news 2004
9 dicembre 2004
• FORTE DEL SUCCESSO OTTENUTO LO SCORSO
NOVEMBRE ALL’INTERNATIONAL WINE ACADEMY DI ROMA, IL SOAVE
TORNA NELLA PIAZZA ROMANA IL 31 GENNAIO 2005.
LAlla degustazione all’Hilton parteciperanno gran parte delle
aziende socie del Consorzio di tutela dei vini Soave e Recioto di
Soave. E nel 2005, al via il progetto “il Soave dei grandi
Cru”.
Grande affluenza di operatori del settore e della stampa di categoria
alla degustazione avvenuta lo scorso novembre 2004 nella prestigiosa
sede di Roma dell'International Wine Academy, incontro al
quale ha partecipato il Consorzio di tutela dei vini Soave e Recioto
di Soave con una rappresentanza di aziende (Casa Vinicola
Cambrago, Azienda Agricola T.E.S.S.A.R.I., Azienda Agricola Coffele,
Cantina della Valpolicella, Cantina del Castello, Canoso Azienda
Agricola, Villa Canestrari, Azienda Agricola Vicentini Agostino,
Azienda Agricola Le Mandolare, Cantina di Soave, Azienda Agricola
Tamellini).
L'esperienza si è rivelata così positiva, da indurre
il Consorzio a programmare una seconda trasferta romana per il
31 gennaio 2005, in occasione della degustazione che si svolgerà
all'Hilton e alla quale parteciperanno gran parte delle aziende
socie del Consorzio.
A far da apripista nell'incontro novembrino sono state undici aziende,
che hanno raccontato i mille volti del “Classico bianco d'Italia”
a una nutrita schiera di giornalisti del settore enogastronomico
(tra questi, oltre al patron della Wine Academy, Ian D’Agata,
Luciano di Lello, esperto di vini che collabora a La Repubblica,
Bibenda e Gambero Rosso, Fabio Turchetti, che cura la pagina dei
vini per Il Messaggero, Massimo Canevari, esperto in finanza agroalimentare
che collabora a La Repubblica e Il Venerdì di Repubblica,
Paolo Zaccaria, docente di Master alla Città del Gusto e
collaboratore alla guida Vini d’Italia del Gambero Rosso)
e di addetti ai lavori della capitale.
Tra quest’ultimi, ricordiamo Paolo Tamberlani, importante
agente di vini e di specialità agroalimentari a Roma e nel
Lazio, Marcello Nocioni, altro importante agente di vini romano
e Roberto Giovannardi dell’enoteca Il Vino ’99, nonché
i titolari del ristorante La Saliera, dell’enoteca Meneghetti
e del Cafè delle Arti di Roma. Nell'occasione, il Presidente
del Consorzio Arturo Stocchetti ha evidenziato ai partecipanti come
il Soave sia stato nel 2004 uno dei pochi vini italiani a tenere,
se non a guadagnare,del 5/10 per cento nel mercato vitivinicolo.
E questo grazie ad una accorta politica di salvaguardia del rapporto
qualità/prezzo.
L'incontro di novembre ha suggellato il raggiungimento di un importante
traguardo per il Soave, costituito dalla zonazione viticola e dall'applicazione
delle nuove regole del Disciplinare. Idealmente, l'incontro di gennaio
2005 segnerà l'apertura di un nuova importante stagione,
che vedrà il Consorzio impegnarsi nella valorizzazione della
produzione e del territorio attraverso il “Soave dei grandi
Cru”.
Il progetto, che sarà realizzato nell’arco di
un biennio in collaborazione con Veneto Agricoltura, prenderà
in analisi le aziende vitivinicole più rilevanti dal punto
di vista di omogeneità della zona. Saranno schedati i dati
inerenti alle strutture produttive e di trasformazione, alle etichette
e alle caratteristiche dei vini. In seguito, saranno identificati,
per selezione e classificazione, i vigneti caratteristici di ogni
terroir e saranno descritte le variabili relative ai vigneti e alla
loro gestione, nonché alla vinificazione e all'affinamento
dei vini da essi ottenuti. In parallelo, sarà effettuata
una verifica pedologica sui vigneti e la mappatura dei fruttai.
Una volta individuati i vini più significativi, sarà
redatto un loro profilo organolettico e sensoriale e saranno fornite
indicazioni tecnico-agronomiche per la caratterizzazione dei cru.
Quindi, per ogni cru sarà elaborato un fascicolo contenente
non solo i dati tecnici ma anche gli elementi storici, etimologici
e umani legati alla produzione.

8 novembre 2004
• Eccellenze Eno-gastronomiche sulle
strade del Soave.
Budino di formaggio Monte Veronese con funghi saltati al Recioto
di Soave e culatello di zibello, lombatina di coniglio al Soave,
torta di mele calda con crema al Soave e gelato… Sono più
di 70 i piatti - tra antipasti, primi, secondi e dessert
- che 19 rinomati ristoratori, aderenti all'Associazione Strada
del Vino Soave, proporranno ai loro clienti ne "Il Mese
del Soave", il nuovo appuntamento promozionale che vedrà
coinvolto il territorio dal 10 novembre all' 8 dicembre prossimo.
Oltre 20 saranno le aziende vinicole dell'intera area di produzione
che metteranno sulle tavole i loro migliori Soave e Recioto di Soave
che verranno proposti in abbinamento ai piatti del menu e serviti
al bicchiere.
L'iniziativa, che verrà presentata ufficialmente lunedì
8 novembre alle ore 19.00 presso l'hotel Roxy Plaza di Soave, è
voluta dall' Associazione Strada del Vino Soave in collaborazione
con il Consorzio del Soave, il Consorzio
Verona Tuttintorno, la Provincia di Verona e l'ente camerale scaligero,
con l'intento di promuovere il territorio e i suoi prodotti in un
periodo, quello autunnale, poco sfruttato da un punto di vista turistico
pur presentandosi ricco di fascino, sia nei paesaggi che nell'offerta
enogastronomica.
Novembre e dicembre nel Soave sono infatti i mesi in cui, a fianco
dei prodotti principi del territorio (il Formaggio Monte Veronese
Dop, il Crudo Soave, i salumi, il Pandoro, ecc.), emergono altre
eccellenze: le castagne, i funghi, l'olio nuovo, la zucca, le lumache
(che qui si chiamano bogoni).
Per tutto "Il Mese del Soave" perciò sarà
possibile assaggiare i piatti particolari dei ristoratori convenzionati,
abbinati ai vini delle diverse cantine, ad un prezzo dichiarato
sul depliant che si può trovare presso la sede della Strada
del Vino, (Casa del Vino, vicolo Mattielli 11, Soave - associazione@stradadelvinosoave.com)
lo IAT Est Veronese a Soave, lo IAT Valpolicella a San Pietro in
Cariano e in alcune agenzie di viaggio sul lago di Garda.
In città sarà a disposizione nella sede di Veronatuttintorno
(Largo Caldera), presso lo IAT in Piazza Bra e in alcuni hotel e
librerie.
E' a disposizione, inoltre, sul nostro sito internet www.ilsoave.com,
e sui siti www.veronatuttintorno.it,
www.veronaitaly.it,
ww.tourism.verona.it

20 Ottobre 2004
• (Bio)diversi è un valore : a Terra
Madre, Soave Lessini Durello, Vialone Nano, Monte Veronese ed Erbe
della Lessinia, testimoni di qualità.
L’esperienza dei produttori di vino dell’Est veronese
e dell’Ovest vicentino, l’impegno di chi declina l’agricoltura
e la produzione di prodotti tipici alle regole della montagna, l’oro
bianco delle risaie e i tesori del “prete da Sprea”:
si accendono sulla comunità del Soave e dei produttori della
Lessinia (territorio compreso tra la provincia scaligera e quella
berica) i riflettori della prima edizione di Terra Madre, l’incontro
mondiale tra le comunità del cibo in programma a Torino
tra il 20 ed il 23 ottobre.
L’evento è iniziativa autonoma e al contempo complementare
del Salone del Gusto che Slow Food inaugura nel capoluogo piemontese
giovedì 21.
Terra Madre nasce con l’obiettivo di favorire il confronto
e lo scambio di esperienze tra chi opera nel settore della produzione
e della distribuzione dei cibo di qualità, rispettoso dell’ambiente
e delle risorse naturali, e nella promozione e conservazione della
biodiversità attraverso le produzioni locali. Le premesse
già sono indicative delle ragioni per cui i vini Soave Doc
e Docg assieme al Lessini Durello Doc, il formaggio Monte Veronese
Dop, il riso Vialone Nano Igp e le erbe della Lessinia avranno un
ruolo di tutto rispetto all’interno della manifestazione.
Lo strumento operativo scelto dai promotori di Terra Madre per fare
della manifestazione un’occasione di formazione e promozione
è infatti, attraverso specifici seminari, il confronto e
lo scambio di esperienze tra comunità del cibo di 120 Paesi
del
mondo. Grazie all’iniziativa del suo Consorzio di tutela,
il Soave salirà in cattedra, nel contesto del seminario
su sostenibilità e biodiversità in vigna e in cantina,
per portare l’esperienza della prima zonazione completa d’Italia,
primo passo verso la mappatura dei cru già in agenda per
il prossimo biennio e l’impegno sul paesaggio viticolo e la
sostenibilità ambientale. Sullo stesso tema interverrà
anche il Consorzio del Lessini Durello, che sulla zonazione
è al lavoro, e che è un po’ l’emblema
del recupero e valorizzazione di un vitigno autoctono, attraverso
la ricerca e la stesura di una carta d’uso del territorio
per un prodotto della tradizione di cui si rischiava l’estinzione.
Il “vino dei Cimbri” porterà la discussione su
un piano più ampio, quello del comprensorio della Lessinia,
testimonianza tangibile di come sia proprio l’impegno dei
produttori, agricoltori o allevatori che siano, lo strumento elettivo
per la tutela del territorio. Ecco perché la Comunità
dei produttori della Lessinia avrà un ruolo attivo nel seminario
dedicato all’economia montana tra difesa del suolo, mantenimento
delle comunità locali e qualità delle produzioni.
L’esordio a Terra Madre non fa passare in secondo piano la
presenza al Salone del Gusto, ormai consolidata tradizione,
della Casa del Vino, il “contenitore” dei consorzi tutela
del Soave e del Recioto di Soave, del Lessini Durello Doc, dell’Arcole
Doc e del formaggio Monte Veronese Dop.
Nelle quattro giornate del Salone, che chiuderà i battenti
lunedì 25, il laboratorio sui caprini sarà ad esempio
innaffiato da Lessini Durello spumante Metodo Classico e Lessini
Durello Passito, in onore soprattutto al Niotiko, il cacio dell’isola
greca di Ios che costituisce il Presidio di Slow Food “adottato”
dal “vino dei Cimbri”. I piatti del Monferrato,
protagonisti di una delle cene tematiche, saranno proposti in abbinamento
al Lessini Durello e alla sua versione spumante Metodo Classico,
al Soave, al Lessini bianco e al Recioto di Soave Docg, mentre ad
onorare piatti della tradizione piemontese e pesce provocatoriamente
serviti insieme saranno tutti i vini del veronese Orientale, dal
Durello Metodo Classico al Soave Classico passando per l’Arcole
Doc rosso riserva e concludendo con il Recioto di Soave a Garantita.

18 Ottobre 2004
•
Veneto Agricoltura investe sul Soave : 160mila euro per studiare
i CRU' dall'Etchetta alla Vigna
Il Consorzio del Soave, quello pioniere della zonazione, non smentisce
il primato: alla Casa del Vino l’assessore regionale
alle Politiche Agricole Giancarlo Conta fa da testimone all’apposizione
della firma di Giorgio Carollo, presidente dei Veneto Agricoltura,
al finanziamento di 160 mila euro per il progetto sui Cru del Soave.
La somma, inserita nel plafond, pari ad un milione di euro, destinato
al sostegno da parte di Veneto Agricoltura degli studi sulla zonazione
nelle ventitrè aree a Doc della regione, coprirà così
l’80 per cento della spesa che il Consorzio sosterrà
nel prossimo biennio per dar corso al nuovo e ambizioso progetto
post-zonazione.
Arturo Stocchetti, che del Consorzio tutela è il presidente,
non nasconde la propria soddisfazione nel vantare “la più
completa e qualificata zonazione italiana, (completata dopo otto
anni di studi e ricerche), accompagnata anche dalla riscrittura
delle regole di produzione, che dopo aver indagato tutte le specifiche
diversità all’interno di un’area con propria,
definita
identità, (vitigno, clima, suolo, tecniche coltirali e tecniche
di vinificazione), oggi prosegue il suo lavoro nella direzione del
Paesaggio viticolo e dell’Atlante della vigna del Soave”.
I prossimi obiettivi del Consorzio del Soave sono questi, mete che
sono venute delineandosi anche nel corso dell’intensa attività
di confronto e riflessione portata avanti, sui temi della zonazione,
nel corso dei seminari di studio dedicati a identità produttiva,
paesaggio viticolo, tutela ambientale e nuova cultura dell’accoglienza
che hanno costellato questo ultimo anno.
L’indubbia “sete di conoscenza” di un consumatore
sempre più esigente ma anche sempre più preparato,
e la consapevolezza che “non esiste un unico Soave ma diversi
modi di intendere questo vino, ognuno dei quali legato alla natura
del territorio, alla sua storia, alla sua componente umana”,
hanno condotto a quel punto dritti verso il cru inteso come luogo
della massima qualità condivisa.
Ora, partendo dagli studi realizzati e in particolare dalla zonazione,
verranno predisposte schede aziendali relative alle aziende più
significative per le diverse zone omogenee già definite,
riportanti le strutture produttivee di trasformazione, le etichette
e le caratteristiche dei vini. Successivamente verranno identificati
i vigneti caratteristici di ogni terroir e saranno decritte le variabili
relative ai vigneti, alla loro gestione e alla vinificazione ed
affinamento dei vini da essi ottenuti. Al contempo si procederà
con una verifica pedologica sui vigneti.
Sulla scorta dei risultati ottenuti dall'insieme delle analisi e
delle verifiche vedranno la luce, infine, il Manuale d’uso
del territorio, la Carta dei cru e l’Atlante
delle vigne del Soave, i tre principali strumenti per far parlare
il territorio, facendo zonazione comunicata, tanto all’interno
quanto all’ esterno.

28 luglio 2004
• Il Soave Superiore a Garantita in tavola,
questione di ottima pasta.
La prima vendemmia del Soave Superiore Docg, dopo il debutto
davanti al pubblico degli addetti ai lavori in occasione di Vinitaly,
ha sostenuto un esame lungo un mese con i giudici più severi,
quelli che procedono col "registro" del gusto e che proprio
attraverso questa chiave di lettura decretano il successo o meno
di un prodotto, i consumatori.
Nella prestigiosa cornice della Trattoria di Giovanni Rana,
un angolo dei sapori nel salotto di piazza Brà, il Superiore
tra i Soave ha sfidato il palato degli avventori invitandoli a scovare
i migliori abbinamenti tra i dodici "cru" delle aziende
che hanno investito sulla "G" ed altrettante
deliziose paste uscite dalla cucina del "re" veronese
della pasta fresca. Il pubblico, soprattutto straniero, ha apprezzato
molto anche perché la partenrship tra l'arte squisitamente
italiana della pasta sposata al poetico rigore del "Classico
Bianco d'Italia" è finita con l'essere una occasione
più unica che rara di conoscere nel modo più soddisfacente
possibile due dei simboli del "Belpaese".
Il gioco degli abbinamenti è stata una provocazione che
lascia il discorso ampiamente aperto.
La questione squisitamente personale del gusto accanto alla ricchezza
di sfumature che i cru del Soave Superiore possono vantare ha innescato
infatti un seduttivo circolo di invii e rimandi nel quale immergersi
anche al di là della specifica occasione. Il carnet delle
paste e quello dei Soave Superiore, alla fine, altro non è
che una sorta di stimolo che invita ad accostare sapori e bouquet
elettivamente affini per scoprire le sfaccettature di un vino unico
e molteplice.
Le proposte di Giovanni Rana, del resto, lo hanno attestato pienamente,
dai tagliolini alle vongole veraci e pomodorini ciliegia ai fusilli
all'uovo con broccoletti, pomodorini e peperoncino, dai gnocchetti
con i crostacei ai ravioli alla veneziana, dalle lasagnette con
il ragù di Giovanni agli inossidabili tortellini al burro
e salvia.
Nei calici il Montecletha di Cantina di Montecchia, il Castelcerino
di Cantina di Soave, I Boschetti di Canoso e il Superiore di Bertani,
assieme al Costeggiola di Guerrieri Rizzardi, Il Tirso di Marcato,
il Monte Sella di Le Mandolare, il Sagramoso di Pasqua e al fianco
de L'Astone di Tenuta Faltracco, Il Casale di Agostino Vicentini,
l'Augè di Villa Canestrari ed il Vigneto Panvinio di Villa
Erbice hanno fatto il resto portando così la zonazione in
tavola.
Hanno reso concreta, insomma, tangibile o meglio "gustabile"
la scommessa del Consorzio tutela e dei produttori sul valore aggiunto
che ogni singola etichetta possiede grazie all'esclusivo terroir
che ne è la culla.
Quella "G" che è in procinto di essere vendemmiata
per la terza volta, se da un lato consacra quindi il Soave Superiore
quale prodotto di un disciplinare rinnovato dopo una gloriosa storia
lunga trent'anni, dall'altro fa delle singole vigne, uguali dal
punto di vista della Denominazione ma caratterialmente diverse perché
strettamente legate ad un terroir proprio e alla sua tradizione,
realtà uniche ed irripetibili.
Questi comunque gli abbinamenti ideali decretati dalle circa cinquecento
persone che alla trattoria di Giovanni Rana hanno scelto questo
originale percorso enogastronomico.
Soave Superiore Bertani con Tagliolini
alle vongole veraci
Vicentini Agostino - Il Casale e pomodorini ciliegia
Cantina di Montecchia - Montecletha con Fusilli all'uovo
con broccoletti
Guerrieri Rizzardi - Costeggiala pomodorini e peperoncino
Pasqua Vigneti e Cantine - Sagramoso con Gnocchetti ai
crostacei
Vialla Canestrari - Auge
Cantina di Soave - Castelcerino con Ravioli alla
veneziana
Marcato - Il Tirso
Le Mandolare - Monte Sella con Lavagnette con il ragù
di
Villa Erbice - Vigneto Panvinio Giovanni
Canoso - I Boschetti con Tortellini burro e salvia
Tenuta Faltracco - L'Aston

18 giugno 2004
• Il Soave protagonista al VERONA WINE
TOP 2004
Con 16 Soave Doc e Classico, 6 Soave Superiore Docg e 13 Recioto
di Soave Docg premiati alla prima edizione del Concorso Enologico
Verona Wine Top 2004, la zona del Soave si
conferma la più importante area per la produzione di grandi
vini bianchi di territorio da vitigno autoctono.
Pur delimitata in un'area relativamente ristretta, poco più
di 10.000 ettari, i vigneti iscritti alla Doc Soave e Soave Classico
sono quasi 6.600 ettari, rappresentando, dal punto di vista numerico
quasi un 30% della potenzialità produttiva regionale dei
vini qualificati DOC e circa il 40% in provincia di Verona.
Il Soave, quindi, sia dal punto di vista dell'importanza economica
che per la specificità delle produzioni (fin dal secolo
scorso è indicato come l'unica area veronese vocata per la
produzione di grandi vini bianchi), assume, nel contesto
regionale e più in generale nell'articolato panorama dell'enologia
italiana, un ruolo di riferimento.
Sono del resto i numeri stessi della denominazione a definire le
ambizioni e le valenze, sia tecniche che economiche, di questo territorio
circoscritto e sostanzialmente originale dal punto di vista ampelografico,
podologico, climatico e tecnologico.
Tornando al Concorso Verona Wine Top 2004, promosso dalla Camera
di Commercio di Verona e riconosciuto ufficialmente dal Ministero
delle politiche agricole e forestali, ha visto impegnate 10 commissioni
composte da circa 100 degustatori (60 enologi più 40 giornalisti
rappresentanti le migliori testate a livello internazionale), che
sono stati chiamati a selezionare i migliori vini per ogni denominazione.
Questi nello specifico i risultati di quello che potremmo
definire il Soave Wine Top:
Recioto di Soave Docg La Bastia 2002 CANTINA
SOCIALE DI MONTECCHIA SCARL
Recioto di Soave Classico Docg Il Sigillo 1999 CANTINA
SOCIALE DI MONTEFORTE D'ALPONE
Recioto di Soave Classico Docg I Cerceni 2001 CAMBRAGO
SRL
Recioto di Soave Classico Docg Col Foscarin 2001 GINI
di SANDRO E CLAUDIO
Recioto di Soave Classico Docg Le Schiavette 2001 LE
MANDOLARE di DAL BOSCO e RODIGHIERO S.S
Recioto di Soave Classico Docg Suavissimus 2001 NARDELLO
DANIELE
Recioto di Soave Classico Docg Il Fiore 2001 RONCOLATO
ANTONIO
Recioto di Soave Classico Docg Santa Croce 2001 TENUTA
FALTRACCO
Recioto di Soave Classico Docg Rocca Sveva 2002 CANITNA
DI SOAVE
Recioto di Soave Classico Docg Mida 2002 CANTINA
DI SOAVE
Recioto di Soave Classico Docg Le Sponde 2002 COFFELE
Recioto di Soave Classico Docg 2002 FATTORI GIOVANNI
Recioto di Soave Docg Spumante 2002 MONTETONDO SAS
Soave San Brizio 2002 LA CAPUCCINA
Soave Pieve Vecchia 2001 FASOLI GINO di AMODIO E
NATALINO
Soave Classico I Cerceni 2002 CAMBRAGO SRL
Soave Classico Le Crosare 2002 CANTINA SOCIALE DI
MONTECCHIA SCARL
Soave Classico Vigne Alte 2002 F.LLI ZENI SAS
Soave Classico 2002 FATTORI GIOVANNI
Soave Classico Salvarenza 2002 GINI di SANDRO E CLAUDIO
Soave Classico Monte Grande 2002 AZ. AGR. PRA'
Soave Classico Il Nicolaio 2002 RONCOLATO ANTONIO
Soave Classico Monte Casarsa 2002 TENUTA FALTRACCO
Soave Classico 2003 BALESTRI VALDA
Soave Classico I Boschetti 2003 CANOSO SRL
Soave Classico Clivus 2003 CANTINA SOCIALE
DI MONTEFORTE D'ALPONE
Soave Classico Il Vicario 2003 CANTINA SOCIALE
DI MONTEFORTE D'ALPONE
Soave Classico Cà Vecchie 2003 CANTINA SOCIALE
DI MONTECCHIA SCARL
Soave Classico 2003 CANTINE LENOTTI di LENOTTI G
e c SNC
Soave Classico 2003 SANTI (GRUPPO ITALIANI VINI
)
Soave Classico Pressoni 2003 CANTINA DEL CASTELLO
Soave Superiore Docg Montecletha 2002 CANTINA SOCIALE
DI MONTECCHIA SCARL
Soave Superiore Docg Il Casale 2002 VICENTINI AGOSTINO
Soave Superiore Docg Auge 2002 VILLA CANESTRARI di
BONUZZI NICOLA
Soave Superiore Docg Classico Sereole 2002 CAV. G.B.
BERTANI
Soave Superiore Docg Classico 2002 F.LLI BOLLA SPA

15 giugno 2004
• Arturo Stocchetti nuovo presidente del Consorzio
Tutela Vini Soave
E' Arturo Stocchetti il nuovo Presidente del Consorzio
di Tutela Soave, titolare dell'Azienda Vitivinicola Cantina del
Castello di Soave e già vice presidente del Consorzio dal
1993.
Succede a Gian Antonio Martinelli, Presidente storico da quasi 20
anni ed improvvisamente mancato qualche settimana fa. Non facile
quindi scegliere una nuova guida per un consorzio tra i più
rappresentativi e per una denominazione che con circa 6500 ettari
di vigneti, 3800 aziende, 150 imbottigliatori per una produzione
media di 65 milioni di bottiglie esportate in tutto il mondo si
conferma la prima per vini bianchi italiani.
Il risultato è stato però possibile in breve tempo
proprio per la grande disponibilità al dialogo tra cantine
sociali ed aziende private che ha sempre caratterizzato ogni
momento della vita consortile consentendogli di superare sempre
piccole e grandi difficoltà.
Il nuovo Presidente, ricordando come negli ultimi anni il Soave
abbia recuperato il suo ruolo guida nell'ambito dei vini bianchi
da vitigno autoctono, ringrazia tutto il consiglio che con grande
senso di collaborazione l'ha nominato, privilegiando i superiori
interessi comuni della denominazione, della sua qualità,
del suo territorio in senso lato, anziché interessi peculiari
di appartenenza di ogni singola categoria.
Ha inoltre affermato che porrà la massima attenzione al mercato,
al piano dei controlli, al servizio delle aziende per il miglioramento
costante della qualità dei vini.
Il Presidente sarà affiancato da due vice presidenti
in rappresentanza del mondo della cooperazione che rappresenta quasi
il 60% del Soave.
Luigi Pasetto, attuale Presidente della Cantina di Soave
e Presidente Nazionale Settore Vitivinicolo Confcooperative, e Graziano
Aldegheri, Presidente della Cantina Sociale di Colognola ai
Colli.
Nuovi arrivi anche in consiglio, che si avvarrà dell'esperienza
di Giancarlo Lechthaler, Direttore della Cantina di Colognola ai
Colli, ed Abele Casagrande, Direttore della Cantina di Montecchia
di Crosara.
Si apre quindi una nuova stagione per il Soave, che si è
già attivato a livello legale in sintonia con il Ministero
per ricorrere contro la liberalizzazione dell'uso del termine Recioto
di Soave e con la C.C.I.A.A. di Verona per la registrazione di questo
marchio nei principali paesi produttori e consumatori di vino. 
25 Maggio 2004
•
Con "Soave autoctono per natura" il Consorzio traccia
il futuro del sistema Soave
Dopo otto anni di studi e rilievi utili ad elaborare la più
completa e meglio documentata zonazione viticola nel panorama dei
grandi vini italiani e dopo aver riscritto completamente le regole
della produzione, il Consorzio di Tutela promuove una riflessione
complessiva sullo stato della denominazione e del territorio, attraverso
il collaudato strumento dei seminari intesi come laboratori "work
in progress".
Con i seminari 2004 si continua sul tracciato segnato dagli
incontri precedenti, con lo scopo di dare respiro alla nuova stagione
del Soave, proprio quando il vino bianco torna ad essere protagonista
dei mercati. L'obiettivo è quello di proporre un'ampia analisi
delle tematiche legate all'identità del territorio e dei
suoi vini intesi come soggetti di molteplici relazioni ed interessi
collettivi, ma anche come occasione per far emergere il ruolo propositivo
che è proprio, tanto dell'organismo di tutela, quanto delle
altre realtà che sul territorio operano.
Identità produttiva, paesaggio viticolo, tutela ambientale,
nuova cultura dell'accoglienza sono solo alcuni dei temi che
saranno approfonditi, con qualificatissimi testimoni, nel corso
degli incontri per tracciare una linea guida tesa a delineare una
nuova attenzione alla promozione territoriale della denominazione.
Servono regole certe, direttive e misure incentivanti che sulla
custodia dell'ambiente possano giocare ruoli determinanti, in grado
di approdare anche a certificazioni di qualità territoriale.
Il primo seminario (Soave, 23 Aprile) ha
trattato, quindi, l'importanza dello sviluppo sostenibile nel territorio,
intendendo l'attività agricola come presidio e mezzo di salvaguardia
dell'ambiente. Si è poi parlato di Garganega, tra origine
e originalità, per sottolineare quanto il sistema Soave debba
a questa varietà che ne sottolinea fortemente l'identità
di ogni vino, chiudendo la prima sessione approfondendo l'importanza
dell'accoglienza e dell'ospitalità quale valore aggiuntivo
per una realtà come quella soavese.
Con il secondo seminario (Soave, 14 Maggio)
il Consorzio ha focalizzato la riflessione su una nuova maturità
del territorio verso l'ospitalità di qualità e la
capacità di comunicarne gli originali valori. Soave da bere,
ma anche da vedere sono, quindi, i temi attorno a cui si sono sviluppate
le riflessioni proposte in questa occasione. Soave come luogo in
grado di rispondere alle richieste di conoscenza di un consumatore
maturo, spinto a conoscere luoghi e volti, storie e costumi intesi
al di là del semplice folklore, ma quali veri e propri stili
di vita.
È continuata, poi, a Colognola ai
Colli (20 Maggio) la riflessione avviata dal Consorzio sullo
sviluppo e la tutela del territorio e della denominazione. Una tappa
importante per delineare finalmente i punti di forza e di debolezza
dell'intero sistema economico-produttivo del Soave approfondendo
il ruolo delle Cantine Sociali e delle aziende leader nel gestire
questa nuova attenzione del consumatore ai grandi vini bianchi da
vitigno autoctono. Un'analisi utile per approfondire poi il tema
della programmazione ragionata del territorio in linea con quanto
poi si va a comunicare.
Il 21 maggio a Monteforte,
si è discusso invece del Soave sottolineandone la forte identità
storica tra vino e territorio, due identità nate e sviluppatesi
parallelamente. Obiettivo dell'incontro è stata la stesura
di un progetto per la valorizzazione del paesaggio viticolo soavese.
Un impegno dovuto, visto il patrimonio culturale di Soave, ma sicuramente
una strategia che interessa l'intero indotto.
Gli appuntamenti continueranno poi in Settembre, nel corso
delle manifestazioni legate alla vendemmia. Una scelta non
casuale, visto che in questa occasione saranno chiamati sindacaci
ed organizzazioni di categoria a tracciare obiettivi e strategie
per una nuova progettazione viticolo-ambientale, trattando anche
di certificazioni, di viticoltura etica e delle nuove tendenze del
mercato per i vini bianchi di territorio.
Una sensibilizzazione, quindi a 360°, alla tutela
e alla valorizzazione del territorio.
Sensibilizzazione dei cittadini e delle pubbliche amministrazioni,
una diffusione tra i produttori della nuova filosofia del "fare
Soave", una nuova cultura dell'ospitalità, sono dunque
i tre pilastri su cui punta quello che si può definire il
marketing territoriale in terra di Soave.
Un vero progetto innovativo per prendere coscienza della propria
identità e dell'unicità che nel Soave il binomio vino-territorio
sa esprimere.

20 Maggio 2004
• Soave: ci ha lasciato il Presidente della
Qualità garantita
Tutto
il mondo del vino veronese, dell'associazionismo e della giustizia
si sono stretti in questi giorni attorno alla famiglia ed al Consorzio
di Tutela per la scomparsa di Gian Antonio Martinelli, Presidente
del Consorzio fin dal 1984.
Venti anni di servizio appassionato, competente, disinteressato,
che lo hanno visto prima analizzare lucidamente pregi e difetti
del sistema Soave e poi catalizzatore di una serie di iniziative
(ricerca, sperimentazione, promozione e zonazione) che hanno consentito
al Soave di riproporsi ai consumatori "come uno dei più
importanti ed originali vini bianchi del mondo".
Non che mancassero altri validi candidati per guidare il Consorzio
in tutto questo tempo, però tutti hanno visto nella sua professionalità,
nel suo rigore e nella sua sincerità le caratteristiche per
ritenerlo l'uomo giusto al posto giusto.
Queste sue peculiarità hanno consentito al Consorzio, ai
Consiglieri ed ai Soci di affrontare e superare sempre tutti uniti
anche i momenti più delicati.
Sono così arrivati anche risultati importanti, quali
il riconoscimento di 2 DOCG strategiche per la denominazione:
Il Recioto di Soave ed il Soave Superiore.
Sono state rivoluzionate le regole della produzione secondo la
piramide della qualità.
E' stata aperta la nuova prestigiosa sede del Consorzio(e non solo)
adeguata alla missione di una denominazione che interessa 3.500
produttori e quasi 200 imbottigliatori.
E' stata difesa vittoriosamente la determinazione dei produttori
decisi a riservare l'imbottigliamento del Soave Superiore DOCG solo
alla zona di origine.
Il Presidente ha avuto, quindi, la soddisfazione di vedere
finalmente riconosciuto dal Ministero l'impegno del Consorzio per
l'attuazione del piano di tutela che non riguarda più solo
i soci, ma anche tutti gli utilizzatori della denominazione.
Ai tanti importanti risultati raggiunti il Presidente Martinelli
lascia anche un'eredità di valori, di suggerimenti e auspici,
ricavati dalle sue ultime relazioni, per chi continuerà la
sua opera.
Al Consorzio di diventare sempre più luogo di sinergie, di
incontro e confronto per tutte le realtà che operano nel
Soave: Comuni, Istituzioni, Associazioni e Produttori.

14 maggio 2004
• I SEMINARI del Soave
"Il Soave: autoctono per natura" è un ciclo
di Seminari promossi dal Consorzio di Tutela, dalla Casa del
Vino e dalla Strada del Vino Soave, che prendono in esame le dinamiche
di sviluppo e l'evoluzione del Territorio del Soave.
Per i programmi dettagliati di ogni seminario potete scaricare
liberamente gli inviti ai singoli appuntamenti.
II° Seminario > venerdì 14 maggio 2004,
ore 18.00 - Soave, Casa del Vino, via Matielli 11
III° Seminario > giovedì 20 maggio 2004, ore
18.00 - Cantina di Colognola ai Colli
IV° Seminario > venerdì 21maggio 2004, ore
18.00 - Monteforte d'Alpone, Palazzo Vescovile

12 Maggio 2004
• Casa del Vino sicuramente, ma ora anche
del formaggio Monte Veronese e dei prodotti tipici
"Formazione, informazione e promozione" queste le parole
d'ordine della Casa del Vino di Soave, quale centro pulsante degustativo
e culturale.
E in sintonia con questi concetti, per concretizzare e rafforzare
sinergie già nate, l'inaugurazione venerdì 14 maggio
alle ore 18.00, dei nuovi uffici promozionali di due importanti
entità territoriali, quali sono la Strada del Vino Soave
e il Consorzio per la tutela del formaggio Monte Veronese dop.
Presso la Casa del Vino di Soave, già sede dei Consorzi del
vino Soave, Lessini Durello e Arcole, tutte queste realtà
condivideranno spazi e proposte. Come luogo in grado di soddisfare
le richieste di conoscenza del consumatore evoluto e curioso, spinto
a esplorare luoghi e volti, storie e costumi.
Vedi cosa bevi e cosa mangi, questo essenzialmente è il
motore che trasporta il turismo enogastonomico, con proposte sempre
più interessanti, che si svilupperanno in futuro su tutta
l'area.
Una risposta concreta e reale, all'esigenza sempre più forte
di reperibilità sul territorio. La strada del vino Soave,
nasce con l'obbiettivo di offrire un pacchetto completo di proposte
turistiche e di servizi. Per soddisfare a tutto tondo una visita
o un soggiorno più lungo; cultura, arte, paesaggio, enogastronomia,
tutto insieme per dare del territorio una visione, se vogliamo,
più rilassata ed equilibrata.
Una proposta completa, di un territorio già ricco di bellezze,
ma non solo paesaggistiche e storiche.
Infatti, una delle colonne portanti di questo progetto è
il settore gastronomico e vinicolo, che propone in abbinamento
allo splendido vino, produzioni eccellenti di formaggio Monte Veronese
dop, riso Violone Nano igp, olio extravergine e le ciliegie delle
colline, il radicchio veronese, i marroni di San Mauro, salumi e
distillati.
Il Consorzio per la tutela del formaggio Monte Veronese dop,
che con una parte della zona di produzione si sovrappone alla Strada
del vino Soave, continuerà il lavoro iniziato anni fa, di
tutela, promozione e assistenza ai tredici soci, e collaborerà
più strettamente con la Strada del Vino, proponendo visite
nei caseifici e nelle zone tipiche. Casa del vino sicuramente, ma
ora anche del formaggio Monte Veronese e dei prodotti tipici.

3 Maggio 2004
• Con la SoaveCard ogni consumatore avrà
la sua vigna nel SOAVE
Prosegue a pieno regime il progetto che da ben otto anni vede impegnato
il Consorzio di Tutela del Soave in un'opera tanto capillare quanto
ambiziosa di valorizzazione di tutto ciò che con Soave si relaziona.
Vino, in primis. Ma non solo. Parlare di zonazione sarebbe molto riduttivo.
Quello che è in corso è un vero e proprio progetto
trasversale, la cui importanza è stata recentemente sottolineata
durante il primo dei cinque seminari che faranno parlare di
Soave da aprile fino a settembre.
La tavola rotonda, dal titolo " Il Soave: autoctono per natura"
è stata l'occasione per mettere a fuoco i metodi e le strategie
per dare una risposta adeguata da un lato alla concorrenza vitivinicola,
non solo italiana o europea, ma mondiale, e dall'altro per garantire
un prodotto di qualità a 360 ° ad un consumatore sempre
più attento ed esigente.
Scopo dell'intera iniziativa è quello di proporre un'analisi
delle tematiche legate all'identità del territorio e dei
suoi vini, intesi come soggetti di molteplici relazioni e di interessi
collettivi, ma anche come occasione per fare emergere il ruolo propositivo
tanto del Consorzio di Tutela quanto delle altre realtà operanti
sul territorio.
Identità produttiva, paesaggio viticolo, tutela ambientale,
nuova cultura dell'accoglienza sono i temi chiave costantemente
richiamati, con lo scopo di delineare una nuova attenzione alla promozione
territoriale della denominazione. L'unione fa la forza. E se questo
è vero, mai come ora a Soave se ne sono resi conto.
Una sinergia propositiva tra pubblica amministrazione, enti
camerali, produttori e operatori di filiera, condivisa ma soprattutto
auspicata da Giorgio Magrinelli, sindaco di Soave: <<50
anni fa Soave era una realtà fatta solo di contadini. Poi c'è
stata la fase industriale, e ora quella post industriale. Ci confrontiamo
non più con l'Europa, ma con Cina, Australia, Sud Africa. Se
da un lato serve più specializzazione e alta tecnologia, dall'altro
è indispensabile l'attenzione per uno sviluppo territoriale
adeguato. Il territorio non è una risorsa inesauribile>>.
Una salvaguardia della zona collinare dunque che implica insediamenti
a sud delle ferrovia, verso San Bonifacio, Caldiero e Belfiore,
ma che significa anche educazione della cittadinanza verso ambiente
e raccolta differenziata, piano d'area e distretto del vino, il tutto
per garantire un prodotto eccellente degno di itinerari turistico-culturali.
In altre parole si tratta di recuperare la valenza sociale dell'attività
agricola, intesa come presidio del territorio, con lo scopo di dar
vita ad una nuova stagione di pianificazione territoriale per tutelare
la terra come risorsa primaria.
Alla luce di tutto questo Soave pare avere proprio le carte in regola
per concretizzare questo ambizioso obbiettivo, se non altro per i
numeri che lo stesso Antonio Paolini, giornalista de "Il
Messaggero", ha snocciolato, uno dopo l'altro, durante il convegno:
<<Si tratta di un interessante progetto di riflessione sullo
stato della denominazione più importante d'Italia, 6500 ettari,
3500 produttori, 200 imbottigliatori e la presenza di due delle tre
DOCG del Veneto: il Soave Superiore DOCG e il Recioto di Soave DOCG
per una produzione annua che supera i 60 milioni di bottiglie. IL
Consorzio di Tutela del Soave copre l'85% della produzione totale.
E oggi, dopo 6 anni di zonazione e nuove regole di produzione, servono
delle linee innovative per un vino che è cresciuto, e che merita
di essere presentato nella sua attuale completezza>>.
In questa prospettiva punta anche l'idea, lanciata dal giornalista
Morello Pecchioli, di coinvolgere direttamente sul campo quanti
si sentono legati al vino e alla terra in chiave quasi affettiva:
adottare una vigna, uno o più filari per diventare dei
"soavesi" a tutti gli effetti. Si tratta di un'adozione
simbolica, che permetterà a quanti parteciperanno di assistere
durante l'anno ai progressi delle proprie viti, durante la fioritura
e la vendemmia.
Adottare un filare a Soave significherà ricevere le chiavi
del Castello, cioè una moderna card sullo stile di quelle
degli hotel, che ad esempio garantirà ai partecipanti forti
sconti in albergo, nei ristoranti e nelle pizzerie durante i week
end di visita ai vigneti. Non è poi escluso che il progetto
conduca l'adottante ad aver diritto a tot bottiglie del proprio filare,
magari con etichetta e cavatappi personalizzati.
Un progetto che era già allo studio dell'Associazione Strada
del Vino di Soave. Una chicca dentro una realtà che rappresenta
quasi il 40% delle produzioni a doc della provincia di Verona.
Una risorsa inestimabile per produttori e indotto se si considerano
i milioni di turisti che il Veneto registra durante tutto l'anno.

20 aprile 2004
•
Sviluppo, Tutela e Promozione di un territorio .... SOAVE
Lo sviluppo e la tutela del territorio, origine e originalità
della Garganega ed il connubio tra conoscenza ed accoglienza nella
vigneto più grande d'Europa: su questi temi si gioca il confronto
tra un sindaco, un tecnico viticolo ed un giornalista sul terreno
del convegno "Il Soave: autoctono per natura".(scarica
l'invito)
Concluso l'impegnativo lavoro che ha condotto all'elaborazione della
più completa e documentata zonazione viticola nel panorama
dei grandi vini italiani e alla ridefinizione delle regole della produzione,
il Consorzio tutela vini di Soave e Recioto di Soave apre venerdì
23 aprile la riflessione sullo stato della Denominazione.
Gli spazi della Sala consiliare di Palazzo del Capitano a Soave ospitano
infatti il primo dei seminari intesi come attualizzazione della zonazione
viticola.
Il confronto, che nei prossimi mesi avrà quale cornice i tre
Comuni simbolo della Denominazione, e cioè Soave, Monteforte
d'Alpone e Colognola ai Colli, si articolerà su tre temi forti
quali i valori emersi con la zonazione, i cru come territorio di approdo
del viaggio zonazione, la programmazione ragionata di territorio e
ambiente ma anche la frubilità delle elnclave del vino in termini
di accoglienza e turismo.
Venerdì 23 aprile alle h.18, coordinati da
Antonio Paolini de "Il Messaggero", si confronteranno Giorgio
Magrinelli, sindaco di Soave, sul tema dello sviluppo e della tutela
del territorio, Antonio Calò dell'Istituto sperimentale di
viticoltura ed enologia di Conegliano su "La Garganega tra
origine e originalità" e Morello Pecchioli, giornalista
de L'Arena, su "Il Soave: accoglienza e conoscenza".
Ad accogliere ospiti e relatori saranno il presidente del Consorzio
tutela Gian Antonio Martinelli, il presidente nazionale del settore
vitivinicolo di Confcooperative Luigi Pasetto, il presidente della
Camera di Commercio di Verona Fabio Bortolazzi e l'assessore all'Agricoltura
della Provincia di Verona Alberto Martelletto.
Storia del vino e del territorio saranno protagonisti anche a fine
serata quando, alle h.20, vini e gastronomia saranno gli ingredienti
dell'anteprima di Soave Versus in programma a Soave sabato
24 e domenica 25 aprile.
Il dibattito proseguirà, quindi, ancora a Soave il 14
maggio in occasione della festa del vino, per continuare
a Colognola ai Colli il 20 maggio in occasione della
festa del vino e dei bisi, per chiudere, questa prima parte
di incontri, con Monteforte d'Alpone inaugurando Vininchiostro
2004 il 21 maggio. .
24 marzo 2004
•
il CONSORZIO del SOAVE al Vinitaly 2004
Il Consorzio Tutela del Soave vi aspetta al Vinitaly 2004 al Padiglione
3 stand a3, a4, a5, a6, b4.
Il primo appuntamento di rilievo che inaugura la presenza del Consorzio
di tutela del Soave e del Recioto di Soave è un seminario dedicato
al "Soave Superiore Docg, autoctono per natura".
Ad ospitarlo il 1° aprile alle 11.30 è lo stand
del Consorzio. L'incontro, rivolto in prima battuta ai giornalisti
stranieri condotti alla scoperta del Soave da Ente Fiera e Ice,
si propone di raccontare percorsi e crescita di un vino, il Soave
Superiore DOCG alla sua prima esperienza a Vinitaly, testimone di
un territorio, fra i più studiati d'Italia dal punto di vista
della composizione del suolo e naturalmente vocato alla viticoltura
di grandi vini.
Il percorso di conoscenza e approfondimento sarà supportato
da una nuova guida, proposta in tre lingue, che racconta l'evoluzione
del Soave negli ultimi tre anni.
La guida, che ricalca il tema del seminario, è pensata tanto
per gli addetti ai lavori quanto per il consumatore che viene così
accompagnato in un viaggio che del Soave racconta un'unicità
che ha radici lontanissime nel tempo, Garganega e Trebbiano di Soave,
le cultivar autoctone che ne sono alla base, e la piramide della qualità
che è anche l'occasione per descrivere passo passo le sue articolazioni,
come dire le diverse interpretazioni del Soave e del nobile Recioto
di Soave a Garantita.
Nella stessa giornata, 1° aprile alle h. 15.00
allo stand della Regione Veneto, il Soave sarà tra i protagonisti
dell'incontro condotto da Daniele Cernilli, Gambero Rosso, dedicato
alle Docg di Verona.
Il Soave torna a salire in cattedra il giorno dopo, 2° aprile
alle 11.30, sempre allo stand del Consorzio con una "lezione"
sul tema "il Soave dei grandi cru", altro risultato del
complesso lavoro di zonazione portato avanti in questi anni dal Consorzio
stesso. In serata è prevista poi un'uscita didattica che si
sostanzierà, alle 20, con la visita alla "Casa del Vino",
prestigiosa sede del Consorzio abbracciata dalle mura soavesi.
La serata si concluderà con un incontro gastronomico incentrato
sui sapori di Verona abbinati alla nuova Docg della denominazione.
La giornata di sabato 3 aprile vedrà il Soave impegnato
a fianco dei grandi vini veneti nel corso di un doppio appuntamento
ospitato allo stand della Regione Veneto: alle h.11 Otmar Kiem,
della rivista "Falstaff", conduce una degustazione guidata
che è anche la presentazione de "Gli autoctoni del Veneto".
Alle h.15, invece, la parola passa a Richard Baudains, "Decanter",
per un excursus armati di bicchiere alla scoperta de "I grandi
vini veneti".
Per tutto il Vinitaly, poi, il Soave si presenta al gusto dei giornalisti
del settore proponendo, in vari appuntamenti ospitati allo stand consortile
tutti gli abbinamenti possibili con le eccellenze gastronomiche veronesi:
dall'olio d'oliva al Vialone Nano, dalle verdure di stagione al Monte
Veronese Dop, dalla Sopressa della Lessinia al Recioto di Soave
Docg.
appuntamenti della vigilia: martedì 30 marzo
alle 20 il Consorzio sarà presente alla conferenza stampa relativa
al nuovo concorso enologico Verona Wine Top 2004, un po' il
concorso dei concorsi che, previsto in svolgimento a giugno, soppianta
tutte le competizioni finora promosse dai singoli organismi di tutela.
Ideata dalla Camera di commercio scaligera e dall'Associazione vini
veronesi Doc (Avive) la manifestazione intende essere vetrina unica
di tutte le tredici denominazioni di origine veronesi, 10 Doc e 3
Docg.
Per tutta la durata di Vinitaly, infine, Confcommercio , in collaborazione
con la Camera di Commercio di Verona, l'amministrazione provinciale,
l'Ente Fiera, e la Strada del Vino Soave, intitoleranno la prestigiosa
via Mazzini (nel centro di Verona) all'altrettanto eccellente "Classico
bianco d'Italia", il Soave appunto, con l'iniziativa de "Le
meravigliose vie del vino".

9 marzo 2004
•
OTTIMO 2003: IL SOAVE DA I NUMERI
L'assemblea dei soci del Consorzio del Soave brinda al lavoro fatto
approvando il bilancio consuntivo 2003 che chiude, sostanzialmente,
in pareggio sottolineando un importante più 15% rispetto
al bilancio precedente.
Nel presentarlo ai soci il presidente Gian Antonio Martinelli ha sottolineato
il ruolo del Consorzio, e dei servizi che offre, quale punto di riferimento
per l'intero mondo vitivinicolo del veronese Orientale; tale ruolo
viene ora ad accrescersi con l'attribuzione ai consorzi di tutela
dei controlli previsti dal così detto decreto "erga omnes"
in applicazione del DM 29/05/2001.
Il Presidente sottolineando la rilevanza del vino Soave sia come
fonte di reddito sia che come espansione della cultura e della tradizione
locali, non ha nascosto la propria soddisfazione per il lavoro fatto
in questi anni, ricordando la modifica dei disciplinari di produzione
all'insegna della qualità e la battaglia per l'imbottigliamento
in zona del Soave Superiore Docg.
Dicendosi pronto a scommettere ancora sul rapporto vino-territorio
per proseguire nella "battaglia" del Soave, il Presidente
Martinelli, ha sollecitato l'avvio di iniziative, anche sul piano
societario, tra le grandi realtà produttive della zona per
attivare strategie in grado di portare maggiore redditività,
dignità e decoro a tutti i produttori, superando incrostazioni
spesso campanilistiche.
Per il nuovo anno il Consorzio punta su numerosi progetti,
tra i quali, i più ambiziosi, sono quello di confermare, primo
in Italia, la certificazione di qualità con l'adeguamento Vision
ed il progetto per la certificazione ambientale della denominazione.
La discussione del bilancio 2003 è stata anche l'occasione
per fare il quadro sullo stato di salute dei vini prodotti in zona.
Il dato produttivo stima in 508 mila 968 ettolitri il totale complessivo
prodotto dall'ultima vendemmia di Soave Classico, Soave Colli Scaligeri
e Soave Doc. Si riconferma con un' importante quota di 3348 ettolitri
il Soave Superiore Docg e cresce ancora fino a 1740 ettolitri la produzione
del Recioto di Soave Docg.
Il dato economico è presto detto: il Soave Doc e Classico,
in controtendenza, ha guadagnato un + 15% per un valore complessivo
di oltre 250 milioni di euro, il Soave Superiore Docg ha contato su
un controvalore di 4 milioni di euro mentre è quantificato
in 5,5 milioni di euro il valore del Recioto di Soave.
Nel 2003, poi, le bottiglie di Soave Doc commercializzate sono
state 50 milioni di cui , il 75% è finito sui mercati
esteri. Il Soave Superiore Docg, invece, ha esordito con 360 mila
bottiglie finite per il 60% all'estero, prevalentemente attraverso
i grossisti, ma con un buon 20% di vendita diretta. Il pregiato Recioto
di Soave Docg, poi, prodotto in 350 mila bottiglie sta registrando
un importante incremento sul mercato interno, per cui solo il 20%
è andato all'esportazione.
Per quanto riguarda gli altri numeri importanti del Soave, il Direttore
Aldo Lorenzoni, ricorda che il sistema Soave conta su 6580 ettari
di vigneto iscritto all'albo, di 3350 aziende agricole, di 10 cantine
sociali, di 210 vinificatori e aziende imbottigliatrici.
Una particolare indagine del Consorzio ha potuto determinare che
il 65% del Soave è imbottigliato in zona di vinificazione
e che tutta la produzione è stata certificata dall'apposita
commissione camerale per un quantitativo record di 518.268 ettolitri.
Inoltre l'attività di controllo, da parte del consorzio,
sui mercati ha interessato 354 campioni prelevati in diversi paesi
esteri e poi testati dall'apposita commissione consortile.
Questi dati, emersi con altri nell'Assemblea consortile, hanno consentito
di fare un quadro completo del notevole lavoro svolto dal Consorzio
nel 2003 con la prospettiva, nel 2004, di vedere intensificata l'attività
dei controlli per garantire, al consumatore, la tracciabilità
del Vino Soave dal vigneto alla bottiglia.

25 gennaio 2004
•
AL VIA IL PIANO DEI CONTROLLI PER IL CONSORZIO DEL SOAVE
Accrescere la credibilità e l'affidabilità del Consorzio
tutela e delle Denominazioni e fornire ulteriori garanzie al consumatore
sulla tracciabilità del prodotto: Gian Antonio Martinelli,
presidente del Consorzio di tutela dei vini Soave e Recioto di Soave
ha dato così, ai soci e a tutte le aziende interessate alla
Doc Soave, e alle Docg Recioto di Soave e Soave Superiore, la notizia
del varo del cosìdetto "erga omnes".
Martinelli ha voluto porre l'attenzione sui due aspetti qualificanti
che l'attribuzione ai consorzi di tutela delle funzioni di controllo
anche sui non soci comporta, quasi a spiegare le ragioni del
nuovo corso, pensato per far sì che il prodotto sia perfettamente
rispondente all'etichetta che lo qualifica, come dire che le regole
che disciplinano la Denominazione dovranno essere scrupolosamente
rispettate da tutti, viticoltori, vinificatori e imbottigliatori.
Dal 12 febbraio, è entrato in vigore il Decreto ministeriale
che attribuisce questa nuova funzione ai consorzi. La macchina operativa
nella zona del Soave si è già messa in moto anche attraverso
incontri preliminari con Regione, Camera di commercio, Repressione
frodi e consulenti.
E' stato quindi definito il piano d'azione che il Consorzio del Soave
ha articolato in due fasi:
- verifica documentale: "I tecnici consortili procederanno
inizialmente ad una verifica documentale sul 100 per cento degli operatori.
In questo modo", spiega Martinelli, "il Consorzio controllerà,
esprimendo i relativi pareri di
conformità, tutti i dati ai fini della rivendicazione della
Denominazione di origine". A titolo esemplificativo Martinelli
fa riferimento all'albo vigneti, alle denunce delle uve, alle giacenze
e alle certificazioni di idoneità, alle movimentazioni e ai
declassamenti.
- Verifica ispettiva: saranno controllati i vigneti di ogni
operatore, ma i tecnici saranno anche in cantina per monitorare vinificazione
e imbottigliamento con prelievi e confronti tra i prodotti e le documentazioni
che riguardano le diverse fasi. Il Consorzio di tutela, ogni anno,
sottoporrà a controllo un numero di aziende pari almeno al
20% della produzione complessiva rivendicata nell'anno precedente.
Nel secondo anno, poi, saranno sorteggiate aziende, nella misura del
5% almeno della produzione complessiva, che saranno riproposte a verifica.
Costi: per quanto riguarda i soci il Consiglio del Consorzio
ha deciso l'abolizione della quota di iscrizione che viene assorbita
dalla quota relativa ai controlli. Per dare il via al piano sperimentale
dei controlli sulle oltre 3300 aziende della Denominazione il
Consorzio applicherà una tariffa di 21 centesimi per quintale
di uva ai viticoltori, mentre ai vinificatori e agli imbottigliatori
i controlli costeranno 30 centesimi per ettolitro di vino.
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