: vino se stai male, vino se hai freddo, vino se sei felice, vino se sei triste, vino se devi pensare, sempre vino!

Il nonno era seduto sulla sua poltrona accanto al fuoco, indossando la sua solita camicia di pile e leggendo il giornale del paese. Già sapeva perché mi trovassi lì e quando gli feci la fatidica domanda “nonno, mi racconti la storia della famiglia?”, sorrise, sospirò, ed iniziò…

“C’era una volta una famiglia di agricoltori. Luigi ed Antonio Bettili erano fratelli e nel 1850 comprarono 67 ettari di vigneto a Soave, vicino San Vittore. Costruirono una piccola cantina dietro casa. Il loro sogno era fare in modo che chiunque potesse conoscere il gusto, il profumo e la magia del loro vino.

Hanno sempre lavorato duramente, uscendo di casa la mattina all’alba e rientrando solamente la sera tardi. A quel tempo non c’erano camion ed il solo modo di vendere il loro vino era caricarlo sui cavalli da tiro. Solitamente uscivano di casa il lunedì mattina  per farvi rientro il sabato notte.

Il figlio di Luigi, Eugenio, aveva lo stesso temperamento e talento del padre e dello zio. Comprò 40 ettari di vigneto con lo scopo di espandere i possedimenti di famiglia ed aumentare la produzione del loro vino. Comprò anche due botti in legno di rovere in modo da poter dare al vino rosso l’aroma speciale di quel tipo di legno.

Sfortunatamente Silvio, il figlio di Eugenio, aveva una mentalità leggermente diversa; non era un grande lavoratore. Lo capì già da piccolo quando doveva pulire le botti di legno con acqua bollente e si ripromise che, una volta cresciuto, il suo stile di vita sarebbe stato diverso. Amava lo studio e, per garantire un’adeguata istruzione ai figli, decise di vendere alcuni terreni di famiglia.

Per fortuna suo figlio Luigi, ereditò i principi e la passione per il vino dei suoi antenati. Così nel 1945 comprò la prima pressa ed espanse ulteriormente i possedimenti di famiglia comprando altri 10 ettari di vigneto. Servivano ben tre persone per fare funzionare la nuova pressa, ma era una grande innovazione. La tecnologia era finalmente arrivata anche a Soave. I cavalli ed i buoi dovettero cedere il posto ai nuovi macchinari e fu così che l’attività Bettili cominciò a crescere considerevolmente.

Nel 1965 Luigi morì e i suoi due figli decisero di portare avanti gli affari di famiglia: Silvio curando i vigneti, e Giorgio seguendone la contabilità.

Nel 1961 mio nonno Silvio si sposò con Angela Pra. Decisero di trascorrere il loro viaggio di nozze nel sud Italia, per conoscere i vini di quest’area e imparare le tecniche di produzione tipiche del territorio. Seguendo la tradizione, andarono a vivere nella casa di famiglia dei Bettili. È qui che mia madre Anna , suo fratello gemello Alessandro ed il fratello minore Michele sono nati e cresciuti.

Oggi mia mamma fa l’insegnante e lo zio Michele porta avanti gli affari di famiglia… per la sesta generazione!”

Elena Bettili

 

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