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castello di Soave

news 2004

 

9 dicembre 2004
• FORTE DEL SUCCESSO OTTENUTO LO SCORSO NOVEMBRE ALL’INTERNATIONAL WINE ACADEMY DI ROMA, IL SOAVE TORNA NELLA PIAZZA ROMANA IL 31 GENNAIO 2005.
LAlla degustazione all’Hilton parteciperanno gran parte delle aziende socie del Consorzio di tutela dei vini Soave e Recioto di Soave. E nel 2005, al via il progetto “il Soave dei grandi Cru”.

Grande affluenza di operatori del settore e della stampa di categoria alla degustazione avvenuta lo scorso novembre 2004 nella prestigiosa sede di Roma dell'International Wine Academy, incontro al quale ha partecipato il Consorzio di tutela dei vini Soave e Recioto di Soave con una rappresentanza di aziende (Casa Vinicola Cambrago, Azienda Agricola T.E.S.S.A.R.I., Azienda Agricola Coffele, Cantina della Valpolicella, Cantina del Castello, Canoso Azienda Agricola, Villa Canestrari, Azienda Agricola Vicentini Agostino, Azienda Agricola Le Mandolare, Cantina di Soave, Azienda Agricola Tamellini).

L'esperienza si è rivelata così positiva, da indurre il Consorzio a programmare una seconda trasferta romana per il 31 gennaio 2005, in occasione della degustazione che si svolgerà all'Hilton e alla quale parteciperanno gran parte delle aziende socie del Consorzio.
A far da apripista nell'incontro novembrino sono state undici aziende, che hanno raccontato i mille volti del “Classico bianco d'Italia” a una nutrita schiera di giornalisti del settore enogastronomico (tra questi, oltre al patron della Wine Academy, Ian D’Agata, Luciano di Lello, esperto di vini che collabora a La Repubblica, Bibenda e Gambero Rosso, Fabio Turchetti, che cura la pagina dei vini per Il Messaggero, Massimo Canevari, esperto in finanza agroalimentare che collabora a La Repubblica e Il Venerdì di Repubblica, Paolo Zaccaria, docente di Master alla Città del Gusto e collaboratore alla guida Vini d’Italia del Gambero Rosso) e di addetti ai lavori della capitale.
Tra quest’ultimi, ricordiamo Paolo Tamberlani, importante agente di vini e di specialità agroalimentari a Roma e nel Lazio, Marcello Nocioni, altro importante agente di vini romano e Roberto Giovannardi dell’enoteca Il Vino ’99, nonché i titolari del ristorante La Saliera, dell’enoteca Meneghetti e del Cafè delle Arti di Roma. Nell'occasione, il Presidente del Consorzio Arturo Stocchetti ha evidenziato ai partecipanti come il Soave sia stato nel 2004 uno dei pochi vini italiani a tenere, se non a guadagnare,del 5/10 per cento nel mercato vitivinicolo.
E questo grazie ad una accorta politica di salvaguardia del rapporto qualità/prezzo.

L'incontro di novembre ha suggellato il raggiungimento di un importante traguardo per il Soave, costituito dalla zonazione viticola e dall'applicazione delle nuove regole del Disciplinare. Idealmente, l'incontro di gennaio 2005 segnerà l'apertura di un nuova importante stagione, che vedrà il Consorzio impegnarsi nella valorizzazione della produzione e del territorio attraverso il “Soave dei grandi Cru”.
Il progetto, che sarà realizzato nell’arco di un biennio in collaborazione con Veneto Agricoltura, prenderà in analisi le aziende vitivinicole più rilevanti dal punto di vista di omogeneità della zona. Saranno schedati i dati inerenti alle strutture produttive e di trasformazione, alle etichette e alle caratteristiche dei vini. In seguito, saranno identificati, per selezione e classificazione, i vigneti caratteristici di ogni terroir e saranno descritte le variabili relative ai vigneti e alla loro gestione, nonché alla vinificazione e all'affinamento dei vini da essi ottenuti. In parallelo, sarà effettuata una verifica pedologica sui vigneti e la mappatura dei fruttai.
Una volta individuati i vini più significativi, sarà redatto un loro profilo organolettico e sensoriale e saranno fornite indicazioni tecnico-agronomiche per la caratterizzazione dei cru. Quindi, per ogni cru sarà elaborato un fascicolo contenente non solo i dati tecnici ma anche gli elementi storici, etimologici e umani legati alla produzione.

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8 novembre 2004
Eccellenze Eno-gastronomiche sulle strade del Soave.
sacrica il programma Budino di formaggio Monte Veronese con funghi saltati al Recioto di Soave e culatello di zibello, lombatina di coniglio al Soave, torta di mele calda con crema al Soave e gelato… Sono più di 70 i piatti - tra antipasti, primi, secondi e dessert - che 19 rinomati ristoratori, aderenti all'Associazione Strada del Vino Soave, proporranno ai loro clienti ne "Il Mese del Soave", il nuovo appuntamento promozionale che vedrà coinvolto il territorio dal 10 novembre all' 8 dicembre prossimo.

Oltre 20 saranno le aziende vinicole dell'intera area di produzione che metteranno sulle tavole i loro migliori Soave e Recioto di Soave che verranno proposti in abbinamento ai piatti del menu e serviti al bicchiere.
L'iniziativa, che verrà presentata ufficialmente lunedì 8 novembre alle ore 19.00 presso l'hotel Roxy Plaza di Soave, è voluta dall' Associazione Strada del Vino Soave in collaborazione con il Consorzio del Soave, il Consorzio
Verona Tuttintorno, la Provincia di Verona e l'ente camerale scaligero, con l'intento di promuovere il territorio e i suoi prodotti in un periodo, quello autunnale, poco sfruttato da un punto di vista turistico pur presentandosi ricco di fascino, sia nei paesaggi che nell'offerta enogastronomica.

Novembre e dicembre nel Soave sono infatti i mesi in cui, a fianco dei prodotti principi del territorio (il Formaggio Monte Veronese Dop, il Crudo Soave, i salumi, il Pandoro, ecc.), emergono altre eccellenze: le castagne, i funghi, l'olio nuovo, la zucca, le lumache (che qui si chiamano bogoni).
Per tutto "Il Mese del Soave" perciò sarà possibile assaggiare i piatti particolari dei ristoratori convenzionati, abbinati ai vini delle diverse cantine, ad un prezzo dichiarato sul depliant che si può trovare presso la sede della Strada del Vino, (Casa del Vino, vicolo Mattielli 11, Soave - associazione@stradadelvinosoave.com) lo IAT Est Veronese a Soave, lo IAT Valpolicella a San Pietro in Cariano e in alcune agenzie di viaggio sul lago di Garda.
In città sarà a disposizione nella sede di Veronatuttintorno (Largo Caldera), presso lo IAT in Piazza Bra e in alcuni hotel e librerie.
E' a disposizione, inoltre, sul nostro sito internet www.ilsoave.com, e sui siti www.veronatuttintorno.it, www.veronaitaly.it, ww.tourism.verona.it inizio-pagina



20 Ottobre 2004
• (Bio)diversi è un valore : a Terra Madre, Soave Lessini Durello, Vialone Nano, Monte Veronese ed Erbe della Lessinia, testimoni di qualità.
L’esperienza dei produttori di vino dell’Est veronese e dell’Ovest vicentino, l’impegno di chi declina l’agricoltura e la produzione di prodotti tipici alle regole della montagna, l’oro bianco delle risaie e i tesori del “prete da Sprea”: si accendono sulla comunità del Soave e dei produttori della Lessinia (territorio compreso tra la provincia scaligera e quella berica) i riflettori della prima edizione di Terra Madre, l’incontro mondiale tra le comunità del cibo in programma a Torino tra il 20 ed il 23 ottobre.
L’evento è iniziativa autonoma e al contempo complementare del Salone del Gusto che Slow Food inaugura nel capoluogo piemontese giovedì 21.
Terra Madre nasce con l’obiettivo di favorire il confronto e lo scambio di esperienze tra chi opera nel settore della produzione e della distribuzione dei cibo di qualità, rispettoso dell’ambiente e delle risorse naturali, e nella promozione e conservazione della biodiversità attraverso le produzioni locali. Le premesse già sono indicative delle ragioni per cui i vini Soave Doc e Docg assieme al Lessini Durello Doc, il formaggio Monte Veronese Dop, il riso Vialone Nano Igp e le erbe della Lessinia avranno un ruolo di tutto rispetto all’interno della manifestazione.
Lo strumento operativo scelto dai promotori di Terra Madre per fare della manifestazione un’occasione di formazione e promozione è infatti, attraverso specifici seminari, il confronto e lo scambio di esperienze tra comunità del cibo di 120 Paesi del
mondo. Grazie all’iniziativa del suo Consorzio di tutela, il Soave salirà in cattedra, nel contesto del seminario su sostenibilità e biodiversità in vigna e in cantina, per portare l’esperienza della prima zonazione completa d’Italia, primo passo verso la mappatura dei cru già in agenda per il prossimo biennio e l’impegno sul paesaggio viticolo e la sostenibilità ambientale. Sullo stesso tema interverrà anche il Consorzio del Lessini Durello, che sulla zonazione è al lavoro, e che è un po’ l’emblema del recupero e valorizzazione di un vitigno autoctono, attraverso la ricerca e la stesura di una carta d’uso del territorio per un prodotto della tradizione di cui si rischiava l’estinzione.
Il “vino dei Cimbri” porterà la discussione su un piano più ampio, quello del comprensorio della Lessinia, testimonianza tangibile di come sia proprio l’impegno dei produttori, agricoltori o allevatori che siano, lo strumento elettivo per la tutela del territorio. Ecco perché la Comunità dei produttori della Lessinia avrà un ruolo attivo nel seminario dedicato all’economia montana tra difesa del suolo, mantenimento delle comunità locali e qualità delle produzioni.
L’esordio a Terra Madre non fa passare in secondo piano la presenza al Salone del Gusto, ormai consolidata tradizione, della Casa del Vino, il “contenitore” dei consorzi tutela del Soave e del Recioto di Soave, del Lessini Durello Doc, dell’Arcole Doc e del formaggio Monte Veronese Dop.
Nelle quattro giornate del Salone, che chiuderà i battenti lunedì 25, il laboratorio sui caprini sarà ad esempio innaffiato da Lessini Durello spumante Metodo Classico e Lessini Durello Passito, in onore soprattutto al Niotiko, il cacio dell’isola greca di Ios che costituisce il Presidio di Slow Food “adottato” dal “vino dei Cimbri”. I piatti del Monferrato,
protagonisti di una delle cene tematiche, saranno proposti in abbinamento al Lessini Durello e alla sua versione spumante Metodo Classico, al Soave, al Lessini bianco e al Recioto di Soave Docg, mentre ad onorare piatti della tradizione piemontese e pesce provocatoriamente serviti insieme saranno tutti i vini del veronese Orientale, dal Durello Metodo Classico al Soave Classico passando per l’Arcole Doc rosso riserva e concludendo con il Recioto di Soave a Garantita.

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18 Ottobre 2004
• Veneto Agricoltura investe sul Soave : 160mila euro per studiare i CRU' dall'Etchetta alla Vigna
Il Consorzio del Soave, quello pioniere della zonazione, non smentisce il primato: alla Casa del Vino l’assessore regionale alle Politiche Agricole Giancarlo Conta fa da testimone all’apposizione della firma di Giorgio Carollo, presidente dei Veneto Agricoltura, al finanziamento di 160 mila euro per il progetto sui Cru del Soave.
La somma, inserita nel plafond, pari ad un milione di euro, destinato al sostegno da parte di Veneto Agricoltura degli studi sulla zonazione nelle ventitrè aree a Doc della regione, coprirà così l’80 per cento della spesa che il Consorzio sosterrà nel prossimo biennio per dar corso al nuovo e ambizioso progetto post-zonazione.
Arturo Stocchetti, che del Consorzio tutela è il presidente, non nasconde la propria soddisfazione nel vantare “la più completa e qualificata zonazione italiana, (completata dopo otto anni di studi e ricerche), accompagnata anche dalla riscrittura delle regole di produzione, che dopo aver indagato tutte le specifiche diversità all’interno di un’area con propria, definita
identità, (vitigno, clima, suolo, tecniche coltirali e tecniche di vinificazione), oggi prosegue il suo lavoro nella direzione del Paesaggio viticolo e dell’Atlante della vigna del Soave”.
I prossimi obiettivi del Consorzio del Soave sono questi, mete che sono venute delineandosi anche nel corso dell’intensa attività di confronto e riflessione portata avanti, sui temi della zonazione, nel corso dei seminari di studio dedicati a identità produttiva, paesaggio viticolo, tutela ambientale e nuova cultura dell’accoglienza che hanno costellato questo ultimo anno.
L’indubbia “sete di conoscenza” di un consumatore sempre più esigente ma anche sempre più preparato, e la consapevolezza che “non esiste un unico Soave ma diversi modi di intendere questo vino, ognuno dei quali legato alla natura del territorio, alla sua storia, alla sua componente umana”, hanno condotto a quel punto dritti verso il cru inteso come luogo della massima qualità condivisa.
Ora, partendo dagli studi realizzati e in particolare dalla zonazione, verranno predisposte schede aziendali relative alle aziende più
significative per le diverse zone omogenee già definite, riportanti le strutture produttivee di trasformazione, le etichette e le caratteristiche dei vini. Successivamente verranno identificati i vigneti caratteristici di ogni terroir e saranno decritte le variabili relative ai vigneti, alla loro gestione e alla vinificazione ed affinamento dei vini da essi ottenuti. Al contempo si procederà con una verifica pedologica sui vigneti.
Sulla scorta dei risultati ottenuti dall'insieme delle analisi e delle verifiche vedranno la luce, infine, il Manuale d’uso del territorio, la Carta dei cru e l’Atlante delle vigne del Soave, i tre principali strumenti per far parlare il territorio, facendo zonazione comunicata, tanto all’interno quanto all’ esterno.

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28 luglio 2004
• Il Soave Superiore a Garantita in tavola, questione di ottima pasta.
La prima vendemmia del Soave Superiore Docg, dopo il debutto davanti al pubblico degli addetti ai lavori in occasione di Vinitaly, ha sostenuto un esame lungo un mese con i giudici più severi, quelli che procedono col "registro" del gusto e che proprio attraverso questa chiave di lettura decretano il successo o meno di un prodotto, i consumatori.
Nella prestigiosa cornice della Trattoria di Giovanni Rana, un angolo dei sapori nel salotto di piazza Brà, il Superiore tra i Soave ha sfidato il palato degli avventori invitandoli a scovare i migliori abbinamenti tra i dodici "cru" delle aziende che hanno investito sulla "G"  ed altrettante deliziose paste uscite dalla cucina del "re" veronese della pasta fresca. Il pubblico, soprattutto straniero, ha apprezzato molto anche perché la partenrship tra l'arte squisitamente italiana della pasta sposata al poetico rigore del "Classico Bianco d'Italia" è finita con l'essere una occasione più unica che rara di conoscere nel modo più soddisfacente possibile due dei simboli del "Belpaese".

Il gioco degli abbinamenti è stata una provocazione che lascia il discorso ampiamente aperto.
La questione squisitamente personale del gusto accanto alla ricchezza di sfumature che i cru del Soave Superiore possono vantare ha innescato infatti un seduttivo circolo di invii e rimandi nel quale immergersi anche al di là della specifica occasione. Il carnet delle paste e quello dei Soave Superiore, alla fine, altro non è che una sorta di stimolo che invita ad accostare sapori e bouquet elettivamente affini per scoprire le sfaccettature di un vino unico e molteplice.
Le proposte di Giovanni Rana, del resto, lo hanno attestato pienamente, dai tagliolini alle vongole veraci e pomodorini ciliegia ai fusilli all'uovo con broccoletti, pomodorini e peperoncino, dai gnocchetti con i crostacei ai ravioli alla veneziana, dalle lasagnette con il ragù di Giovanni agli inossidabili tortellini al burro e salvia.

Nei calici il Montecletha di Cantina di Montecchia, il Castelcerino di Cantina di Soave, I Boschetti di Canoso e il Superiore di Bertani, assieme al Costeggiola di Guerrieri Rizzardi, Il Tirso di Marcato, il Monte Sella di Le Mandolare, il Sagramoso di Pasqua e al fianco de L'Astone di Tenuta Faltracco, Il Casale di Agostino Vicentini, l'Augè di Villa Canestrari ed il Vigneto Panvinio di Villa Erbice hanno fatto il resto portando così la zonazione in tavola.
Hanno reso concreta, insomma, tangibile o meglio "gustabile" la scommessa del Consorzio tutela e dei produttori sul valore aggiunto che ogni singola etichetta possiede grazie all'esclusivo terroir che ne è la culla.
Quella "G" che è in procinto di essere vendemmiata per la terza volta, se da un lato consacra quindi il Soave Superiore quale prodotto di un disciplinare rinnovato dopo una gloriosa storia lunga trent'anni, dall'altro fa delle singole vigne, uguali dal punto di vista della Denominazione ma caratterialmente diverse perché strettamente legate ad un terroir proprio e alla sua tradizione, realtà uniche ed irripetibili.
Questi comunque gli abbinamenti ideali decretati dalle circa cinquecento persone che alla trattoria di Giovanni Rana hanno scelto questo originale percorso enogastronomico.
 
Soave Superiore Bertani con Tagliolini alle vongole veraci
Vicentini  Agostino - Il Casale e  pomodorini ciliegia
 
Cantina di Montecchia - Montecletha con Fusilli all'uovo con broccoletti
Guerrieri Rizzardi - Costeggiala pomodorini e peperoncino
 
Pasqua Vigneti e Cantine - Sagramoso con Gnocchetti ai crostacei
Vialla Canestrari - Auge
 
Cantina di Soave - Castelcerino con Ravioli  alla  veneziana
Marcato - Il Tirso
 
Le Mandolare - Monte Sella con Lavagnette con il ragù di
Villa Erbice - Vigneto Panvinio Giovanni
 
Canoso - I Boschetti con Tortellini burro e salvia
Tenuta Faltracco - L'Aston

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18 giugno 2004
Il Soave protagonista al VERONA WINE TOP 2004
Con 16 Soave Doc e Classico, 6 Soave Superiore Docg e 13 Recioto di Soave Docg premiati alla prima edizione del Concorso Enologico Verona Wine Top 2004, la zona del Soave si conferma la più importante area per la produzione di grandi vini bianchi di territorio da vitigno autoctono.
Pur delimitata in un'area relativamente ristretta, poco più di 10.000 ettari, i vigneti iscritti alla Doc Soave e Soave Classico sono quasi 6.600 ettari, rappresentando, dal punto di vista numerico quasi un 30% della potenzialità produttiva regionale dei vini qualificati DOC e circa il 40% in provincia di Verona.
Il Soave, quindi, sia dal punto di vista dell'importanza economica che per la specificità delle produzioni (fin dal secolo scorso è indicato come l'unica area veronese vocata per la produzione di grandi vini bianchi), assume, nel contesto regionale e più in generale nell'articolato panorama dell'enologia italiana, un ruolo di riferimento.
Sono del resto i numeri stessi della denominazione a definire le ambizioni e le valenze, sia tecniche che economiche, di questo territorio circoscritto e sostanzialmente originale dal punto di vista ampelografico, podologico, climatico e tecnologico.
Tornando al Concorso Verona Wine Top 2004, promosso dalla Camera di Commercio di Verona e riconosciuto ufficialmente dal Ministero delle politiche agricole e forestali, ha visto impegnate 10 commissioni composte da circa 100 degustatori (60 enologi più 40 giornalisti rappresentanti le migliori testate a livello internazionale), che sono stati chiamati a selezionare i migliori vini per ogni denominazione.

Questi nello specifico i risultati di quello che potremmo definire il Soave Wine Top: 
Recioto di Soave Docg La Bastia 2002 CANTINA SOCIALE DI MONTECCHIA SCARL
Recioto di Soave Classico Docg Il Sigillo 1999 CANTINA SOCIALE   DI MONTEFORTE D'ALPONE
Recioto di Soave Classico Docg I Cerceni 2001 CAMBRAGO SRL
Recioto di Soave Classico Docg Col Foscarin 2001 GINI di SANDRO E CLAUDIO
Recioto di Soave Classico Docg Le Schiavette 2001 LE MANDOLARE di DAL BOSCO e RODIGHIERO S.S
Recioto di Soave Classico Docg Suavissimus 2001 NARDELLO DANIELE
Recioto di Soave Classico Docg Il Fiore 2001 RONCOLATO ANTONIO
Recioto di Soave Classico Docg Santa Croce 2001 TENUTA FALTRACCO
Recioto di Soave Classico Docg Rocca Sveva 2002 CANITNA DI SOAVE
Recioto di Soave Classico Docg Mida 2002 CANTINA DI SOAVE
Recioto di Soave Classico Docg Le Sponde 2002 COFFELE
Recioto di Soave Classico Docg 2002 FATTORI GIOVANNI
   
Recioto di Soave Docg Spumante 2002 MONTETONDO SAS
   
Soave San Brizio 2002 LA CAPUCCINA
Soave  Pieve Vecchia 2001 FASOLI GINO di AMODIO E NATALINO
Soave Classico I Cerceni 2002 CAMBRAGO SRL
Soave Classico Le Crosare 2002 CANTINA SOCIALE DI MONTECCHIA SCARL
Soave Classico Vigne Alte 2002 F.LLI ZENI SAS
Soave Classico  2002 FATTORI GIOVANNI
Soave Classico Salvarenza 2002 GINI di SANDRO E CLAUDIO
Soave Classico Monte Grande 2002 AZ. AGR. PRA'
Soave Classico Il Nicolaio 2002 RONCOLATO ANTONIO
Soave Classico Monte Casarsa 2002 TENUTA FALTRACCO
Soave Classico  2003 BALESTRI VALDA
Soave Classico I Boschetti 2003 CANOSO SRL
Soave Classico Clivus 2003 CANTINA SOCIALE   DI MONTEFORTE D'ALPONE
Soave Classico Il Vicario 2003 CANTINA SOCIALE   DI MONTEFORTE D'ALPONE
Soave Classico Cà Vecchie 2003 CANTINA SOCIALE DI MONTECCHIA SCARL
Soave Classico  2003 CANTINE LENOTTI di LENOTTI G e c SNC
Soave Classico  2003 SANTI (GRUPPO ITALIANI VINI )
Soave Classico Pressoni 2003 CANTINA DEL CASTELLO
   
Soave Superiore Docg Montecletha 2002 CANTINA SOCIALE DI MONTECCHIA SCARL
Soave Superiore Docg Il Casale 2002 VICENTINI AGOSTINO
Soave Superiore Docg Auge 2002 VILLA CANESTRARI di BONUZZI NICOLA
Soave Superiore Docg Classico Sereole 2002 CAV. G.B. BERTANI
Soave Superiore Docg Classico 2002 F.LLI BOLLA  SPA

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15 giugno 2004
Arturo Stocchetti • Arturo Stocchetti nuovo presidente del Consorzio Tutela Vini Soave
E' Arturo Stocchetti il nuovo Presidente del Consorzio di Tutela Soave, titolare dell'Azienda Vitivinicola Cantina del Castello di Soave e già vice presidente del Consorzio dal 1993.
Succede a Gian Antonio Martinelli, Presidente storico da quasi 20 anni ed improvvisamente mancato qualche settimana fa. Non facile quindi scegliere una nuova guida per un consorzio tra i più rappresentativi e per una denominazione che con circa 6500 ettari di vigneti, 3800 aziende, 150 imbottigliatori per una produzione media di 65 milioni di bottiglie esportate in tutto il mondo si conferma la prima per vini bianchi italiani.

Il risultato è stato però possibile in breve tempo proprio per la grande disponibilità al dialogo tra cantine sociali ed aziende private che ha sempre caratterizzato ogni momento della vita consortile consentendogli di superare sempre piccole e grandi difficoltà.
Il nuovo Presidente, ricordando come negli ultimi anni il Soave abbia recuperato il suo ruolo guida nell'ambito dei vini bianchi da vitigno autoctono, ringrazia tutto il consiglio che con grande senso di collaborazione l'ha nominato, privilegiando i superiori interessi comuni della denominazione, della sua qualità, del suo territorio in senso lato, anziché interessi peculiari di appartenenza di ogni singola categoria.
Ha inoltre affermato che porrà la massima attenzione al mercato, al piano dei controlli, al servizio delle aziende per il miglioramento costante della qualità dei vini.
Il Presidente sarà affiancato da due vice presidenti in rappresentanza del mondo della cooperazione che rappresenta quasi il 60% del Soave.
Luigi Pasetto, attuale Presidente della Cantina di Soave e Presidente Nazionale Settore Vitivinicolo Confcooperative, e Graziano Aldegheri, Presidente della Cantina Sociale di Colognola ai Colli.
Nuovi arrivi anche in consiglio, che si avvarrà dell'esperienza di Giancarlo Lechthaler, Direttore della Cantina di Colognola ai Colli, ed Abele Casagrande, Direttore della Cantina di Montecchia di Crosara.
Si apre quindi una nuova stagione per il Soave, che si è già attivato a livello legale in sintonia con il Ministero per ricorrere contro la liberalizzazione dell'uso del termine Recioto di Soave e con la C.C.I.A.A. di Verona per la registrazione di questo marchio nei principali paesi produttori e consumatori di vino.

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25 Maggio 2004
stampa antica• Con "Soave autoctono per natura" il Consorzio traccia il futuro del sistema Soave
Dopo otto anni di studi e rilievi utili ad elaborare la più completa e meglio documentata zonazione viticola nel panorama dei grandi vini italiani e dopo aver riscritto completamente le regole della produzione, il Consorzio di Tutela promuove una riflessione complessiva sullo stato della denominazione e del territorio, attraverso il collaudato strumento dei seminari intesi come laboratori "work in progress".

Con i seminari 2004 si continua sul tracciato segnato dagli incontri precedenti, con lo scopo di dare respiro alla nuova stagione del Soave, proprio quando il vino bianco torna ad essere protagonista dei mercati. L'obiettivo è quello di proporre un'ampia analisi delle tematiche legate all'identità del territorio e dei suoi vini intesi come soggetti di molteplici relazioni ed interessi collettivi, ma anche come occasione per far emergere il ruolo propositivo che è proprio, tanto dell'organismo di tutela, quanto delle altre realtà che sul territorio operano.
Identità produttiva, paesaggio viticolo, tutela ambientale, nuova cultura dell'accoglienza sono solo alcuni dei temi che saranno approfonditi, con qualificatissimi testimoni, nel corso degli incontri per tracciare una linea guida tesa a delineare una nuova attenzione alla promozione territoriale della denominazione. Servono regole certe, direttive e misure incentivanti che sulla custodia dell'ambiente possano giocare ruoli determinanti, in grado di approdare anche a certificazioni di qualità territoriale.

Il primo seminario (Soave, 23 Aprile) ha trattato, quindi, l'importanza dello sviluppo sostenibile nel territorio, intendendo l'attività agricola come presidio e mezzo di salvaguardia dell'ambiente. Si è poi parlato di Garganega, tra origine e originalità, per sottolineare quanto il sistema Soave debba a questa varietà che ne sottolinea fortemente l'identità di ogni vino, chiudendo la prima sessione approfondendo l'importanza dell'accoglienza e dell'ospitalità quale valore aggiuntivo per una realtà come quella soavese.
Con il secondo seminario (Soave, 14 Maggio) il Consorzio ha focalizzato la riflessione su una nuova maturità del territorio verso l'ospitalità di qualità e la capacità di comunicarne gli originali valori. Soave da bere, ma anche da vedere sono, quindi, i temi attorno a cui si sono sviluppate le riflessioni proposte in questa occasione. Soave come luogo in grado di rispondere alle richieste di conoscenza di un consumatore maturo, spinto a conoscere luoghi e volti, storie e costumi intesi al di là del semplice folklore, ma quali veri e propri stili di vita.
È continuata, poi, a Colognola ai Colli (20 Maggio) la riflessione avviata dal Consorzio sullo sviluppo e la tutela del territorio e della denominazione. Una tappa importante per delineare finalmente i punti di forza e di debolezza dell'intero sistema economico-produttivo del Soave approfondendo il ruolo delle Cantine Sociali e delle aziende leader nel gestire questa nuova attenzione del consumatore ai grandi vini bianchi da vitigno autoctono. Un'analisi utile per approfondire poi il tema della programmazione ragionata del territorio in linea con quanto poi si va a comunicare.
Il 21 maggio a Monteforte, si è discusso invece del Soave sottolineandone la forte identità storica tra vino e territorio, due identità nate e sviluppatesi parallelamente. Obiettivo dell'incontro è stata la stesura di un progetto per la valorizzazione del paesaggio viticolo soavese. Un impegno dovuto, visto il patrimonio culturale di Soave, ma sicuramente una strategia che interessa l'intero indotto.

Gli appuntamenti continueranno poi in Settembre, nel corso delle manifestazioni legate alla vendemmia. Una scelta non casuale, visto che in questa occasione saranno chiamati sindacaci ed organizzazioni di categoria a tracciare obiettivi e strategie per una nuova progettazione viticolo-ambientale, trattando anche di certificazioni, di viticoltura etica e delle nuove tendenze del mercato per i vini bianchi di territorio.

Una sensibilizzazione, quindi a 360°, alla tutela e alla valorizzazione del territorio.
Sensibilizzazione dei cittadini e delle pubbliche  amministrazioni, una diffusione tra i produttori della nuova filosofia del "fare Soave", una nuova cultura dell'ospitalità, sono dunque i tre pilastri su cui punta quello che si può definire il marketing territoriale in terra di Soave.
Un vero progetto innovativo per prendere coscienza della propria identità e dell'unicità che nel Soave il binomio vino-territorio sa esprimere.

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20 Maggio 2004
Gian Antonio Martinelli • Soave: ci ha lasciato il Presidente della Qualità garantita
Tutto il mondo del vino veronese, dell'associazionismo e della giustizia si sono stretti in questi giorni attorno alla famiglia ed al Consorzio di Tutela per la scomparsa di Gian Antonio Martinelli, Presidente del Consorzio fin dal 1984.
Venti anni di servizio appassionato, competente, disinteressato, che lo hanno visto prima analizzare lucidamente pregi e difetti del sistema Soave e poi catalizzatore di una serie di iniziative (ricerca, sperimentazione, promozione e zonazione) che hanno consentito al Soave di riproporsi ai consumatori "come uno dei più importanti ed originali vini bianchi del mondo".

Non che mancassero altri validi candidati per guidare il Consorzio in tutto questo tempo, però tutti hanno visto nella sua professionalità, nel suo rigore e nella sua sincerità le caratteristiche per ritenerlo l'uomo giusto al posto giusto.
Queste sue peculiarità hanno consentito al Consorzio, ai Consiglieri ed ai Soci di affrontare e superare sempre tutti uniti anche i momenti più delicati.
Sono così arrivati anche risultati importanti, quali il riconoscimento di 2 DOCG strategiche per la denominazione: Il Recioto di Soave ed il Soave Superiore.
Sono state rivoluzionate le regole della produzione secondo la piramide della qualità.
E' stata aperta la nuova prestigiosa sede del Consorzio(e non solo) adeguata alla missione di una denominazione che interessa 3.500 produttori e quasi 200 imbottigliatori.
E' stata difesa vittoriosamente la determinazione dei produttori decisi a riservare l'imbottigliamento del Soave Superiore DOCG solo alla zona di origine.

Il Presidente ha avuto, quindi,  la soddisfazione di vedere finalmente riconosciuto dal Ministero l'impegno del Consorzio per l'attuazione del piano di tutela che non riguarda più solo i soci, ma anche tutti gli utilizzatori della denominazione.
Ai tanti importanti risultati raggiunti il Presidente Martinelli lascia anche un'eredità di valori, di suggerimenti e auspici, ricavati dalle sue ultime relazioni, per chi continuerà la sua opera.
Al Consorzio di diventare sempre più luogo di sinergie, di incontro e confronto per tutte le realtà che operano nel Soave: Comuni, Istituzioni, Associazioni e Produttori.

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14 maggio 2004
• I SEMINARI del Soave
"Il Soave: autoctono per natura" è un ciclo di Seminari promossi dal Consorzio di Tutela, dalla Casa del Vino e dalla Strada del Vino Soave, che prendono in esame le dinamiche di sviluppo e l'evoluzione del Territorio del Soave.
Per i programmi dettagliati di ogni seminario potete scaricare liberamente gli inviti ai singoli appuntamenti.

invito II seminario II° Seminario > venerdì 14 maggio 2004, ore 18.00 - Soave, Casa del Vino, via Matielli 11

invito III seminario III° Seminario > giovedì 20 maggio 2004, ore 18.00 - Cantina di Colognola ai Colli

invito IV seminario IV° Seminario > venerdì 21maggio 2004, ore 18.00 - Monteforte d'Alpone, Palazzo Vescovile

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12 Maggio 2004
• Casa del Vino sicuramente, ma ora anche del formaggio Monte Veronese e dei prodotti tipici
"Formazione, informazione e promozione" queste le parole d'ordine della Casa del Vino di Soave, quale centro pulsante degustativo e culturale.
E in sintonia con questi concetti, per concretizzare e rafforzare sinergie già nate, l'inaugurazione venerdì 14 maggio alle ore 18.00, dei nuovi uffici promozionali di due importanti entità territoriali, quali sono la Strada del Vino Soave e il Consorzio per la tutela del formaggio Monte Veronese dop. Presso la Casa del Vino di Soave, già sede dei Consorzi del vino Soave, Lessini Durello e Arcole, tutte queste realtà condivideranno spazi e proposte. Come luogo in grado di soddisfare le richieste di conoscenza del consumatore evoluto e curioso, spinto a esplorare luoghi e volti, storie e costumi.

Vedi cosa bevi e cosa mangi, questo essenzialmente è il motore che trasporta il turismo enogastonomico, con proposte sempre più interessanti, che si svilupperanno in futuro su tutta l'area.
Una risposta concreta e reale, all'esigenza sempre più forte di reperibilità sul territorio. La strada del vino Soave, nasce con l'obbiettivo di offrire un pacchetto completo di proposte turistiche e di servizi. Per soddisfare a tutto tondo una visita o un soggiorno più lungo; cultura, arte, paesaggio, enogastronomia, tutto insieme per dare del territorio una visione, se vogliamo, più rilassata ed equilibrata.

Una proposta completa, di un territorio già ricco di bellezze, ma non solo paesaggistiche e storiche.
Infatti, una delle colonne portanti di questo progetto è il settore gastronomico e vinicolo, che propone in abbinamento allo splendido vino, produzioni eccellenti di formaggio Monte Veronese dop, riso Violone Nano igp, olio extravergine e le ciliegie delle colline, il radicchio veronese, i marroni di San Mauro, salumi e distillati.
Il Consorzio per la tutela del formaggio Monte Veronese dop, che con una parte della zona di produzione si sovrappone alla Strada del vino Soave, continuerà il lavoro iniziato anni fa, di tutela, promozione e assistenza ai tredici soci, e collaborerà più strettamente con la Strada del Vino, proponendo visite nei caseifici e nelle zone tipiche.
Casa del vino sicuramente, ma ora anche del formaggio Monte Veronese e dei prodotti tipici.

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3 Maggio 2004
• Con la SoaveCard ogni consumatore avrà la sua vigna nel SOAVE
Prosegue a pieno regime il progetto che da ben otto anni vede impegnato il Consorzio di Tutela del Soave in un'opera tanto capillare quanto ambiziosa di valorizzazione di tutto ciò che con Soave si relaziona. Vino, in primis. Ma non solo. Parlare di zonazione sarebbe molto riduttivo. Quello che è in corso è un vero e proprio progetto trasversale, la cui importanza è stata recentemente sottolineata durante il primo dei cinque seminari che faranno parlare di Soave da aprile fino a settembre.

La tavola rotonda, dal titolo " Il Soave: autoctono per natura" è stata l'occasione per mettere a fuoco i metodi e le strategie per dare una risposta adeguata da un lato alla concorrenza vitivinicola, non solo italiana o europea, ma mondiale, e dall'altro per garantire un prodotto di qualità a 360 ° ad un consumatore sempre più attento ed esigente.
Scopo dell'intera iniziativa è quello di proporre un'analisi delle tematiche legate all'identità del territorio e dei suoi vini, intesi come soggetti di molteplici relazioni e di interessi collettivi, ma anche come occasione per fare emergere il ruolo propositivo tanto del Consorzio di Tutela quanto delle altre realtà operanti sul territorio.

Identità produttiva, paesaggio viticolo, tutela ambientale, nuova cultura dell'accoglienza sono i temi chiave costantemente richiamati, con lo scopo di delineare una nuova attenzione alla promozione territoriale della denominazione. L'unione fa la forza. E se questo è vero, mai come ora a Soave se ne sono resi conto.
Una sinergia propositiva tra pubblica amministrazione, enti camerali, produttori e operatori di filiera, condivisa ma soprattutto auspicata da Giorgio Magrinelli, sindaco di Soave: <<50 anni fa Soave era una realtà fatta solo di contadini. Poi c'è stata la fase industriale, e ora quella post industriale. Ci confrontiamo non più con l'Europa, ma con Cina, Australia, Sud Africa. Se da un lato serve più specializzazione e alta tecnologia, dall'altro è indispensabile l'attenzione per uno sviluppo territoriale adeguato. Il territorio non è una risorsa inesauribile>>.

Una salvaguardia della zona collinare dunque che implica insediamenti a sud delle ferrovia, verso San Bonifacio, Caldiero e  Belfiore, ma che significa anche educazione della cittadinanza verso ambiente e raccolta differenziata, piano d'area e distretto del vino, il tutto per garantire un prodotto eccellente degno di itinerari turistico-culturali.
In altre parole si tratta di recuperare la valenza sociale dell'attività agricola, intesa come presidio del territorio, con lo scopo di dar vita ad una nuova stagione di pianificazione territoriale per tutelare la terra come risorsa primaria.
Alla luce di tutto questo Soave pare avere proprio le carte in regola per concretizzare questo ambizioso obbiettivo, se non altro per i numeri che lo stesso Antonio Paolini, giornalista de "Il Messaggero", ha snocciolato, uno dopo l'altro, durante il convegno: <<Si tratta di un interessante progetto di riflessione sullo stato della denominazione più importante d'Italia, 6500 ettari, 3500 produttori, 200 imbottigliatori e la presenza di due delle tre DOCG del Veneto: il Soave Superiore DOCG e il Recioto di Soave DOCG per una produzione annua che supera i 60 milioni di bottiglie. IL Consorzio di Tutela del Soave copre l'85% della produzione totale. E oggi, dopo 6 anni di zonazione e nuove regole di produzione, servono delle linee innovative per un vino che è cresciuto, e che merita di essere presentato nella sua attuale completezza>>.

In questa prospettiva punta anche l'idea, lanciata dal giornalista Morello Pecchioli, di coinvolgere direttamente sul campo quanti si sentono legati al vino e alla terra in chiave quasi affettiva: adottare una vigna, uno o più filari per diventare dei "soavesi" a tutti gli effetti. Si tratta di un'adozione simbolica, che permetterà a quanti parteciperanno di assistere durante l'anno ai progressi delle proprie viti, durante la fioritura e la vendemmia.
Adottare un filare a Soave significherà ricevere le chiavi del Castello, cioè una moderna card sullo stile di quelle degli hotel, che ad esempio garantirà ai partecipanti forti sconti in albergo, nei ristoranti e nelle pizzerie durante i week end di visita ai vigneti. Non è poi escluso che il progetto conduca l'adottante ad aver diritto a tot bottiglie del proprio filare, magari con etichetta e cavatappi  personalizzati.
Un progetto che era già allo studio dell'Associazione Strada del Vino di Soave. Una chicca dentro una realtà che rappresenta quasi il 40% delle produzioni a doc della provincia di Verona.
Una risorsa inestimabile per produttori e indotto se si considerano i milioni di turisti che il Veneto registra durante tutto l'anno.

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20 aprile 2004
• Sviluppo, Tutela e Promozione di un territorio .... SOAVE
Lo sviluppo e la tutela del territorio, origine e originalità della Garganega ed il connubio tra conoscenza ed accoglienza nella vigneto più grande d'Europa: su questi temi si gioca il confronto tra un sindaco, un tecnico viticolo ed un giornalista sul terreno del convegno "Il Soave: autoctono per natura".(scarica l'invito)

Concluso l'impegnativo lavoro che ha condotto all'elaborazione della più completa e documentata zonazione viticola nel panorama dei grandi vini italiani e alla ridefinizione delle regole della produzione, il Consorzio tutela vini di Soave e Recioto di Soave apre venerdì 23 aprile la riflessione sullo stato della Denominazione.
Gli spazi della Sala consiliare di Palazzo del Capitano a Soave ospitano infatti il primo dei seminari intesi come attualizzazione della zonazione viticola.
Il confronto, che nei prossimi mesi avrà quale cornice i tre Comuni simbolo della Denominazione, e cioè Soave, Monteforte d'Alpone e Colognola ai Colli, si articolerà su tre temi forti quali i valori emersi con la zonazione, i cru come territorio di approdo del viaggio zonazione, la programmazione ragionata di territorio e ambiente ma anche la frubilità delle elnclave del vino in termini di accoglienza e turismo.

Venerdì 23 aprile alle h.18, coordinati da Antonio Paolini de "Il Messaggero", si confronteranno Giorgio Magrinelli, sindaco di Soave, sul tema dello sviluppo e della tutela del territorio, Antonio Calò dell'Istituto sperimentale di viticoltura ed enologia di Conegliano su "La Garganega tra origine e originalità" e Morello Pecchioli, giornalista de L'Arena, su "Il Soave: accoglienza e conoscenza".
Ad accogliere ospiti e relatori saranno il presidente del Consorzio tutela Gian Antonio Martinelli, il presidente nazionale del settore vitivinicolo di Confcooperative Luigi Pasetto, il presidente della Camera di Commercio di Verona Fabio Bortolazzi e l'assessore all'Agricoltura della Provincia di Verona Alberto Martelletto.
Storia del vino e del territorio saranno protagonisti anche a fine serata quando, alle h.20, vini e gastronomia saranno gli ingredienti dell'anteprima di Soave Versus in programma a Soave sabato 24 e domenica 25 aprile.
Il dibattito proseguirà, quindi, ancora a Soave il 14 maggio in occasione della festa del vino, per continuare a Colognola ai Colli il 20 maggio in occasione della festa del vino e dei bisi, per chiudere, questa prima parte di incontri, con Monteforte d'Alpone inaugurando Vininchiostro 2004 il 21 maggio. .

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24 marzo 2004
logo vinitaly 2004• il CONSORZIO del SOAVE al Vinitaly 2004
Il Consorzio Tutela del Soave vi aspetta al Vinitaly 2004 al Padiglione 3 stand a3, a4, a5, a6, b4.
Il primo appuntamento di rilievo che inaugura la presenza del Consorzio di tutela del Soave e del Recioto di Soave è un seminario dedicato al "Soave Superiore Docg, autoctono per natura".
Ad ospitarlo il 1° aprile alle 11.30 è lo stand del Consorzio. L'incontro, rivolto in prima battuta ai giornalisti stranieri condotti alla scoperta del Soave da Ente Fiera e Ice,  si propone di raccontare percorsi e crescita di un vino, il Soave Superiore DOCG alla sua prima esperienza a Vinitaly, testimone di un territorio, fra i più studiati d'Italia dal punto di vista della composizione del suolo e naturalmente vocato alla viticoltura di grandi vini.

Il percorso di conoscenza e approfondimento sarà supportato da una nuova guida, proposta in tre lingue, che racconta l'evoluzione del Soave negli ultimi tre anni.
La guida, che ricalca il tema del seminario, è pensata tanto per gli addetti ai lavori quanto per il consumatore che viene così accompagnato in un viaggio che del Soave racconta un'unicità che ha radici lontanissime nel tempo, Garganega e Trebbiano di Soave, le cultivar autoctone che ne sono alla base, e la piramide della qualità che è anche l'occasione per descrivere passo passo le sue articolazioni, come dire le diverse interpretazioni del Soave e del nobile Recioto di Soave a Garantita.

Nella stessa giornata, 1° aprile alle h. 15.00 allo stand della Regione Veneto, il Soave sarà tra i protagonisti dell'incontro condotto da Daniele Cernilli, Gambero Rosso, dedicato alle Docg di Verona.

Il Soave torna a salire in cattedra il giorno dopo, 2° aprile alle 11.30, sempre allo stand del Consorzio con una "lezione" sul tema "il Soave dei grandi cru", altro risultato del complesso lavoro di zonazione portato avanti in questi anni dal Consorzio stesso. In serata è prevista poi un'uscita didattica che si sostanzierà, alle 20, con la visita alla "Casa del Vino", prestigiosa sede del Consorzio abbracciata dalle mura soavesi.
La serata si concluderà con un incontro gastronomico incentrato sui sapori di Verona abbinati alla nuova Docg della denominazione.

La giornata di sabato 3 aprile vedrà il Soave impegnato a fianco dei grandi vini veneti nel corso di un doppio appuntamento ospitato allo stand della Regione Veneto: alle h.11 Otmar Kiem, della rivista "Falstaff", conduce una degustazione guidata che è anche la presentazione de "Gli autoctoni del Veneto". Alle h.15, invece, la parola passa a Richard Baudains, "Decanter", per un excursus armati di bicchiere alla scoperta de "I grandi vini veneti".
Per tutto il Vinitaly, poi, il Soave si presenta al gusto dei giornalisti del settore proponendo, in vari appuntamenti ospitati allo stand consortile tutti gli abbinamenti possibili con le eccellenze gastronomiche veronesi: dall'olio d'oliva al Vialone Nano, dalle verdure di stagione al Monte Veronese Dop, dalla Sopressa della  Lessinia al Recioto di Soave Docg.

appuntamenti della vigilia: martedì 30 marzo alle 20 il Consorzio sarà presente alla conferenza stampa relativa al nuovo concorso enologico Verona Wine Top 2004, un po' il concorso dei concorsi che, previsto in svolgimento a giugno, soppianta tutte le competizioni finora promosse dai singoli organismi di tutela.
Ideata dalla Camera di commercio scaligera e dall'Associazione vini veronesi Doc (Avive) la manifestazione intende essere vetrina unica di tutte le tredici denominazioni di origine veronesi, 10 Doc e 3 Docg.

Per tutta la durata di Vinitaly, infine, Confcommercio , in collaborazione con la Camera di Commercio di Verona, l'amministrazione provinciale, l'Ente Fiera, e la  Strada del Vino Soave, intitoleranno la prestigiosa via Mazzini (nel centro di Verona) all'altrettanto eccellente "Classico bianco d'Italia", il Soave appunto, con l'iniziativa de "Le meravigliose vie del vino".

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9 marzo 2004
• OTTIMO 2003: IL SOAVE DA I NUMERI
L'assemblea dei soci del Consorzio del Soave brinda al lavoro fatto approvando il bilancio consuntivo 2003  che chiude, sostanzialmente,  in pareggio sottolineando un importante più 15% rispetto al bilancio precedente.
Nel presentarlo ai soci il presidente Gian Antonio Martinelli ha sottolineato il ruolo del Consorzio, e dei servizi che offre, quale punto di riferimento per l'intero mondo vitivinicolo del veronese Orientale; tale ruolo viene ora ad accrescersi con l'attribuzione ai consorzi di tutela dei controlli previsti dal così detto decreto "erga omnes" in applicazione del DM 29/05/2001.

Il Presidente sottolineando la rilevanza del vino Soave sia come fonte di reddito sia che come espansione della cultura e della tradizione locali, non ha nascosto la propria soddisfazione per il lavoro fatto in questi anni, ricordando la modifica dei disciplinari di produzione all'insegna della qualità e la battaglia per l'imbottigliamento in zona del Soave Superiore Docg.
Dicendosi pronto a scommettere ancora sul rapporto vino-territorio per proseguire nella "battaglia" del Soave, il Presidente Martinelli, ha sollecitato l'avvio di iniziative, anche sul piano societario, tra le grandi realtà produttive della zona per attivare strategie in grado di portare maggiore redditività, dignità e decoro a tutti i produttori, superando incrostazioni spesso campanilistiche.
Per il nuovo anno il Consorzio punta su numerosi progetti, tra i quali, i più ambiziosi, sono quello di confermare, primo in Italia, la certificazione di qualità con l'adeguamento Vision ed il progetto per la certificazione ambientale della denominazione.
La discussione del bilancio 2003 è stata anche l'occasione per fare il quadro sullo stato di salute dei vini prodotti in zona. Il dato produttivo stima in 508 mila 968 ettolitri il totale complessivo prodotto dall'ultima vendemmia di Soave Classico, Soave Colli Scaligeri e Soave Doc. Si riconferma con un' importante quota di 3348 ettolitri il Soave Superiore Docg e cresce ancora fino a 1740 ettolitri la produzione del Recioto di Soave Docg.

Il dato economico è presto detto: il Soave Doc e Classico, in controtendenza, ha guadagnato un + 15% per un valore complessivo di oltre 250 milioni di euro, il Soave Superiore Docg ha contato su un controvalore di 4 milioni di euro mentre è quantificato in  5,5 milioni di euro il valore del Recioto di Soave.
Nel 2003, poi, le bottiglie di Soave Doc commercializzate sono state 50 milioni di cui , il 75% è finito sui mercati esteri. Il Soave Superiore Docg, invece, ha esordito con 360 mila bottiglie finite per il 60% all'estero, prevalentemente attraverso i grossisti, ma con un buon 20% di vendita diretta. Il pregiato Recioto di Soave Docg, poi, prodotto in 350 mila bottiglie sta registrando un importante incremento sul mercato interno, per cui solo il 20% è  andato all'esportazione.
Per quanto riguarda gli altri numeri importanti del Soave, il Direttore Aldo Lorenzoni, ricorda che il sistema Soave conta su 6580 ettari di vigneto iscritto all'albo, di 3350 aziende agricole, di 10 cantine sociali, di 210 vinificatori e aziende imbottigliatrici.

Una particolare indagine del Consorzio ha potuto determinare che il 65% del Soave è imbottigliato in zona di vinificazione e che tutta la produzione è stata certificata dall'apposita commissione camerale per un quantitativo record di 518.268 ettolitri. Inoltre l'attività di controllo, da parte del consorzio, sui mercati ha interessato 354 campioni prelevati in diversi paesi esteri e poi testati dall'apposita commissione consortile.
Questi dati, emersi con altri nell'Assemblea consortile, hanno consentito di fare un quadro completo del notevole lavoro svolto dal Consorzio nel 2003 con la prospettiva, nel 2004, di vedere intensificata l'attività dei controlli per garantire, al consumatore, la tracciabilità del Vino Soave dal vigneto alla bottiglia.

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25 gennaio 2004
• AL VIA IL PIANO DEI CONTROLLI PER IL CONSORZIO DEL SOAVE
Accrescere la credibilità e l'affidabilità del Consorzio tutela e delle Denominazioni e fornire ulteriori garanzie al consumatore sulla tracciabilità del prodotto: Gian Antonio Martinelli, presidente del Consorzio di tutela dei vini Soave e Recioto di Soave ha dato così, ai soci e a tutte le aziende interessate alla Doc Soave, e alle Docg Recioto di Soave e Soave Superiore, la notizia del varo del cosìdetto "erga omnes".

Martinelli ha voluto porre l'attenzione sui due aspetti qualificanti che l'attribuzione ai consorzi di tutela delle funzioni di controllo anche sui non soci comporta, quasi a spiegare le ragioni del  nuovo corso, pensato per far sì che il prodotto sia perfettamente rispondente all'etichetta che lo qualifica, come dire che le regole che disciplinano la Denominazione dovranno essere scrupolosamente rispettate da tutti, viticoltori, vinificatori e imbottigliatori.
Dal 12 febbraio, è entrato in vigore il Decreto ministeriale che attribuisce questa nuova funzione ai consorzi. La macchina operativa nella zona del Soave si è già messa in moto anche attraverso incontri preliminari con Regione, Camera di commercio, Repressione frodi e consulenti.

E' stato quindi definito il piano d'azione che il Consorzio del Soave ha articolato in due fasi:
- verifica documentale: "I tecnici consortili procederanno inizialmente ad una verifica documentale sul 100 per cento degli operatori. In questo modo", spiega Martinelli, "il Consorzio controllerà, esprimendo i relativi pareri di
conformità, tutti i dati ai fini della rivendicazione della Denominazione di origine". A titolo esemplificativo Martinelli fa riferimento all'albo vigneti, alle denunce delle uve, alle giacenze e alle certificazioni di idoneità, alle movimentazioni e ai declassamenti.
- Verifica ispettiva: saranno controllati i vigneti di ogni operatore, ma i tecnici saranno anche in cantina per monitorare vinificazione e imbottigliamento con prelievi e confronti tra i prodotti e le documentazioni che riguardano le diverse fasi. Il Consorzio di tutela, ogni anno, sottoporrà a controllo un numero di aziende pari almeno al 20% della produzione complessiva rivendicata nell'anno precedente. Nel secondo anno, poi, saranno sorteggiate aziende, nella misura del 5% almeno della produzione complessiva, che saranno riproposte a verifica.

Costi: per quanto riguarda i soci il Consiglio del Consorzio ha deciso l'abolizione della quota di iscrizione che viene assorbita dalla quota relativa ai controlli. Per dare il via al piano sperimentale dei controlli sulle oltre 3300 aziende della Denominazione  il Consorzio applicherà una tariffa di 21 centesimi per quintale di uva ai viticoltori, mentre ai vinificatori e agli imbottigliatori i controlli costeranno 30 centesimi per ettolitro di vino.
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