news 2006
14 dicembre 2006
•
Tutti i Soave portano a Roma
AProsegue il tour promozionale che vede protagonista il Soave a
Roma. Dopo il successo che la denominazione veronese ha ottenuto
nel corso de “Il Soave dei grandi Cru a Roma”,
l’evento organizzato dal Consorzio di Tutela del
Soave e dalla Strada del Vino Soave,
in collaborazione con l’Associazione Go Wine all’Hotel
Exedra di Roma, per la denominazione scaligera sono ancora numerosi
gli appuntamenti in vista nella capitale.
<<Si tratta di una vera e propria strategia promozionale
su più fronti - ha commentato Arturo Stocchetti,
presidente del Consorzio di Tutela del Soave – studiata appositamente
dal Consorzio per rendere più incisiva la presenza del Soave
a Roma. Bisogna che la gente meorizzi il nome del Soave, che ne
riconosca la qualità e che sappia che questo è un
vino che si produce solo a Verona. A tal fine è importante
perseguire un’azione di promozione mirata e continuativa,
diretta a target diversi: dai ristoratori ai giornalisti, dagli
appassionati esperti fino al largo pubblico che ancora ci conosce
poco>>.
In questa direzione va proprio lo spazio televisivo dedicato al Recioto
di Soave nel corso della puntata che a breve andrà in
onda su Gambero Rosso Channel: uno speciale, registrato
alla Città del Gusto di Roma e voluto dalla Regione
Veneto, che sarà dedicato alle eccellenze regionali
venete, tra le quali non poteva mancare il Soave.
I cru del Soave torneranno invece protagonisti
di una serie di manifestazioni che dureranno fino alla vigilia
di Natale. La differenziazione produttiva lungo la piramide della
qualità costituisce oggi per la denominazione l’asso
vincente per affrontare i mercati. Il lungo lavoro di zonazione
viticola che ha visto impegnati i produttori negli ultimi anni
porta oggi i primi interessanti frutti sia in termini di qualità sia
in termini di vendita, complice il conveniente rapporto qualità/prezzo
che da sempre caratterizza il Soave.
Saranno proprio i cru del Soave, frutto della differenziazione
produttiva, il 19 dicembre alle 21.30 ad accompagnare al Teatro
dell’Opera di Roma il Concerto dei Vincitori
del Concorso Lirico Internazionale "G. Martinelli - A. Pertile",
in collaborazione con la Giunta Regionale del
Veneto – Sede di Roma.
Si tratta di un momento dedicato alla musica, un omaggio alla cultura
veneta organizzato a Roma, durate il quale sarà messo in
degustazione il Soave nelle sue differenti sfumature.
Sempre i cru del Soave, venerdì 22 dicembre in occasione
dell’evento voluto dal Comune di Roma dal
titolo Arte&Moda dal Mondo, saranno protagonisti di “Fashion&Food”,
una colazione multietnica che avrà luogo al rinomato Hotel
Exedra in Piazza della Repubblica a Roma, curato personalmente
dalla chef Umberto Vezzoli. Il Soave non è nuovo
ad abbinamenti originali con cucine e prodotti provenienti da altri
paesi del mondo, talvolta veri e propri esperimenti culinari in
grado di sorprendere con piacere. Con la partecipazione a Fashion&Food il
Consorzio di Tutela del Soave vuole sottolineare ancora una volta
la vocazione internazionale che ha assunto il Soave, il vino bianco
italiano più esportato al mondo.

20 novembre 2006
•
Il Soave dei grandi Cru a Roma
Al prestigioso Hotel Exedra, in Piazza della Repubblica
a Roma, il 5 dicembre 2006 dalle 18.00 alle 22.00 si
terrà una serata organizzata dal Consorzio di Tutela
Vini Soave e Recioto di Soave, dalla Strada del
Vino Soave, in collaborazione con l’Associazione
Go Wine. L’iniziativa si pone come un momento di
riflessione e di approfondimento sull’andamento della denominazione:
quella attuale infatti è una fase particolarmente positiva
per il vino Soave, che ha saputo crescere in qualità mantenendo
sempre fede al patto col consumatore per quanto riguarda il rapporto
qualità/prezzo.
<<Il 2006 – sottolinea Arturo Stocchetti, Presidente
del Consorzio di Tutela del Soave – ha rappresentato un anno doppiamente
importante per la nostra denominazione: da una parte mai come quest’anno
abbiamo ricevuto così tante segnalazioni dalle guide di settore; dall’altra
la qualità della vendemmia appena conclusa risulta essere la migliore
degli ultimi trent’anni. Il Soave resta orgogliosamente un vino da vitigno
autoctono, prodotto a Verona, in un’area ben definita, ma possiede oggi
una solida caratura nazionale che gli ha permesso di varcare i confini e di
farsi conoscere in tutto il mondo come uno tra i migliori vini d’Italia.
Si tratta di un risultato importante, frutto dell’impegno e della lungimiranza
dei nostri produttori>>. Saranno due i momenti principali dell’evento,
non solo rivolti alla stampa di settore, ma anche al mondo della ristorazione,
ai sommelier e agli appassionati:
- ore 18.00 - Conferenza stampa durante la quale
interverranno Antonio Paolini, giornalista de
Il Messaggero, Arturo Stocchetti, Presidente
del Consorzio di Tutela Vino Soave e Recioto di Soave, Paolo
Menapace, Presidente della Strada del Vino Soave, Massimo
Corrado, Presidente dell’Associazione Go Wine.
- ore 19.00 – Apertura del Banco
d’assaggio e degustazione dei Cru del Soave,
in abbinamento ai migliori prodotti della gastronomia veronese,
selezionati dalla Strada del Vino Soave.
Diciotto le aziende del Soave, aderenti al Consorzio di Tutela,
che presenzieranno alla serata: Balestri Valda, F.lli Bixio,
Cantina del Castello, Cantina di Soave, Casa Vinicola Cambrago,
Cantina di Monteforte d’Alpone, Cantina di Montecchia, Corte
Moschina, Fasoli Gino, I Stefanini, Montetondo, Nardello Daniele,
Portinari Umberto, Prà Graziano e Flavio, Roncolato Antonio,
Suavia, Vicentini Agostino, Visco e Filippi.
In degustazione saranno presentati i migliori Cru delle nuove tipologie
di Soave, Soave Classico, Soave
Superiore Docg ed Recioto di Soave Docg,
il primo vino veneto ad aver ottenuto nel 1998 la denominazione
di origine controllata e garantita.
Il costo della degustazione è di 5 euro. Si consiglia di
confermare la presenza alla serata al numero 0173.364631 entro
le ore 12.00 di lunedì 4 dicembre. L’area di produzione
del Soave tocca 13 Comuni dell’Est
Veronese, comprende una superficie di 10mila ettari, di cui quasi
6.600 vitati. I produttori sono 2.781, tra i quali per dimensioni
spiccano 5 cantine cooperative. Nel 2005 sono stati prodotti oltre
70 milioni di bottiglie di Soave, per un valore che ha sfiorato
i 150 milioni di euro. Il 65% della produzione viene venduto all’estero.
Il Consorzio
di Tutela Vino Soave e Recioto di Soave nasce
a Soave nel 1970 per tutelare e promuovere la denominazione. Oggi
conta 80 soci produttori. La Strada del Vino Soave,
fondata nel 1999, conta oggi 120 soci, tra cantine, ristoranti,
B&B, agriturismi, hotel,
negozi di prodotti tipici, frantoi, tutti distribuiti nella zona
di produzione del vino Soave.
Ufficio Stampa: Lucia Vesentini -
Consorzio Tutela Vini Soave e Recito di Soave - 328.4961031
Paola
Giagulli - Strada del Vino Soave – 338.4812496.
09 novembre 2006
•
Antiquariato: un’arte Soave
Si chiama “Antiquari Veronesi: un’arte Soave” e
sarà un vero e proprio simposio all’insegna dell’arte
e della cultura quello che vedrà protagonisti insieme, il
18 e il 25 novembre il vino Soave e l’antiquariato di alta
fattura, per le vie del centro storico di Verona. Si tratta di
un evento frutto della collaborazione tra il Consorzio di Tutela
del Soave, l’Associazione Antiquari Veronesi aderente a Confcommercio
e il Consorzio di Tutela del formaggio Monte Veronese.
“Antiquari Veronesi: un’arte Soave” vuole essere
un gemellaggio tra le botteghe antiquarie che hanno fatto la storia
della città scaligera e il Soave, uno tra i vini bianchi
più diffusi al mondo, che proprio per questo da sempre è stato
ambasciatore di Verona e del suo patrimonio storico e culturale
a livello internazionale.
Turisti, visitatori, curiosi, famiglie a passeggio nei due sabati
pomeriggio potranno così coccolare vista e gusto, attraverso
un viaggio culturale tra presente e passato, tra centro città e
perle della provincia, alla scoperta di tesori rari e preziosi
degni di grande valorizzazione: basterà entrare in una delle
gallerie e degustare il Soave di fronte a capolavori antiquari
unici al mondo. Un vero e proprio viaggio della cultura nella cultura
perchè in fondo arte è vino e vino è arte.
Il Consorzio di Tutela Vini Soave e Recioto di Soave in particolare
ha colto l’occasione per portare direttamente all’ombra
dell’Arena un parterre di aziende tra le più significative
della denominazione proprio perchè promozione territoriale
significa anche dare al consumatore la possibilità di avvicinarsi
immediatamente a questo vino di indiscusso pregio.
Un’occasione doppiamente ghiotta per quanti parteciperanno
alle degustazioni visti i recenti successi che la denominazione
del Soave ha riportato all’interno delle più blasonate
guide enologiche italiane: la guida Vini d’Italia 2007 di
Gambero Rosso e Slow Food editore ha attribuito i “tre bicchieri” a
ben sette Soave; la Guida Vini d’Italia 2007 – Guide
dell’Espresso, ha premiato cinque aziende della doc Soave,
mentre sono sei i Soave che hanno ottenuto la corona di migliore
vino d’Italia secondo la Guida Vini Buoni d’Italia
2007 edita da Touring Club Italiano.
Le aziende del Soave protagoniste il 18 e il 25 novembre sono:
Balestri Valda, Cambrago, Cantina del Castello, Cantina di Montecchia,
Cantina di Monteforte d’Alpone, Cantina di Soave, Ca’ Rugate,
El Vegro, I Stefanini, La Capuccina, Le Albare, Montetondo, Portinari
Umberto, Roncolato Antonio, Suavia, Tenute Solar, Terra Rubra,
Vicentini Emanuele e Agostino.
02 novembre 2006
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Merano Wine Festival: per la terza volta consecutiva scelto il
Consorzio di Soave a rappresentare il Veneto
Sarà il Consorzio
di Tutela del Vino Soave e Recioto di Soave, dall’11
al 13 novembre, a rappresentare l’intera Regione Veneto
nel corso del Merano Wine Festival & Culinaria
2006, l’importante
manifestazione altoatesina che, alla sua quindicesima edizione,
assieme a Vinitaly rappresenta per i produttori e per gli operatori
di settore un appuntamento da non perdere a livello internazionale.
Il Consorzio di Tutela del Soave è stato scelto per la terza
volta consecutiva dall’organizzazione del Merano Wine Festival
dopo aver superato criteri di selezione molto severi, in qualità di
consorzio in grado di distinguersi per il lavoro svolto in tema
di tutela e promozione.
Sulla passerella, scelte per l’intensità,
l’eleganza e la straordinaria personalità dei loro
vini, ci saranno anche tre aziende della Doc Soave che per localizzazione
sanno offrire una panoramica completa della zona di produzione.
Tra i cento Top italiani saranno infatti presenti Inama, Gini e
Pieropan. Nella sezione chiamata “Vinis Extremis” sarà invece
presente l’azienda Filippi; nella sezione “Dulcis in
Fundo” l’azienda Agostino Vicentini e nella sezione “Le
donne del Vino” l’azienda Guerrieri – Rizzardi.
La prestigiosa vetrina della Kurhaus, sede della manifestazione,
diventa quindi un altro importante appuntamento per la denominazione
scaligera per confermare una crescita qualitativa che il mercato
sta premiando con convinzione.
Si tratta di un trend nei consumi che è stato di recente
registrato anche dalle numerose segnalazioni presenti sulle guide
di settore che confermano il Soave tra i vini più blasonati
d’Italia. Per gli appassionati dei grandi bianchi italiani
da vitigno autoctono quella di Merano è un’occasione
unica per apprezzare ogni singola sfumatura dei grandi cru del
Soave selezionati dal Consorzio, un progetto questo, al centro
di un ambizioso studio sostenuto da Veneto Agricoltura.
A sottolineare
poi la forte riconoscibilità del Soave come
vino simbolo dell’enologia italiana, per quanto riguarda
i grandi bianchi nazionali, anche la Guida
ai Vini Buoni d’Italia
2007, edita dal Touring Club Italiano e curata da Mario Busso in
collaborazione con Luigi Cremona, proprio in questa occasione premia
con il massimo riconoscimento sei Soave che hanno ottenuto la corona
di migliore vino d’Italia : il Soave Doc “Borgoletto” 2005,
Fasoli Gino; il Soave Doc Classico “Il Roccolo” 2005,
Le Mandolare; il Soave Classico “Staforte” 2004, Prà;
il Soave Doc Classico “Vin Soave” 2005, Inama; il Recioto
di Soave Docg “Le Sponde” 2004, Coffele; il Recioto
di Soave Docg “Col Foscarin” 2004, Gini.

24 ottobre 2006
•
Salone del Gusto 2006: Torino chiama le eccellenze di Verona
Dal 26 al 30 ottobre il meglio delle produzioni
veronesi farà squadra al meeting mondiale del gusto.
Si
può definire a tutti gli effetti il sistema dell’eccellenza
enogastronomica dell’Est veronese quello che dal 26 al 30
ottobre sarà di stanza a Torino, nel corso della prossima
edizione del Salone del Gusto e di Terra Madre, il meeting internazionale
voluto da Slow Food che quest’anno tratterà i temi
del “buono, giusto, pulito” in agricoltura.
Soave, Lessini Durello, Arcole, Formaggio Monte Veronese
dop, Riso Vialone Nano Igt saranno gli ambasciatori delle
principali produzioni di Verona, nello stand della Camera di Commercio
al padiglione 2, H33 – H34, del Salone del Gusto di Torino.
A questo proposito importante sarà anche la presenza di questi
prodotti nell’area della Regione Veneto, padiglione 3 S35.
La partecipazione regionale al salone, destinata a valorizzare il
patrimonio enogastronomico locale, mira a creare un collegamento
tra l’offerta turistica e culturale con l’offerta enogastronomica
propria del luogo. Tale attività avviene in stretta sinergia
con l’azione promozionale coordinata dalle Strade del Vino
e dei Sapori in collaborazione con l’Unione Cuochi del Veneto.
Esiste di fatto un sistema reale di eccellenze enogastronomiche
nell’est veronese che dal vino ai prodotti alimentari rende
unica questa terra.
L’elemento chiave è dato dalla rete di piccole aziende
che operano in modo costante per assicurare produzioni uniche e
di qualità. Si tratta di vere e proprie comunità del
cibo che negli anni hanno saputo fare tesoro delle esperienze del
passato e che oggi, sono in grado di unire progresso tecnico senza
snaturare la purezza delle produzioni e senza danneggiare il territorio
di origine.
Produzioni di qualità e sostenibilità ambientale vanno
nell’est veronese di pari passo poiché l’una
implica l’altra. Proprio la sostenibilità sarà
uno dei temi caldi che si affronteranno durante Terra Madre, l’Incontro
Mondiale delle Comunità del Cibo, dove siederanno vicini
produttori di tutto il mondo per affrontare questioni economiche
collegate allo sviluppo sostenibile.
Il Soave partecipa a pieno titolo a questa riflessione
in quanto espressione di antica e autentica viticoltura. Si tratta
di un sistema produttivo divenuto parte integrate della vita e dell’attività
di migliaia di piccole aziende viticole che insieme determinano
l’identità di un territorio produttivo: delle vere
e proprie comunità del cibo. Questa complessa realtà
produttiva, che ha beneficiato dell’azione positiva delle
cooperative e di tante piccole aziende, è oggi la sintesi
di un sistema economico fortemente legato ad un uso rispettoso delle
risorse naturali del territorio.
Uomo, comunità locale, cooperazione sono i tre fattori che
insieme hanno assicurato al Soave un’indiscussa qualità
testimoniata anche dai recenti riconoscimenti nella “Guida
dei Vini d’Italia” edita da Gambero Rosso e Slow Food,
al cui interno i vini della Doc Soave sono trai più segnalati.
Ulteriore traguardo che i produttori oggi si propongono è
quello di valorizzare con il progetto dei cru le differenti espressioni
di ogni singola vigna.
Sempre al Salone del Gusto il Nero d’Arcole,
fresco di riconoscimento ministeriale, si presenterà al largo
pubblico come vino originario della Doc Arcole, un’area di
produzione complessa che oggi, dopo un’intensa attività
di riconversione viticola, cerca uno spazio proprio nel mondo del
vino.
Il Nero d’Arcole è un vino che rinnova la tradizione
dell’appassimento e del taglio alla bordolese. Nasce esclusivamente
da uve Merlot e Cabernet ed è il risultato di un grande lavoro
di studio e ricerca che da cinque anni accompagna l’azione
della giovane doc berico-scaligera.
Si tratta di un vino che coniuga il taglio stile bordolese ad un
metodo tipicamente veneto che è quello dell’appassimento,
tanto che già nel secolo scorso veniva sottolineata l’esistenza
di un vino nero, prodotto in questo territorio con uve Merlot e
Cabernet, apprezzato dalla clientela più ricca ed esigente.
L’appassimento per il Merlot ed il Cabernet dura dai 30 ai
60 giorni vista la gradazione alcolica potenziale di queste uve.
I vini vengono affinati in legno grande dai 12 ai 24 mesi e si presentano
con un colore carico, dalla marcata tonalità violacea, mentre
al naso il profumo risulta complesso, fruttato ed armonico.
Non poteva poi mancare il Lessini Durello al Salone
del Gusto di Torino, quale esempio di recupero di un patrimonio
enologico antico e quasi eroico.
Sono oggi 500 le aziende che sono impegnate nella coltivazione di
questo vitigno autoctono, la Durella. Si tratta di piccoli produttori
che operano in alta collina e che hanno deciso di investire sul
Durello, un vino con una salinità e un’acidità
molto marcate, che porta con sè le caratteristiche del suolo
vulcanico d’origine.
I produttori del Lessini Durello credono nell’originalità
del loro vino e nel recupero delle produzioni di nicchia. In questa
prospettiva va vista anche l’iniziativa per tutelare il Niotiko,
un formaggio greco a latte caprino che è uno dei presidi
individuati dalla Fondazione Slow Food per le biodiversità.

17 ottobre 2006
• Lo
dicono le guide di settore: il 2007 sarà un anno a tutto
Soave
Pioggia di
premi e di segnalazioni nelle guide di settore per il Soave che
continua la sua ascesa nell’olimpo enologico italiano. Autunno
tempo di vendemmia. Autunno tempo di premiazioni. Sono finalmente
usciti i risultati delle principali guide di settore che confermano
il Soave in pole position tra i bianchi nazionali, ma con una importante
novità: il 2007 registra un aumento esponenziale delle segnalazioni
e delle aziende premiate.
Ecco i risultati.
La guida Vini d’Italia 2007, Gambero
Rosso e Slow Food editore ha attribuito i blasonati “tre bicchieri” a ben sette
Soave, un risultato che per la prima volta pareggia quello ottenuto
dall’Amarone della Valpolicella.
Sono stati premiati coi tre bicchieri:
Soave Doc Classico “Ca’ Visco” ’05 – Coffele
Soave Doc Classico “Calvarino” ’04 – Leonildo
Pieropan
Soave Doc Classico “La Froscà” ’05 – Gini
Soave Doc Classico “Le Bine” ’04 – Tamellini
Soave Doc Classico “Monte Carbonare” ’05 – Suavia
Soave Doc Classico “Monte Fiorentine” ’05 – Ca’ Rugate
Soave Doc Classico “Monte Grande” ’05 – Prà
La Guida Vini d’Italia 2007 – Guide dell’Espresso,
ha invece premiato cinque aziende della doc Soave, rispettivamente:
Soave Doc Classico “Vigneto di Foscarino” ’04 – Inama
Soave Doc Classico “Le Bine” ’04 – Tamellini
Soave Doc Classico “Casette Foscarin” ’04 – Montetondo
Soave Doc Classico “Le Rive” ’04 – Suavia
Soave Doc Classico “La Rocca” ’04 – Pieropan
Sono sei invece i Soave che hanno ottenuto la corona di migliore
vino d’Italia secondo la
Guida Vini Buoni d’Italia
2007 edita da Touring Club Italiano e curata da Mario Busso in
collaborazione con Luigi Cremona:
Soave Doc “Borgoletto” 2005 – Fasoli Gino
Soave Doc Classico “Il Roccolo” 2005 – Le Mandolare
Soave Doc Classico “Staforte” 2004 – Prà
Soave Doc Classico “Vin Soave” 2005 – Inama
Recioto di Soave Docg Classico “Le Sponde” 2004 – Coffele
Recioto di Soave Docg “Col Foscarin” 2004 – Gini
<<Meno legno, meno corpo, ridimensionamento del grado alcolico,
coerenza tra packaging e prodotto – afferma Aldo Lorenzoni,
direttore del Consorzio di Tutela Vini Soave e Recioto di Soave
- sono i parametri base per avere alla fine un vino fedele alla
sua natura, in grado di essere semplicemente bevuto anche fuori
pasto per il gusto di un buon bicchiere. E’ questo l’identikit
del vino 2007 che corrisponde in pieno al Soave e che oggi viene
tanto apprezzato in maniera trasversale da consumatori di ogni
estrazione>>.
La nuova tendenza del bere bianco si chiama quindi Soave e le autorevoli
guide di settore ne hanno confermato ancora una volta in questi
giorni l’indiscusso ruolo di primo piano all’interno
del panorama enologico nazionale.

01 ottobre 2006
• Le nuove tendenze del gusto premiano
il Soave
Meno legno, meno corpo, ridimensionamento del grado alcolico, coerenza
tra packaging e prodotto per avere alla fine un vino fedele alla
sua natura, in grado di essere semplicemente bevuto anche fuori
pasto per il gusto di un buon bicchiere. Ecco le nuove tendenze
del bere vino oggi.
A parlare è Luigi Odello, presidente del
Centro Studi Assaggiatori e docente di Analisi
Sensoriale presso l’Università di Brescia,
Piacenza, Verona e Udine, durante la conferenza stampa
di presentazione del nuovo master universitario di primo livello
in “Impresa Vitivinicola e Competizione Internazionale”
lanciato dall’Università di Verona.
E’ cambiato il modo di consumare vino e ogni giorno ai produttori
arrivano netti segnali di mutamento nelle tendenze. Luigi Odello
ne ha colto i tratti principali, ha evidenziato il nuovo profilo
stilistico del vino e dall’identikit enologico da lui tracciato
il Soave, tra i vini bianchi, emerge come la soluzione ideale tra
il piacere del gusto, la moda nei consumi e i ritmi serrati di vita.
Meno corpo innanzitutto, minor concentrazione e meno legno per gustare
alla fine vini meno carichi anche nelle tonalità coloranti.
Importante il forte recupero dei vini bianchi di territorio che
esprimono una ideale consapevolezza diretta coi vitigni di origine,
vini che meglio si adattano ad accompagnare i piatti leggeri e lo
stile di vita moderno che impone ritmi serrati e veloci.
Allo stesso tempo i consumatori premiano il ritorno a gradazioni
più contenute e ad una corrispondenza più certa tra
quanto dichiarato in etichetta e la gradazione reale spesso più
elevata per impressionare il consumatore.
Stop quindi ai vini “da degustare” e ritorno al piacere
della bevibilità e naturalità del vino.
Anche dal punto di vista del packaging viene apprezzata una maggiore
coerenza tra contenuto e contenitore. Si consigliano quindi confezioni
più sobrie dalle etichette più chiare sull’origine
e sui metodi di produzione del vino.
Ne segue in sintesi il ritratto di un vino che ha le ideali caratteristiche
del Soave di oggi, una denominazione storica forte, legata alla
garganega, vitigno di eccellenza e al suo territorio vulcanico.
Il Soave è un vino che per la fedeltà alle sue peculiari
caratteristiche sta riconquistando con decisione anche il mercato
più difficile, vale a dire quello italiano.
Conferme importanti arrivano da tutte le più prestigiose
guide del settore, concordi nel sottolineare il ruolo di leader,
tra i bianchi italiani, di questa denominazione che presenta oggi
numeri mai visti in passato. Il trend nettamente positivo è
confermato, dati alla mano, anche dai risultati dell’azione
di monitoraggio e controllo perseguita dal Consorzio di Tutela del
Soave in base ai quali per il 2006 il Soave risulta proiettato oltre
i 70 milioni di bottiglie (36 milioni nei primi sei mesi del 2006).
Strategica da questo punto di vista l’azione di promozione
di FEDERDOC, che assieme ai consorzi di tutela,
si è impegnata con un investimento di circa un milione e
500mila euro con spazi pubblicitari sui Gulliver elettrici e bus
delle città di Roma, Milano, Torino, Bologna, Firenze e Bari
oltre ad aver promosso l’iniziativa presso la stampa estera,
gli importatori e la distribuzione organizzata.

12 settembre 2006
• Il
Piacere di un guida… Soave
La nuova BMW serie 3 Coupé protagonista di Soave
- Il piacere di guidare un’auto da sogno lungo le strade di
un territorio incantato. Così la prestigiosa casa automobilistica
BMW Italia in occasione della presentazione alla stampa della nuova
BMW serie 3 Coupé ha scelto le strade
del Soave per far provare a giornalisti di settore la grinta
e la potenza della neo nata due porte. Il piacere di guidare e il
piacere di attraversare in auto strade che costeggiano vigneti e
casali rappresenta il leit motive di questa esperienza originale
che coinvolge giornalisti dall’Italia e dall’estero.
La scelta da parte di BMW Italia della zona di Soave non è
casuale e arriva in un momento in cui l’attività di
valorizzazione paesaggistica tocca il suo apice.
Il paesaggio, a parità della qualità delle produzione,
costituisce un elemento essenziale della DOC Soave. Il territorio
da cui questo vino nasce esprime infatti tutta la storia e la cultura
del luogo d’origine. Valorizzarlo significa assicurare al
Soave un tocco di inconfondibile originalità, proprio perché
questo vino si definisce autoctono per natura.
Nella cinque giorni che vede il gemellaggio tra BMW Italia e territorio
del Soave, un occhio di riguardo si riserva al mondo delle donne
del vino.
Si tratta di un appuntamento esclusivo, dedicato a 10 giornaliste
del vino che potranno assaporare in prima persona il piacere
della guida coupé lungo i paesaggi incontaminati della denominazione.
Il tour sarà l’occasione per conoscere da vicino le
donne del Soave e per visitare le loro aziende.
Il Soave guarda da sempre al mondo delle donne con sensibilità
e non è un caso che proprio questo vino bianco risulti tra
i più amati dall’universo femminile. Saranno quindi
le donne, le 10 giornaliste, a sfrecciare sabato 16 settembre alla
guida delle eleganti coupé per le strade che costeggiano
i vigneti di garganega.
Dopo la partenza da Borgo Rocca Sveva di Cantina di Soave il tragitto
prevede l’incontro con Teresa Bacco, produttrice dell’Azienda
Agricola Vicentini, con sede in Val d’Illasi.
Sarà poi la volta di Chiara Coffele, produttrice della Casa
Vinicola Coffele, situata a Castelcerino, nella zona del Soave Classico;
seguirà Elena Tessari, produttrice dell’Azienda Agricola
La Cappuccina, con sede in Val d’Alpone.
Il tour alla guida della nuova BMW Serie 3 Coupé attraversa
di proposito le tre differenti vallate che compongono la Doc Soave
così che sarà possibile per i giornalisti cogliere
le differenti sfumature che terroir diversi conferiscono alla Garganega.

28 agosto 2006
• Vini Buoni d’Italia 2007
incorona 6 Soave
Sono sei i Soave che hanno ottenuto la corona di migliore
vino d’Italia secondo la Guida Vini Buoni d’Italia 2007
edita da Touring Club Italiano e curata da Mario Busso in collaborazione
con Luigi Cremona:
Soave Doc “Borgoletto” 2005 – Fasoli
Gino
Soave Doc Classico “Il Roccolo” 2005 – Le Mandolare
Soave Classico “Staforte” 2004 – Prà
Soave Doc Classico “Vin Soave” 2005 – Inama
Recioto di Soave Docg “Le Sponde” 2004 – Coffele
Recioto di Soave Docg “Col Foscarin” 2004 – Gini
Si tratta di un risultato che evidenzia l’ottima qualità
dell’annata 2005 – nota Arturo Stocchetti,
presidente del Consorzio di Tutela del Soave – e che conferma
la costante crescita qualitativa di tutta la denominazione. Anche
da risultati come questo si comprende ormai che il Soave rappresenta
per qualità e numeri il Vino Bianco Italiano per eccellenza.
Da aggiungere poi una nota di soddisfazione per il nostro Recioto
di Soave che puntualmente regala ai produttori e a tutta la Doc
un lustro particolare.
La Guida Vini Buoni d’Italia 2007 ha selezionato
i migliori mille produttori di vini da vitigni autoctoni italiani.
Le aziende sono state suddivise regione per regione e descritte
nelle loro peculiarità. Di ogni produttore sono stati presentati
i vini ottenuti da vitigni autoctoni al 100% mediante una scheda
che ne indica giudizio ottenuto, prezzo, tipologia, rapporto qualità/prezzo
e momento di degustazione del vino. Corpo, eleganza, gamma aromatica
ed unicità espressiva del vino sono stati i parametri presi
in considerazione per l’attribuzione del simbolo della corona,
il massimo riconoscimento della guida Vini Buoni d’Italia.
Un risultato di prestigio per la Doc di Soave,
che numericamente parlando ogni anno produce una quantità
di bianco di qualità pari alle produzioni enologiche di Marche
e Umbria sommate assieme, vale a dire quasi il 5% dell’intera
produzione nazionale a denominazione di origine. Questi prestigiosi
riconoscimenti – nota Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio
del Soave – non fanno altro che confermare un trend qualitativo
in continua ed ininterrotta crescita per quanto riguarda il Soave.

20 agosto 2006
• Soave Versus : dal 2 al 4 settembre
2006
Oltre 2000 bottiglie, 160 Soave in assaggio, 43 le aziende
coinvolte: una manifestazione che riunisce tutte le eccellenze del
Soave proposte dal Consorzio di Tutela del Soave e dalla Strada
del Vino Soave in collaborazione con le altre associazioni territoriali.
Questi i numeri della nuova edizione di Soave Versus
(www.soaveversus.com)
, la kermesse del piacere e del gusto che avrà luogo a Soave
dal 2 al 4 settembre, un’occasione per provare, assaggiare
e abbinare tutte le espressioni della garganega alle più
originali proposte gastronomiche dell’associazione ristoratori
“Le Tavole del Soave”.
Ospiti d’onore saranno le strepitose Ostriche Gigas di Goro,
a cui sarà impossibile sottrarsi, assieme a tutte le altre
specialità ittiche della laguna. L’olio extravergine
d’oliva dell’est veronese e formaggio Monte Veronese
Dop saranno i padrini dell’evento.
L’ideale cornice dell’incontro sarà il suggestivo
palazzo del Capitano nel centro storico di Soave.
Anfitrioni della manifestazione saranno gli stessi produttori chiamati
a descrivere a giornalisti, appassionati e ristoratori tutte le
sfumature dei loro vini. Soave Versus sarà anche un momento
per riflettere sullo stato di salute del Sistema Soave, sull’andamento
del mercato e sulle potenzialità di ogni singolo crù.

3 agosto 2006
• Un Soave da Guinnes: le vongole
di Goro brindano al nuovo record col Soave
Una padella gigante di quasi tre metri di diametro e 619
chili di pregiatissime vongole di Goro, cucinate tutte nello stesso
momento. E’ questo il nuovo record che entra ufficialmente
nel Guinness dei Primati. Per celebrare l’evento
gastronomico che ha coinvolto più di 10mila persone a Goro,
nella recente Festa della Vongola, non poteva mancare il Soave,
il Bianco Italiano da Record: il Soave infatti è la più
importante denominazione italiana tra i vini bianchi e la prima
ad essere stata riconosciuta con regio decreto nel 1931.
Ostriche di Goro e Soave hanno così battuto
il record precedente detenuto dalle marinerie di Chioggia e Venezia.
Oltre ai 619 kg di vongole e Soave sono finiti in pentola 100 litri
d’olio, 12 kg di aglio e 7 kg di limoni.
Si è trattato di un ulteriore momento della felice liason
che lega ormai da tempo il Soave al pesce della Sacca di Goro, un
prodotto che per le caratteristiche dell’acqua in cui cresce
presenta un grado salino unico al mondo, dato dal perfetto equilibrio
dell’acqua dolce del fiume con quella salata del mare.
Soave e pesce della Sacca di Goro hanno iniziato
la loro felice unione a partire dal Vinitaly di quest’anno,
quando grazie ad una agevole e brillante pubblicazione dal titolo
“Il Soave e il Pesce”, il loro incontro è stato
ufficializzato.
L’accostamento del pesce della Sacca di Goro col Soave di
Verona è stato voluto per evidenziare come due prodotti autoctoni
e strettamente legati ai loro territori d’origine abbiano
tra loro una particolare affinità.
" Questo originale gemellaggio – ha sottolineato Aldo
Lorenzoni, direttore del Consorzio di Tutela del Soave –
è nato per delle affinità che stanno alla base dei
due prodotti. Da un lato infatti il Vino Soave con la sua garganega
rappresenta il vino bianco di Verona autoctono per natura, mentre
dall’altro il pesce della Sacca di Goro, in particolare molluschi
come le cozze, le ostriche e le vongole, costituiscono quanto di
più tipico e unico il Mare Adriatico sappia produrre lì
dove l’acqua dolce del Po’ si mescola col salato del
mare".
Soddisfazione anche per Francesco Turri, animatore dell’iniziativa,
alla quale hanno collaborato anche il Consorzio dei Pescatori di
Goro, Federcoopesca e Lega Pesca. "Abbiamo avuto una larga
partecipazione di massa. L’idea è piaciuta al grande
pubblico il che ci fa pensare che siamo sulla strada giusta per
proseguire una promozione in stretta sinergia tra due prodotti autoctoni
come il Soave da un lato e il pesce della Sacca di Goro dall’altro".
Prossima tappa il Soave Versus, dal 2 al 4 settembre a Soave,
per ritrovare insieme ancora una volta Soave e Ostriche e tante
altre specialità ittiche di Goro.

13 giugno 2006
• Verona Wine Top 2006 nel nome
del Soave
15 Soave Doc e Soave Classico, 7 Recioto di Soave Docg
e 3 Soave Superiore Docg sono stati premiati al Verona Wine Top
2006, il concorso enologico tutto dedicato alle doc veronesi, al
cui interno quest’anno il vino Soave ha fatto la parte del
leone con 25 segnalazioni su 46 vini bianchi veronesi premiati.
Un risultato importante che giunge durante la tradizionale stagione
riservata alla degustazione dei vini per le guide di settore e che
conferma in modo netto la grande qualità della vendemmia
2005, sulla scia di quanto già si era emerso a Vinitaly con
l’apertura delle prime bottiglie.
L’esito del concorso evidenzia ancora una volta come il territorio
del Soave rappresenti oggi una zona importante per la produzione
di vino bianco, non solo a livello regionale ma anche nazionale
ed estero.
Sono del resto i numeri stessi della denominazione a definire le
ambizioni e le valenze, sia tecniche che economiche, di questo territorio
circoscritto e sostanzialmente originale dal punto di vista ampelografico,
pedologico e climatico.
Delimitati da un’aera relativamente ristretta infatti, i vigneti
iscritti alla Doc Soave e Soave Classico coprono più di 6500
ettari, rappresentano quasi il 30% della potenzialità produttiva
regionale dei vini DOC e sono circa il 40% dei vigneti della provincia
scaligera.
Il Soave sia per l’importanza economica che riveste, sia per
la specificità delle sue produzioni, assume quindi un ruolo
di riferimento all’interno dell’articolato panorama
enologico non solo veronese ma italiano e internazionale.
Di seguito i risultati del Concorso Enologico Verona Wine Top 2006,
organizzato dalla Camera di Commercio di Verona e riconosciuto dal
Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.
| CANTINA
DI COLOGNOLA AI COLLI S.A.C. |
COLOGNOLA
AI COLLI |
RECIOTO
DI SOAVE DOCG "ACINATICO" |
2003 |
| CECILIA
BERETTA |
S. FELICE EXTRA |
RECIOTO
DI SOAVE DOCG "IN BRA'" |
2003 |
| AZ.
AGR. VILLA CANESTRARI |
COLOGNOLA
AI COLLI |
RECIOTO
DI SOAVE DOCG |
2001 |
| CASA
VINICOLA SARTORI S.P.A. |
S.
MARIA DI NEGRAR |
RECIOTO
DI SOAVE DOCG " VERNUS" |
2003 |
| CANTINA
DI MONTECCHIA DI CROSARA |
MONTECCHIA
DI CROSARA |
RECIOTO
DI SOAVE DOCG "I FOSSILI" |
2003 |
| TENUTA
SOLAR DI BOLLA EGIDIO |
MONTEFORTE
D'ALPONE |
RECIOTO
DI SOAVE DOCG |
2004 |
| CANTINA
DI SOAVE S.A.C. |
SOAVE |
RECIOTO
DI SOAVE DOCG CLASSICO "MIDA" |
2003 |
| AZ. AGR. ADAMI |
SOAVE |
SOAVE
DOC "VIGNA
DELLA CORTE" |
2004 |
| AZ.
AGR. LE MANDOLARE |
MONTEFORTE
D'ALPONE |
SOAVE
DOC CLASSICO "IL ROCCOLO" |
2005 |
| CANTINA
DI SOAVE S.A.C. |
SOAVE |
SOAVE
DOC CLASSICO "LE POESIE" |
2005 |
| AZ.
AGR. LA CAPPUCCINA |
MONTEFORTE
D'ALPONE |
SOAVE
DOC "SAN BRIZIO" |
2004 |
| CANTINA
F.LLI ZENI S.A.S. |
BARDOLINO |
SOAVE
DOC CLASSICO "MAROGNE" |
2004 |
| AZ.
VITIVINICOLA RONCOLATO |
SOAVE |
SOAVE
DOC CLASSICO "IL NICOLAIO" |
2003 |
| AZ.
AGR. VICENTINI EMANUELE E AGOSTINO S.S. |
COLOGNOLA
AI COLLI |
SOAVE
DOC |
2005 |
| CANTINA
DI COLOGNOLA AI COLLI S.A.C. |
COLOGNOLA
AI COLLI |
SOAVE
DOC COLLI SCALIGERI |
2004 |
| CANTINA
DI SOAVE S.A.C. |
SOAVE |
SOAVE
DOC CLASSICO "ROCCA SVEVA" |
2005 |
| VIGNETI
VILLABELLA |
CALMASINO
DI BARDOLINO |
SOAVE
DOC CLASSICO "LA TORRETTA" |
2005 |
| AZ.
AGR. T.E.S.S.A.R.I. DI TESSARI ANTONIO |
MONTEFORTE D'ALPONE |
SOAVE
DOC CLASSICO |
2005 |
| CANTINA
DI SOAVE S.A.C. |
SOAVE |
SOAVE
DOC CLASSICO "CADIS" |
2005 |
| CANTINA
VALPANTENA |
QUINTO |
SOAVE
DOC CLASSICO "FALASCO" |
2005 |
| AZ.
AGR. MARCATO S.S. |
RONCA' |
SOAVE
DOC CLASSICO "TENUTA BARCHE" |
2005 |
| CANTINA
MONTEFORTE S.C.A. |
MONTEFORTE
D'ALPONE |
SOAVE
DOC CLASSICO "TERRE DI MONTEFORTE" |
2005 |
| CANTINA
DI SOAVE S.A.C. |
SOAVE |
SOAVE
SUPERIORE DOCG CLASSICO "CASTELCERINO" |
2004 |
| AZ.
AGR. LE MANDOLARE |
MONTEFORTE
D'ALPONE |
SOAVE
SUPERIORE DOCG CLASSICO "MONTE SELLA" |
2003 |
| AZ.
AGR. MONTE TONDO |
SOAVE |
SOAVE
SUPERIORE DOCG CLASSICO "FOSCARIN SLAVINUS" |
2003 |

17 maggio 2006
• Il Memorial Martinelli apre il
SOAVE DAYS: quando il vino bianco è salute
Al via col Memorial Martinelli, domenica 21 maggio alle
ore 10.00 al Castello Scaligero di Soave, l’edizione 2006
del Soave Days, la serie di tradizionali appuntamenti
organizzati dal Consorzio di Tutela del Soave dedicati a temi di
stretta attualità legati a filo doppio al mondo del vino.
Quest’anno il tema guida sarà "Quando il vino
bianco è salute" e a intervenire sarà Alberto
Bertelli, ricercatore del dipartimento di Morfologia Umana
dell’Università di Milano e presidente della Commissione
“Vino e salute” dell’OIV, l’Organizzazione
Internazionale del Vino.
. Alberto Bertelli è il ricercatore italiano che più
di ogni altro negli ultimi anni ha indirizzato la sua attività
nell’evidenziare gli aspetti salutistici del vino bianco.
L’Investitura dell’Imperial Castellania di Suavia farà
da cornice storico – medievale all’evento.
Oltre ad essere un forum di discussione, il Memorial Martinelli
è da sempre anche l’occasione per premiare chi si è
impegnato nel campo della viti-enologia e nella valorizzazione del
Soave. Quest’anno a ricevere il riconoscimento sarà
Luigi Pasetto, commendatore e presidente della
Cantina Sociale di Soave, oltre che presidente nazionale del settore
vitivinicolo di Fedagri – Confcooperative.
Pasetto si è distinto negli anni grazie alla sua autorevolezza
e alla sua professionalità e continua ad essere un punto
di riferimento per tutti i produttori del Soave. Ha rivestito la
carica di vice presidente del Consorzio di Tutela per tantissimi
anni e ha contribuito con il suo equilibrio e la sua capacità
agli importanti risultati raggiunti dalla denominazione in questi
primi 38 anni.
Il Memorial Martinelli rientra nelle attività che si svolgono
durante i Soave Days, una serie di giornate organizzate dal Consorzio
di Tutela del Soave per confrontarsi sui temi legati al mondo del
vino. Dopo aver trattato il paesaggio, l’ospitalità
e la tutela ambientale non poteva mancare lo spazio per il binomio
vino – salute. Da 36 anni infatti il Consorzio di Tutela del
Soave lavora per la valorizzazione territoriale della denominazione
e per il miglioramento qualitativo della DOC, un impegno che si
è mantenuto costante nel tempo. Il frutto di questo lavoro
è oggi una DOC in cui produttori, consorzio ed istituzioni
operano in stretta sinergia e nella condivisione di intenti.
L’edizione 2006 del Memorial Martinelli vuole evidenziare
ancora una volta l’impegno profuso da parte del Consorzio
di Tutela del Soave per la valorizzazione dei vini bianchi e a riprova
di ciò a Monteforte d’Alpone il 27 maggio si terrà
una degustazione in verticale dei 100 migliori bianchi provenienti
da tutta Italia dal titolo “Tutti i colori del Bianco”.

03 maggio 2006
• Il Recioto di Soave a confronto
coi passiti d’Italia rafforza la sua identità
E’ dal confronto con le atre Doc di produzione che
si rafforza la propria identità e si assume una consapevolezza
maggiore sull’unicità della propria terra e sulle potenzialità
della denominazione di appartenenza.
Questo in sintesi il messaggio che è emerso nel corso dell’incontro
recentemente tenutosi a Soave, presso la Casa del Vino di Soave,
organizzato dal Consorzio di Tutela del Vino Soave e Recioto di
Soave, e dal significativo titolo “Chiamami pure dolcezza…
il Recioto e i suoi fratelli”.
Un viaggio evocativo tra le differenti Doc italiane che brillano
nella produzione di vini dolci: il piacere del gusto ha infatti
accompagnato la mente in un itinerario che da Soave, terra del Recioto,
Docg ormai dal 1998, è passato per l’Alto Adige, per
poi scendere nuovamente lungo le dolci colline Toscane e finire
sotto il caldo sole dell’isola di Pantelleria.
"Il Recioto di Soave – ha notato Arturo
Stochetti, presidente del Consorzio di Tutela – oggi vale
più di tre milioni di euro ed il suo valore è in costante
crescita da quando è diventato il primo vino veneto a denominazione
di origine controllata e garantita. Questa sera è l’intera
denominazione del Soave che si mette a confronto col resto d’Italia".
Le eccellenze delle cantine locali si sono infatti confrontate col
Passito di Pantelleria “Martingana” di Salvatore Murana,
col passito dell’Alto Adige ”Aureus” dell’Azienda
Niedermayr Josef e col Vin Santo del Chianti Classico dell’Azienda
Felsina-Castelnuovo Berardenga di Siena.
"Momenti come questi, proposti grazie all’intuito di
chi il vino lo fa con passione sfrenata – ha sottolineato
Antonio Paolini, prestigiosa firma del Messaggero, durante l’incontro
da lui moderato – sono da considerare come un vero e proprio
premio a tutta la denominazione".
La tavola rotonda ha incontrato un ampio interesse da parte di produttori
ed appassionati e a fronte di una platea gremita, si sono distinti
interventi di giornalisti di settore come quello di Massimo Zanichelli,
Guide dell’Espresso, secondo il quale "i vini dolci di
oggi devono cessare di essere vini ornamentali, da bersi solo alla
fine. Non bisogna temere perché abbinamenti che potrebbero
sembrare improponibili, in realtà si rivelano delle grandi
scoperte".
Non sono mancati poi riferimenti alla nuova collocazione di mercato
a cui i vini dolci italiani aspirano. Bene ai canali esclusivi quali
la ristorazione d’alta gamma, ma serve una nuova attenzione
anche alla grande distribuzione che non è più data
da un insieme indistinto di consumatori.
Proprio in questa prospettiva è necessario che il
Recioto di Soave, la prima Docg del Triveneto, lavori per
differenziarsi e per tenere alta l’attenzione all’interno
del mercato contemporaneo.
E’ in nome di questa identità che i produttori locali
si sono sempre confrontati alla ricerca di un prodotto importante
e raffinato, ma allo stesso tempo molto legato alle peculiarità
della Garganega. Le due ultime modifiche al disciplinare, hanno
aiutato i produttori in questa ricerca.
Grazie infatti al sensibile aumento dell’estratto secco, della
gradazione alcolica e del residuo zuccherino, il Recioto di Soave
ha acquisito personalità liberandosi di pericolose interpretazioni,
diventando un esempio da imitare anche per altre denominazioni.

21 aprile 2006
• RINNOVO DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DEL CONSORZIO DI TUTELA DEL SOAVE
Arturo Stocchetti riconfermato alla presidenza
Arturo
Stocchetti, presidente uscente del Consorzio di Tutela
del Soave, è stato riconfermato alla guida del Consorzio
per un altro triennio.
L’elezione si è tenuta nel corso del rinnovo del consiglio
di amministrazione, composto da quindici consiglieri, che hanno
riconfermato l’ incarico a Stocchetti, premiando l’attività
di coordinamento e la coesione in terna di cui ha goduto il Consorzio
di Tutela sotto la sua guida.
Alla vice presidenza vanno Graziano Aldegheri, presidente della
Cantina di Colognola ai Colli e Attilio Carlesso, vice presidente
della Cantina di Soave. Rinnovato anche il Collegio dei Revisori
dei Conti, presieduto da Eugenio Soato con la collaborazione di
Erica Pasetto e di Giuseppe Coffele.
" Il Soave di oggi – ha sottolineato Arturo Stocchetti
– gode di risultati che sono frutto di oltre dieci anni di
lavoro, basato prima sulla ricerca e sulla ridefinizione delle regole
produttive e poi sull’analisi, la programmazione e la gestione
complessiva della denominazione. E’ evidente che è
stata migliorata la qualità del prodotto anche riposizionandolo
nei differenti segmenti di mercato senza forzare eccessivamente
i prezzi.
Abbiamo indubbiamente lavorato bene, ma non dobbiamo dormire sugli
allori perché c’è ancora molto da fare".
Tre sono le priorità che ha fatto presente
il neo eletto presidente Arturo Stochetti a conclusione del consiglio.
" Essenziale risulta l’attività promozionale,
con un occhio di riguardo al mercato italiano, ad esempio attraverso
la partecipazione a fiere come Cibus di Parma, Vitigno Italia di
Napoli e il Salone del Gusto di Torino; la ricerca e
la formazione, ovvero il completamento della progettualità
in collaborazione con Veneto Agricoltura per quanto riguarda l’attività
di zonazione, con particolare riguardo alla tutela paesaggistica
del Soave e alla valorizzazione dei singoli cru aziendali, a cui
si affianca il continuo aggiornamento dei produttori sull’andamento
dei mercati; il consolidamento dell’attività
di tutela sulla DOC con l’ottimizzazione dell’attività
di controllo sia in vigna sia in cantina.
Si tratta di obbiettivi importanti per una denominazione che a fronte
di un’area piuttosto delimitata conta oltre 6500
ettari di vigneto iscritti alla Doc Soave e Soave Classico e rappresenta
quasi il 30% della potenzialità produttiva regionale dei
vini DOC e circa il 40% della provincia di Verona. Negli ultimi
quattro anni il Soave DOC ha recuperato il 21% del proprio valore
mentre il Soave Classico è arrivato quasi al 30%, segno che
la denominazione sia per l’importanza economica che per la
specificità delle produzioni ha assunto ormai un ruolo di
riferimento nel panorama enologico italiano".

30 marzo 2006
• VINITALY 2006 : appuntamenti del
SOAVE
Vinitaly
2006 - SABATO 8 APRILE ore 14.00 presso lo stand del Soave "Il
Soave e le ostriche Gigas". [ www.apitur.org ]

28 marzo 2006
• VINITALY 2006 : tutti gli appuntamenti
del SOAVE
Eccovi
i principali appuntamenti programmati per il Vinitaly edizione
2006 (6-10 aprile) da:
- Consorzio di Tutela vini Soave e Recioto di Soave
- Consorzio Tutela Vini Arcole
- Consorzio Tutela Vino Lessini Durello
che si svolgeranno presso il “CASTELLO SCALIGERO”
(PAD 5 G4-G5-G6-G7)
scarica il programma in .pdf (130 KB)
scarica il programma in .doc (420 KB)

28 marzo 2006
• IL CONSORZIO ALLA PROWEIN PER
SAPERE SE IL MERCATO TEDESCO E’ ANCORA SOAVE
Questa la domanda alla quale sarà possibile rispondere in
modo attendibile ed aggiornato nella prossima edizione del PROWEIN
2006 che si tiene a Dusseldorf dal 26 al 28 marzo.
La fiera riservata agli operatori vitivinicoli che da ormai molti
anni rappresenta la principale chiave di lettura del mercato tedesco
che e storicamente il più importante per le produzioni enologiche
venete, e veronesi in particolare.
L’Italia è il principale esportatore in quantità
e in valore (più del 35% del mercato tedesco del vino) con
un trend ancora positivo, anche se pressato delle enologie del nuovo
mondo. Il Veneto ed i suoi vini mantengono una invidiabile posizione
di leader nel settore dei vini bianchi di qualità in bottiglia
con gradazione fino a 13 gradi. Sono, infatti, più di 187.000
gli ettolitri di pregiato vino bianco veneto esportato in Germania
ogni anno con una lieve ma costante tendenza al rialzo.
In questo contesto il ruolo del Soave è assolutamente strategico,
rappresentando proprio il vino bianco italiano più venduto
in Germania e la più qualificata rivista del settore “WeinWirtschaft”
lo scorso anno ha proclamato il Soave Classico Rocca
Sveva della Cantina di Soave il vino bianco italiano più
venduto in Germania.
Il Consorzio di Tutela del Soave sarà, quindi, presente in
questo contesto per testare direttamente lo stato di salute della
denominazione e tentare di rafforzare le posizioni raggiunte in
questi ultimi anni. Più di 120 vini selezionati saranno,
quindi, a disposizione di giornalisti e buyer, proprio al centro
del padiglione riservato all’Italia – ALL 3, Stand E68
F65. Il Soave dei grandi Cru, questo il tema delle degustazioni
proposte da Consorzio, ICE e Veneto Agricoltura, in questo contesto
per
evidenziare le peculiarità e le eccellenze di un’area
che può contare su un’ inimitabile sinergia tra vitigno
e territorio e su un’invidiabile rapporto qualità/prezzo.
Una strategia produttiva che finora ha premiato i produttori del
Soave che però ora sono chiamati a confrontarsi con un mercato
che si va sempre più concentrando: crescono, infatti, le
quote di vendita delle GDO e dei DISCOUNT dove i vini provenienti
da Spagna, Cile e Australia sembrano conquistare sempre nuovi consumatori.
Vanno, quindi, ampliate ulteriormente le opportunità di comunicazione
dei nostri vini e dei nostri territori e migliorate sensibilmente
le strategie e le sinergie nell’ambito della produzione. Il
Soave rappresenta, infatti, il più importante distretto produttivo
di vini bianchi italiani proprio a poche ore di auto dalla Germania.
Accanto alla qualificazione della produzione va, quindi, comunicato
quanto è stato fatto in questi anni anche nel segno dell’accoglienza
sul territorio. Per questo con il Consorzio sarà presente
anche la Strada del Vino con le offerte turistiche e con gli altri
prodotti tipici.
Una partecipazione al completo che vedrà, inoltre, impegnate
direttamente più di 25 aziende produttrici di Soave presenti
con il proprio stand o con i loro importatori.

20 marzo 2006
• LA FRESCHEZZA DEL SOAVE RISCALDA
STOCCOLMA
Prosegue il tour europeo del Soave, approdato nella giornata del
14 marzo in Svezia, nella cornice del prestigioso
Grand Hotel di Stoccolma (celebre per l’annuale ospitalità
ai vincitori dei premi Nobel).
Rispetto all’affollatissima serata milanese dello scorso 9
marzo, l’evento organizzato dalla diffusa rivista enologica
“Euposia” era indirizzato ad un pubblico esclusivamente
selezionato tra importatori, ristoratori e giornalisti.
Importante la presenza di Anna-Karin Larsson e
Ann Burgaz-Schmidt di Systembolaget, il monopolio
di stato svedese che controlla il mercato delle vendite di vino.
Le due responsabili acquisti, con la loro lunga degustazione presso
lo spazio riservato al Soave, hanno fornito utili indicazioni sulle
caratteristiche che ricercano nei vini bianchi per il loro mercato.
Innanzitutto la parola d’ordine è “autoctono”,
ovvero ricerca di prodotti tipici, unici, che esprimono al meglio
caratteristiche non riscontrabili in altri vini. Inoltre freschezza
e assenza dell’utilizzo della barrique nell’affinamento.
Originalità, versatilità e storia tra le caratteristiche
principali richieste dagli esigenti selezionatori per i consumatori
svedesi. Tre qualità che il Soave ha intrinsecamente impresse
nel proprio DNA, da qui la grande attenzione riscossa soprattutto
per la grande espressione dei vini presentati, selezionati appunto
tra i numerosi cru del progetto che il Consorzio sta portando avanti
in collaborazione con Veneto Agricoltura.
In Svezia la concorrenza dei produttori del cosiddetto “nuovo
mondo” è più forte che altrove; basti pensare
che in termini di volume i primi esportatori sono il Sud Africa
e l’Australia. Si tratta comunque di vini provenienti da vitigni
internazionali, ovvio quindi che l’attenzione degli addetti
ai lavori svedesi si sposti appunto sulle realtà produttive
indigene, autoctone, per ciò che concerne il panorama enologico
italiano.
Il Soave, inoltre, ha dalla sua parte il favorevolissimo
rapporto qualità-prezzo, a completamento di un carnet di
caratteristiche che lo stanno rendendo appetibile in quasi tutti
i mercati, soprattutto nei paesi nordici in cui il largo consumo
di pesce a tavola fa intuire il potenziale di penetrazione di un
vino versatile come il Soave.

3 marzo 2006
• IL VINO, LE CANTINE, IL MERCATO:
IL SOAVE SI CONFRONTA CON LE GUIDE SPECIALIZZATE
Il
Soave è riuscito ad operare una vera e propria trasformazione
stilistica.
Conta su un terroir storico di grande valore, con un reticolo affascinante
di cru.
Crescono gli interpreti di livello e oggi riesce a conciliare struttura
ed acidità, valorizzando in termini di aromi, di corpo e
di complessità tutte le potenzialità della garganega.
Questa in sintesi la valutazione di Massimo Zanichelli, responsabile
per il Veneto della guida “Vini d’Italia” dell’Espresso,
in occasione dell’incontro organizzato dal Consorzio con i
produttori del Soave. Più di cinquanta aziende presenti proprio
per confrontarsi non solo sui temi della guida, ma anche per preparare
al meglio le prossime “uscite” del Consorzio a Milano,
Stoccolma e Dusseldorf, prima di chiudere questa primavera a tutto
Soave con la grande kermesse di Vinitaly.
L’incontro è stata anche l’occasione per approfondire
con Massimo Corrado, presidente del movimento “Go Wine”,
le tematiche relative all’ospitalità. Con lui si è
confrontato il presidente dell’Associazione Strada del Vino
Soave, Paolo Menapace.
Cantine aperte anche il sabato e la domenica, tutela del paesaggio,
valorizzazione della Garganega e del Trebbiano di Soave e soprattutto
il delicato rapporto qualità prezzo; questi gli obiettivi
su cui si sono concentrati i produttori del Soave negli ultimi anni.
Se da un lato la situazione economica e produttiva della denominazione
può dirsi soddisfacente, soprattutto per il grande lavoro
fatto dalla cooperazione e delle piccole aziende su tutto il territorio,
il lavoro da fare per consolidare, nella percezione del consumatore,
tutto questo fervore qualitativo rimane ancora tanto. Su questo
aspetto ha incentrato la sua riflessione il direttore del Consorzio
Aldo Lorenzoni.
E’ soprattutto in Italia che il Soave soffre ancora un problema
di immagine, sia nella grande distribuzione che nell’Horeca,
dove è spesso sostituito con altre più recenti denominazioni
italiane.
I risultati raggiunti sono importanti in termini di attenzione da
parte di critici e guide specializzate, ma dobbiamo comunicare meglio
al consumatore i grandi progressi fatti dalla denominazione.
“Le nuove progettualità del Consorzio, quindi, saranno
finalizzate a valorizzare oltre ogni singola specificità
produttiva ottenuta da singole vigne, a promuovere anche la conoscenza
dei Soave più impegnativi che esprimono il meglio dopo 3
o 4 anni di affinamento. Un grande bianco quindi da riscoprire e
raccontare.
Ma tutto questo non è sufficiente se non è accompagnato
dalla volontà collettiva di investire fortemente in promozione.
Il Soave è una denominazione compatta e consistente, ci sono
quindi le premesse per progettare una grande iniziativa di comunicazione.

24 febbraio 2006
• SOAVE IN TOUR: TRE CAPITALI ECONOMICHE
EUROPEE OSPITANO LA “PRIMAVERA” DEL SOAVE
Milano, Stoccolma, Dusseldorf: è con un tour lungo tre delle
capitali economiche europee che si apre la primavera del Soave.
Una primavera nel segno dei Cru, come dire delle eccellenze del
“vigneto Soave” proposte su piazze strategiche pronte
a recepire il messaggio di qualità dei produttori del vino
bianco più noto al mondo e a premiare questo impegno a suon
di ordinativi.
E proprio dalla qualità come punto di distinzione si parte,
ma a Soave, alla Casa del Vino: proprio qui mercoledì 1°
marzo il Consorzio tutela vini Soave e Recioto di Soave e l’associazione
Strada del vino Soave ospita Massimo Zanichelli, curatore della
Guida ai vini d’Italia de L’ Espresso, e Massimo Corrado
che ha invece dato i voti alle cantine d’Italia nella Guida
Go Wine. Dalle 18 si tornerà a parlare del Soave visto con
gli occhi di chi lo ha giudicato, ma si scopriranno anche in assoluta
anteprima
le selezioni che solo una settimana più tardi saranno protagoniste
dell’ evento promosso all’hotel Westin Palace di Milano
da Consorzio, Strada del Vino e Go Wine.
Il prestigioso hotel di piazza della Repubblica giovedì 9
marzo ospita un doppio appuntamento: il primo è
un incontro con la stampa specializzata nel corso
del quale Zanichelli e Corrado spiegheranno, assieme al presidente
del Consorzio tutela Arturo Stocchetti e al presidente della Strada
del Soave Paolo Menapace tutti gli elementi del “sistema Soave”.
Secondo momento della serata il banco d’assaggio dove i vini
di trentaquattro produttori, abbinati ad una selezione di delizie
del
territorio, saranno proposti dalle 19 alle 22.30 a consumatori qualificati,
ristoratori e gestori di pubblici esercizi.
Il 14 marzo il Soave, rispondendo all’invito
di Euposia, una tra le più qualificate riviste del settore,
sarà presente alla giornata di promozione in cartellone a
Stoccolma quale omaggio ai vini storici italiani.
Palcoscenico dell’evento il Grand Hotel di Stoccolma che ospita
un workshop con degustazione riservata agli addetti ai lavori (gourmet,
importatori, buyers, stampa specializzata, enotecari, distributori),
come dire agli interlocutori più strategici in un mercato
vinicolo, che come quello svedese, è monopolio di pochissimi
importatori e distributori.
Dal 26 marzo, quando la primavera avrà finalmente
fatto capolino, il Soave dei cru sarà a Dusseldorf
per ProWein, il salone che lo scorso anno
contò su 28 mila e 500 selezionati visitatori. La presenza
del Consorzio tutela, uno dei 630 espositori portati in Germania
dall’Ice, riveste un particolate significato: la partecipazione
alla più importante piattaforma commerciale tedesca è
infatti il mezzo attraverso il quale i bianchi vini dell’area
del Soave consolideranno la loro presenza sul mercato teutonico
che rimane strategico anche per la conquista delle piazze del Nord
e dell’Est Europa.

22 febbraio 2006
• ALLA BIT DI MILANO IL DISTRETTO
DI SOAVE SI FA STRADA
Integrazione, sinergia, collaborazione: sono le tre parole chiave
che riassumono lo spirito con il quale ristoratori, produttori,
caseifici, oleifici, pro loco e consorzi di tutela formano una rete
in grado di combinare la valorizzazione del prodotto con la proposta
turistica delle aree di produzione.
Nell’ambito di questo progetto, che coinvolge anche i rappresentanti
dei Comuni più significativi delle due denominazioni, la
Strada del vino Soave e la Strada del Durello hanno partecipato
all’ultima edizione della BIT (Borsa Italiana del Turismo)
che si sta svolgendo in questi giorni a Milano. Il Contesto della
Bit Green è infatti il più adatto in cui inserire
due tra le associazioni enoturistiche più attive d’Italia,
i cui vini bianchi sono reduci tra l’altro dalle degustazioni
presso la Fiera Mediterranean Seafood & Processing tenutasi
a Rimini dal 4 al 7 febbraio.
Il
Distretto del Vino Bianco si fa Strada: un gioco di parole adatto
anche per sottolineare le sinergie in atto, sia tra le stesse associazioni
(espressioni di territori in parte coincidenti), sia tra le Strade
e la Regione Veneto.
Le associazioni per la valorizzazione dei prodotti tipici e dei
territori stanno trovando in Luca Zaia, vicepresidente della Regione
Veneto (e assessore all’agricoltura e al turismo), un convinto
e determinato sostenitore, che sabato non ha mancato di evidenziare,
con la propria presenza presso lo stand delle Strade, la sua vicinanza
e condivisione di intenti con i rappresentanti degli enti dell’est
veronese. Secondo Zaia “il Veneto è la prima regione
vinicola d’Italia, coprendo tutte le tipologie in qualità.
Siamo dunque in grado di soddisfare qualunque palato ed esigenza
gastronomica e oggi l’enoturismo è sempre più
motivo di attrattiva turistica per chi si muove in cerca di ospitalità
sempre più accogliente e famigliare” .
Inoltre “il Veneto vanta un altro primato, quello di prima
regione turistica, e sa offrire il meglio nella proposta enologica
e agroalimentare.
Le strade del vino rappresentano quindi un offerta turistica completa,
che con i loro itinerari consentono di pprofondire direttamente
con i protagonisti la conoscenza del territorio”.
Erano presenti Giamberto Bochese (presidente della Strada del Durello),
Lino Gambaretto (vicesindaco di Soave), Paola Giagulli (Strada del
Soave) e Luciano Mirandola (strada del riso).
Anche nella sempre affollata Fiera milanese (150.000 presenze secondo
le prime stime diffuse) la Strada non ha perso l’occasione
per fare squadra.

12 febbraio 2006
•
Il RECIOTO DI SOAVE VINO DELL’AMORE
Il Recioto di Soave, vino dell’amore, a “Verona
in Love 2006”.
Un vino, un mito. Ha infatti 1500 anni la famosa epistola di Cassiodoro
che suggeriva per la mensa reale il Recioto dei ... possessori veronesi”
unico nel sapore e di bella bianchezza tanto che sembra “nato
da gigli”. Un vino che ha nella dolcezza e nella Soavità
il proprio DNA, tanto da diventare prima il vino simbolo dell’Imperial
Castellania di Suavia e poi il primo
vino veneto a fregiarsi della denominazione di origine controllata
e garantita.
Il vino quindi delle donne, dell’amore e di Verona un vino
mito che è naturale legare al mito intramontabile della vicenda
di Giulietta e Romeo, considerata la più bella storia d’amore
di sempre e divenuta simbolo della città di Verona, insieme
allo storico vino dolce veronese: questo il binomio al centro dell’iniziativa
“Verona in Love” promossa dalla città
di Verona
nel giorno di San Valentino, la tradizionale festa degli innamorati.
Inserito in un contesto dai toni romantici, caratterizzato dall’ampia
offerta di spettacoli, concerti, mostre, itinerari turistici ed
altro ancora, dove il tema dell’amore, nelle sue molteplici
sfaccettature, sarà il denominatore, il Recioto di Soave,
prodotto dalla Cantina di Soave in esclusiva per Verona Tuttintorno,
si potrà degustare presso i ristoranti aderenti all'iniziativa
Due Cuori a Tavola, o acquistare nelle Bancarelle dell'Amore in
Piazza Erbe.
Per l’occasione la Cantina di Soave lo presenterà con
l'originale etichetta di Verona In Love disegnata dal grafico Roberto
Vassanelli. Un San Valentino, quindi, all’insegna della dolcezza
proverbiale del Recioto di Soave.

5 febbraio 2006
• Il SOAVE, L’ARCOLE E IL DURELLO;
I GRANDI BIANCHI DEL VENETO SULLA STRADA DEL PESCE
I vini bianchi delle DOC Soave, Arcole
e Lessini Durello in degustazione presso la Fiera
Mediterranean Seafood & Processing a Rimini dal 4 al
7 febbraio. E’ uno sposalizio, quello tra le tre
denominazioni veronesi e l’associazione Apitur, che promette
sorprese, anche se il successo è pressochè garantito.Sia
per il grosso seguito di appassionati cultori della pesca nella
riviera adriatica nord-occidentale, sia per l’indiscussa qualità
e piacevolezza dei vini in degustazione.
L’Associazione di pesca-turismo ha deciso di partecipare
alla MSE (Mediterranean Seafood & Processing)
con uno stand, in una interessante vetrina che offre la possibilità
di poter far conoscere, oltre alla costa Ferrarese e il Delta del
Po, i gustosi prodotti enologici dell’est veronese.
La collaborazione fra la società Next Data ed il network
Club olio vino e peperoncino ha realizzato il sito web www.apitur.org
col quale è possibile prenotare on-line escursioni con
barche di pescatori e ricevere informazioni sui partner e sul pesca-turismo.
Questa particolare associazione promuove la Pesca-turismo e tutte
quelle attività volte a valorizzare il territorio costiero,
compreso anche il versante veneto. Trattandosi di mare (e dei suoi
saporiti frutti), è stato più che naturale identificare
nei bianchi delle tre DOC veronesi i partner ideali per far apprezzare
ancor più le rilassanti e suggestive proposte di questa associazione.
Oltre alla presenza nello stand B2 Stand 26/27 alla fiera di Rimini,
si potranno degustare i vini delle tre denominazioni anche a bordo
delle barche della flotta e nei ristoranti convenzionati che si
trovano lungo i percorsi della Strada del Pesce.

17 gennaio 2006
• LA CASA DEL VINO DI SOAVE INCONTRA
CASA VENETA A MONACO DI BAVIERA
E’
un dato di fatto che la Germania sia il mercato di riferimento per
il sistema produttivo vinicolo (ma non solo) italiano. Alla luce
di queste considerazioni, alcuni rappresentanti dei numerosi produttori
del mondo enogastronomico del veronese hanno incontrato, presso
la sede di Casa Veneta a Monaco, una delegazione dell’amministrazione
della città bavarese, per coordinare una serie di sinergie
finalizzate alla promozione dei prodotti tipici quali vino, formaggio.
Casa Veneta funge da ponte tra il sistema produttivo
e turistico veneto e non solo e operatori del settore commerciale-distributivo
del sud della Germania, ed il 2006 è chiaramente iniziato
all’insegna dell’intento comune di potenziare e intensificare
l’attività di questo ente, la cui sede nel cuore di
Monaco è sicuramente privilegiata e strategica per “tastare”
il polso alla situazione economica del Paese e avviare iniziative
promozionali nella città. Un patrimonio, quello costituito
da questo ufficio, che Verona ha intenzione di valorizzare nel corso
di questo 2006.
All’incontro con Fiorenza Colonnella del Consiglio
comunale di Monaco erano presenti Enrico Merenda del Consorzio
Lago di Garda, rappresentanti della ristorazione veronese, Giulio
Liut, coordinatore dei Consorzi del Vino Veneti, Aldo Lorenzoni,
direttore dei Consorzi Soave, Arcole e Durello, Paola Giagulli
per il Consorzio del Formaggio Monte Veronese e per la Strada del
Soave.
Nel corso della riunione sono state illustrate le progettualità
tra Verona e Monaco, città gemellate. Per andare sul concreto
sono state ipotizzate nel corso del 2006 due importanti iniziative:
la prima riguarda una presenza dei prodotti tipici del veronese
all’interno della Schrannenhalle, un complesso polifunzionale,
situato nel centro storico di Monaco a due passi dalla Marienplatz,
che registra 100.000 presenze annuali; si tratta di un “mosaico”
multietnico in cui sono incastonati punti di ristorazione delle
più svariate cucine internazionali.
La seconda riguarda proprio Marienplatz, la piazza principale della
città, per la quale si ipotizza nel corso dell’anno,
magari in occasione dell’ inaugurazione dei prossimi Campionati
del Mondo di calcio del 2006, una rassegna a carattere turistico-promozionale
dedicata ai prodotti del veronese.
Prodotti che il pubblico teutonico più qualificato avrà
la possibilità di conoscere in quel di Dusserldorf, in occasione
della fiera ProWein, in programma dal 26
al 28 marzo, dove il Soave sarà presente con tutti
i migliori produttori.

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