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castello di Soave

news 2006

 

14 dicembre 2006
• Tutti i Soave portano a Roma
AProsegue il tour promozionale che vede protagonista il Soave a Roma. Dopo il successo che la denominazione veronese ha ottenuto nel corso de “Il Soave dei grandi Cru a Roma”, l’evento organizzato dal Consorzio di Tutela del Soave e dalla Strada del Vino Soave, in collaborazione con l’Associazione Go Wine all’Hotel Exedra di Roma, per la denominazione scaligera sono ancora numerosi gli appuntamenti in vista nella capitale.

<<Si tratta di una vera e propria strategia promozionale su più fronti - ha commentato Arturo Stocchetti, presidente del Consorzio di Tutela del Soave – studiata appositamente dal Consorzio per rendere più incisiva la presenza del Soave a Roma. Bisogna che la gente meorizzi il nome del Soave, che ne riconosca la qualità e che sappia che questo è un vino che si produce solo a Verona. A tal fine è importante perseguire un’azione di promozione mirata e continuativa, diretta a target diversi: dai ristoratori ai giornalisti, dagli appassionati esperti fino al largo pubblico che ancora ci conosce poco>>.
In questa direzione va proprio lo spazio televisivo dedicato al Recioto di Soave nel corso della puntata che a breve andrà in onda su Gambero Rosso Channel: uno speciale, registrato alla Città del Gusto di Roma e voluto dalla Regione Veneto, che sarà dedicato alle eccellenze regionali venete, tra le quali non poteva mancare il Soave.

I cru del Soave torneranno invece protagonisti di una serie di manifestazioni che dureranno fino alla vigilia di Natale. La differenziazione produttiva lungo la piramide della qualità costituisce oggi per la denominazione l’asso vincente per affrontare i mercati. Il lungo lavoro di zonazione viticola che ha visto impegnati i produttori negli ultimi anni porta oggi i primi interessanti frutti sia in termini di qualità sia in termini di vendita, complice il conveniente rapporto qualità/prezzo che da sempre caratterizza il Soave.
Saranno proprio i cru del Soave, frutto della differenziazione produttiva, il 19 dicembre alle 21.30 ad accompagnare al Teatro dell’Opera di Roma il Concerto dei Vincitori del Concorso Lirico Internazionale "G. Martinelli - A. Pertile", in collaborazione con la Giunta Regionale del Veneto – Sede di Roma.
Si tratta di un momento dedicato alla musica, un omaggio alla cultura veneta organizzato a Roma, durate il quale sarà messo in degustazione il Soave nelle sue differenti sfumature.
Sempre i cru del Soave, venerdì 22 dicembre in occasione dell’evento voluto dal Comune di Roma dal titolo Arte&Moda dal Mondo, saranno protagonisti di “Fashion&Food”, una colazione multietnica che avrà luogo al rinomato Hotel Exedra in Piazza della Repubblica a Roma, curato personalmente dalla chef Umberto Vezzoli. Il Soave non è nuovo ad abbinamenti originali con cucine e prodotti provenienti da altri paesi del mondo, talvolta veri e propri esperimenti culinari in grado di sorprendere con piacere. Con la partecipazione a Fashion&Food il Consorzio di Tutela del Soave vuole sottolineare ancora una volta la vocazione internazionale che ha assunto il Soave, il vino bianco italiano più esportato al mondo.
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20 novembre 2006
• Il Soave dei grandi Cru a Roma
Al prestigioso Hotel Exedra, in Piazza della Repubblica a Roma, il 5 dicembre 2006 dalle 18.00 alle 22.00 si terrà una serata organizzata dal Consorzio di Tutela Vini Soave e Recioto di Soave, dalla Strada del Vino Soave, in collaborazione con l’Associazione Go Wine. L’iniziativa si pone come un momento di riflessione e di approfondimento sull’andamento della denominazione: quella attuale infatti è una fase particolarmente positiva per il vino Soave, che ha saputo crescere in qualità mantenendo sempre fede al patto col consumatore per quanto riguarda il rapporto qualità/prezzo.
<<Il 2006 – sottolinea Arturo Stocchetti, Presidente del Consorzio di Tutela del Soave – ha rappresentato un anno doppiamente importante per la nostra denominazione: da una parte mai come quest’anno abbiamo ricevuto così tante segnalazioni dalle guide di settore; dall’altra la qualità della vendemmia appena conclusa risulta essere la migliore degli ultimi trent’anni. Il Soave resta orgogliosamente un vino da vitigno autoctono, prodotto a Verona, in un’area ben definita, ma possiede oggi una solida caratura nazionale che gli ha permesso di varcare i confini e di farsi conoscere in tutto il mondo come uno tra i migliori vini d’Italia. Si tratta di un risultato importante, frutto dell’impegno e della lungimiranza dei nostri produttori>>. Saranno due i momenti principali dell’evento, non solo rivolti alla stampa di settore, ma anche al mondo della ristorazione, ai sommelier e agli appassionati:

  1. ore 18.00 - Conferenza stampa durante la quale interverranno Antonio Paolini, giornalista de Il Messaggero, Arturo Stocchetti, Presidente del Consorzio di Tutela Vino Soave e Recioto di Soave, Paolo Menapace, Presidente della Strada del Vino Soave, Massimo Corrado, Presidente dell’Associazione Go Wine.
  2. ore 19.00 – Apertura del Banco d’assaggio e degustazione dei Cru del Soave, in abbinamento ai migliori prodotti della gastronomia veronese, selezionati dalla Strada del Vino Soave.

Diciotto le aziende del Soave, aderenti al Consorzio di Tutela, che presenzieranno alla serata: Balestri Valda, F.lli Bixio, Cantina del Castello, Cantina di Soave, Casa Vinicola Cambrago, Cantina di Monteforte d’Alpone, Cantina di Montecchia, Corte Moschina, Fasoli Gino, I Stefanini, Montetondo, Nardello Daniele, Portinari Umberto, Prà Graziano e Flavio, Roncolato Antonio, Suavia, Vicentini Agostino, Visco e Filippi.
In degustazione saranno presentati i migliori Cru delle nuove tipologie di Soave, Soave Classico, Soave Superiore Docg ed Recioto di Soave Docg, il primo vino veneto ad aver ottenuto nel 1998 la denominazione di origine controllata e garantita.
Il costo della degustazione è di 5 euro. Si consiglia di confermare la presenza alla serata al numero 0173.364631 entro le ore 12.00 di lunedì 4 dicembre. L’area di produzione del Soave tocca 13 Comuni dell’Est Veronese, comprende una superficie di 10mila ettari, di cui quasi 6.600 vitati. I produttori sono 2.781, tra i quali per dimensioni spiccano 5 cantine cooperative. Nel 2005 sono stati prodotti oltre 70 milioni di bottiglie di Soave, per un valore che ha sfiorato i 150 milioni di euro. Il 65% della produzione viene venduto all’estero. Il Consorzio di Tutela Vino Soave e Recioto di Soave nasce a Soave nel 1970 per tutelare e promuovere la denominazione. Oggi conta 80 soci produttori. La Strada del Vino Soave, fondata nel 1999, conta oggi 120 soci, tra cantine, ristoranti, B&B, agriturismi, hotel, negozi di prodotti tipici, frantoi, tutti distribuiti nella zona di produzione del vino Soave.
Ufficio Stampa: Lucia Vesentini - Consorzio Tutela Vini Soave e Recito di Soave - 328.4961031
Paola Giagulli - Strada del Vino Soave – 338.4812496.


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09 novembre 2006
• Antiquariato: un’arte Soave
Si chiama “Antiquari Veronesi: un’arte Soave” e sarà un vero e proprio simposio all’insegna dell’arte e della cultura quello che vedrà protagonisti insieme, il 18 e il 25 novembre il vino Soave e l’antiquariato di alta fattura, per le vie del centro storico di Verona. Si tratta di un evento frutto della collaborazione tra il Consorzio di Tutela del Soave, l’Associazione Antiquari Veronesi aderente a Confcommercio e il Consorzio di Tutela del formaggio Monte Veronese.

“Antiquari Veronesi: un’arte Soave” vuole essere un gemellaggio tra le botteghe antiquarie che hanno fatto la storia della città scaligera e il Soave, uno tra i vini bianchi più diffusi al mondo, che proprio per questo da sempre è stato ambasciatore di Verona e del suo patrimonio storico e culturale a livello internazionale.
Turisti, visitatori, curiosi, famiglie a passeggio nei due sabati pomeriggio potranno così coccolare vista e gusto, attraverso un viaggio culturale tra presente e passato, tra centro città e perle della provincia, alla scoperta di tesori rari e preziosi degni di grande valorizzazione: basterà entrare in una delle gallerie e degustare il Soave di fronte a capolavori antiquari unici al mondo. Un vero e proprio viaggio della cultura nella cultura perchè in fondo arte è vino e vino è arte.

Il Consorzio di Tutela Vini Soave e Recioto di Soave in particolare ha colto l’occasione per portare direttamente all’ombra dell’Arena un parterre di aziende tra le più significative della denominazione proprio perchè promozione territoriale significa anche dare al consumatore la possibilità di avvicinarsi immediatamente a questo vino di indiscusso pregio.
Un’occasione doppiamente ghiotta per quanti parteciperanno alle degustazioni visti i recenti successi che la denominazione del Soave ha riportato all’interno delle più blasonate guide enologiche italiane: la guida Vini d’Italia 2007 di Gambero Rosso e Slow Food editore ha attribuito i “tre bicchieri” a ben sette Soave; la Guida Vini d’Italia 2007 – Guide dell’Espresso, ha premiato cinque aziende della doc Soave, mentre sono sei i Soave che hanno ottenuto la corona di migliore vino d’Italia secondo la Guida Vini Buoni d’Italia 2007 edita da Touring Club Italiano.

Le aziende del Soave protagoniste il 18 e il 25 novembre sono: Balestri Valda, Cambrago, Cantina del Castello, Cantina di Montecchia, Cantina di Monteforte d’Alpone, Cantina di Soave, Ca’ Rugate, El Vegro, I Stefanini, La Capuccina, Le Albare, Montetondo, Portinari Umberto, Roncolato Antonio, Suavia, Tenute Solar, Terra Rubra, Vicentini Emanuele e Agostino.


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02 novembre 2006
• Merano Wine Festival: per la terza volta consecutiva scelto il Consorzio di Soave a rappresentare il Veneto
Sarà il Consorzio di Tutela del Vino Soave e Recioto di Soave, dall’11 al 13 novembre, a rappresentare l’intera Regione Veneto nel corso del Merano Wine Festival & Culinaria 2006, l’importante manifestazione altoatesina che, alla sua quindicesima edizione, assieme a Vinitaly rappresenta per i produttori e per gli operatori di settore un appuntamento da non perdere a livello internazionale. Il Consorzio di Tutela del Soave è stato scelto per la terza volta consecutiva dall’organizzazione del Merano Wine Festival dopo aver superato criteri di selezione molto severi, in qualità di consorzio in grado di distinguersi per il lavoro svolto in tema di tutela e promozione.
Sulla passerella, scelte per l’intensità, l’eleganza e la straordinaria personalità dei loro vini, ci saranno anche tre aziende della Doc Soave che per localizzazione sanno offrire una panoramica completa della zona di produzione. Tra i cento Top italiani saranno infatti presenti Inama, Gini e Pieropan. Nella sezione chiamata “Vinis Extremis” sarà invece presente l’azienda Filippi; nella sezione “Dulcis in Fundo” l’azienda Agostino Vicentini e nella sezione “Le donne del Vino” l’azienda Guerrieri – Rizzardi.
La prestigiosa vetrina della Kurhaus, sede della manifestazione, diventa quindi un altro importante appuntamento per la denominazione scaligera per confermare una crescita qualitativa che il mercato sta premiando con convinzione.
Si tratta di un trend nei consumi che è stato di recente registrato anche dalle numerose segnalazioni presenti sulle guide di settore che confermano il Soave tra i vini più blasonati d’Italia. Per gli appassionati dei grandi bianchi italiani da vitigno autoctono quella di Merano è un’occasione unica per apprezzare ogni singola sfumatura dei grandi cru del Soave selezionati dal Consorzio, un progetto questo, al centro di un ambizioso studio sostenuto da Veneto Agricoltura.
A sottolineare poi la forte riconoscibilità del Soave come vino simbolo dell’enologia italiana, per quanto riguarda i grandi bianchi nazionali, anche la Guida ai Vini Buoni d’Italia 2007, edita dal Touring Club Italiano e curata da Mario Busso in collaborazione con Luigi Cremona, proprio in questa occasione premia con il massimo riconoscimento sei Soave che hanno ottenuto la corona di migliore vino d’Italia : il Soave Doc “Borgoletto” 2005, Fasoli Gino; il Soave Doc Classico “Il Roccolo” 2005, Le Mandolare; il Soave Classico “Staforte” 2004, Prà; il Soave Doc Classico “Vin Soave” 2005, Inama; il Recioto di Soave Docg “Le Sponde” 2004, Coffele; il Recioto di Soave Docg “Col Foscarin” 2004, Gini.
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24 ottobre 2006
• Salone del Gusto 2006: Torino chiama le eccellenze di Verona
Dal 26 al 30 ottobre il meglio delle produzioni veronesi farà squadra al meeting mondiale del gusto.
Salone del Gusto Totino 2006Si può definire a tutti gli effetti il sistema dell’eccellenza enogastronomica dell’Est veronese quello che dal 26 al 30 ottobre sarà di stanza a Torino, nel corso della prossima edizione del Salone del Gusto e di Terra Madre, il meeting internazionale voluto da Slow Food che quest’anno tratterà i temi del “buono, giusto, pulito” in agricoltura.
Soave, Lessini Durello, Arcole, Formaggio Monte Veronese dop, Riso Vialone Nano Igt saranno gli ambasciatori delle principali produzioni di Verona, nello stand della Camera di Commercio al padiglione 2, H33 – H34, del Salone del Gusto di Torino. A questo proposito importante sarà anche la presenza di questi prodotti nell’area della Regione Veneto, padiglione 3 S35. La partecipazione regionale al salone, destinata a valorizzare il patrimonio enogastronomico locale, mira a creare un collegamento tra l’offerta turistica e culturale con l’offerta enogastronomica propria del luogo. Tale attività avviene in stretta sinergia con l’azione promozionale coordinata dalle Strade del Vino e dei Sapori in collaborazione con l’Unione Cuochi del Veneto.
Esiste di fatto un sistema reale di eccellenze enogastronomiche nell’est veronese che dal vino ai prodotti alimentari rende unica questa terra.
L’elemento chiave è dato dalla rete di piccole aziende che operano in modo costante per assicurare produzioni uniche e di qualità. Si tratta di vere e proprie comunità del cibo che negli anni hanno saputo fare tesoro delle esperienze del passato e che oggi, sono in grado di unire progresso tecnico senza snaturare la purezza delle produzioni e senza danneggiare il territorio di origine.
Produzioni di qualità e sostenibilità ambientale vanno nell’est veronese di pari passo poiché l’una implica l’altra. Proprio la sostenibilità sarà uno dei temi caldi che si affronteranno durante Terra Madre, l’Incontro Mondiale delle Comunità del Cibo, dove siederanno vicini produttori di tutto il mondo per affrontare questioni economiche collegate allo sviluppo sostenibile.
Il Soave partecipa a pieno titolo a questa riflessione in quanto espressione di antica e autentica viticoltura. Si tratta di un sistema produttivo divenuto parte integrate della vita e dell’attività di migliaia di piccole aziende viticole che insieme determinano l’identità di un territorio produttivo: delle vere e proprie comunità del cibo. Questa complessa realtà produttiva, che ha beneficiato dell’azione positiva delle cooperative e di tante piccole aziende, è oggi la sintesi di un sistema economico fortemente legato ad un uso rispettoso delle risorse naturali del territorio.
Uomo, comunità locale, cooperazione sono i tre fattori che insieme hanno assicurato al Soave un’indiscussa qualità testimoniata anche dai recenti riconoscimenti nella “Guida dei Vini d’Italia” edita da Gambero Rosso e Slow Food, al cui interno i vini della Doc Soave sono trai più segnalati.
Ulteriore traguardo che i produttori oggi si propongono è quello di valorizzare con il progetto dei cru le differenti espressioni di ogni singola vigna.
Sempre al Salone del Gusto il Nero d’Arcole, fresco di riconoscimento ministeriale, si presenterà al largo pubblico come vino originario della Doc Arcole, un’area di produzione complessa che oggi, dopo un’intensa attività di riconversione viticola, cerca uno spazio proprio nel mondo del vino.
Il Nero d’Arcole è un vino che rinnova la tradizione dell’appassimento e del taglio alla bordolese. Nasce esclusivamente da uve Merlot e Cabernet ed è il risultato di un grande lavoro di studio e ricerca che da cinque anni accompagna l’azione della giovane doc berico-scaligera.
Si tratta di un vino che coniuga il taglio stile bordolese ad un metodo tipicamente veneto che è quello dell’appassimento, tanto che già nel secolo scorso veniva sottolineata l’esistenza di un vino nero, prodotto in questo territorio con uve Merlot e Cabernet, apprezzato dalla clientela più ricca ed esigente.
L’appassimento per il Merlot ed il Cabernet dura dai 30 ai 60 giorni vista la gradazione alcolica potenziale di queste uve. I vini vengono affinati in legno grande dai 12 ai 24 mesi e si presentano con un colore carico, dalla marcata tonalità violacea, mentre al naso il profumo risulta complesso, fruttato ed armonico.
Non poteva poi mancare il Lessini Durello al Salone del Gusto di Torino, quale esempio di recupero di un patrimonio enologico antico e quasi eroico.
Sono oggi 500 le aziende che sono impegnate nella coltivazione di questo vitigno autoctono, la Durella. Si tratta di piccoli produttori che operano in alta collina e che hanno deciso di investire sul Durello, un vino con una salinità e un’acidità molto marcate, che porta con sè le caratteristiche del suolo vulcanico d’origine.
I produttori del Lessini Durello credono nell’originalità del loro vino e nel recupero delle produzioni di nicchia. In questa prospettiva va vista anche l’iniziativa per tutelare il Niotiko, un formaggio greco a latte caprino che è uno dei presidi individuati dalla Fondazione Slow Food per le biodiversità.
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17 ottobre 2006
Lo dicono le guide di settore: il 2007 sarà un anno a tutto Soave
Pioggia di premi e di segnalazioni nelle guide di settore per il Soave che continua la sua ascesa nell’olimpo enologico italiano. Autunno tempo di vendemmia. Autunno tempo di premiazioni. Sono finalmente usciti i risultati delle principali guide di settore che confermano il Soave in pole position tra i bianchi nazionali, ma con una importante novità: il 2007 registra un aumento esponenziale delle segnalazioni e delle aziende premiate.
Ecco i risultati.
La guida Vini d’Italia 2007, Gambero Rosso e Slow Food editore ha attribuito i blasonati “tre bicchieri” a ben sette Soave, un risultato che per la prima volta pareggia quello ottenuto dall’Amarone della Valpolicella.
Sono stati premiati coi tre bicchieri:

Soave Doc Classico “Ca’ Visco” ’05 – Coffele
Soave Doc Classico “Calvarino” ’04 – Leonildo Pieropan
Soave Doc Classico “La Froscà” ’05 – Gini
Soave Doc Classico “Le Bine” ’04 – Tamellini
Soave Doc Classico “Monte Carbonare” ’05 – Suavia
Soave Doc Classico “Monte Fiorentine” ’05 – Ca’ Rugate
Soave Doc Classico “Monte Grande” ’05 – Prà

La Guida Vini d’Italia 2007 – Guide dell’Espresso, ha invece premiato cinque aziende della doc Soave, rispettivamente:

Soave Doc Classico “Vigneto di Foscarino” ’04 – Inama
Soave Doc Classico “Le Bine” ’04 – Tamellini
Soave Doc Classico “Casette Foscarin” ’04 – Montetondo
Soave Doc Classico “Le Rive” ’04 – Suavia
Soave Doc Classico “La Rocca” ’04 – Pieropan

Sono sei invece i Soave che hanno ottenuto la corona di migliore vino d’Italia secondo la Guida Vini Buoni d’Italia 2007 edita da Touring Club Italiano e curata da Mario Busso in collaborazione con Luigi Cremona:

Soave Doc “Borgoletto” 2005 – Fasoli Gino
Soave Doc Classico “Il Roccolo” 2005 – Le Mandolare
Soave Doc Classico “Staforte” 2004 – Prà
Soave Doc Classico “Vin Soave” 2005 – Inama
Recioto di Soave Docg Classico “Le Sponde” 2004 – Coffele
Recioto di Soave Docg “Col Foscarin” 2004 – Gini

<<Meno legno, meno corpo, ridimensionamento del grado alcolico, coerenza tra packaging e prodotto – afferma Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio di Tutela Vini Soave e Recioto di Soave - sono i parametri base per avere alla fine un vino fedele alla sua natura, in grado di essere semplicemente bevuto anche fuori pasto per il gusto di un buon bicchiere. E’ questo l’identikit del vino 2007 che corrisponde in pieno al Soave e che oggi viene tanto apprezzato in maniera trasversale da consumatori di ogni estrazione>>.
La nuova tendenza del bere bianco si chiama quindi Soave e le autorevoli guide di settore ne hanno confermato ancora una volta in questi giorni l’indiscusso ruolo di primo piano all’interno del panorama enologico nazionale.
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01 ottobre 2006
• Le nuove tendenze del gusto premiano il Soave
Meno legno, meno corpo, ridimensionamento del grado alcolico, coerenza tra packaging e prodotto per avere alla fine un vino fedele alla sua natura, in grado di essere semplicemente bevuto anche fuori pasto per il gusto di un buon bicchiere. Ecco le nuove tendenze del bere vino oggi.
A parlare è Luigi Odello, presidente del Centro Studi Assaggiatori e docente di Analisi Sensoriale presso l’Università di Brescia, Piacenza, Verona e Udine, durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo master universitario di primo livello in “Impresa Vitivinicola e Competizione Internazionale” lanciato dall’Università di Verona.
E’ cambiato il modo di consumare vino e ogni giorno ai produttori arrivano netti segnali di mutamento nelle tendenze. Luigi Odello ne ha colto i tratti principali, ha evidenziato il nuovo profilo stilistico del vino e dall’identikit enologico da lui tracciato il Soave, tra i vini bianchi, emerge come la soluzione ideale tra il piacere del gusto, la moda nei consumi e i ritmi serrati di vita. Meno corpo innanzitutto, minor concentrazione e meno legno per gustare alla fine vini meno carichi anche nelle tonalità coloranti. Importante il forte recupero dei vini bianchi di territorio che esprimono una ideale consapevolezza diretta coi vitigni di origine, vini che meglio si adattano ad accompagnare i piatti leggeri e lo stile di vita moderno che impone ritmi serrati e veloci.
Allo stesso tempo i consumatori premiano il ritorno a gradazioni più contenute e ad una corrispondenza più certa tra quanto dichiarato in etichetta e la gradazione reale spesso più elevata per impressionare il consumatore.
Stop quindi ai vini “da degustare” e ritorno al piacere della bevibilità e naturalità del vino. Anche dal punto di vista del packaging viene apprezzata una maggiore coerenza tra contenuto e contenitore. Si consigliano quindi confezioni più sobrie dalle etichette più chiare sull’origine e sui metodi di produzione del vino.
Ne segue in sintesi il ritratto di un vino che ha le ideali caratteristiche del Soave di oggi, una denominazione storica forte, legata alla garganega, vitigno di eccellenza e al suo territorio vulcanico.
Il Soave è un vino che per la fedeltà alle sue peculiari caratteristiche sta riconquistando con decisione anche il mercato più difficile, vale a dire quello italiano.
Conferme importanti arrivano da tutte le più prestigiose guide del settore, concordi nel sottolineare il ruolo di leader, tra i bianchi italiani, di questa denominazione che presenta oggi numeri mai visti in passato. Il trend nettamente positivo è confermato, dati alla mano, anche dai risultati dell’azione di monitoraggio e controllo perseguita dal Consorzio di Tutela del Soave in base ai quali per il 2006 il Soave risulta proiettato oltre i 70 milioni di bottiglie (36 milioni nei primi sei mesi del 2006).
Strategica da questo punto di vista l’azione di promozione di FEDERDOC, che assieme ai consorzi di tutela, si è impegnata con un investimento di circa un milione e 500mila euro con spazi pubblicitari sui Gulliver elettrici e bus delle città di Roma, Milano, Torino, Bologna, Firenze e Bari oltre ad aver promosso l’iniziativa presso la stampa estera, gli importatori e la distribuzione organizzata.
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12 settembre 2006
• Il Piacere di un guida… Soave
La nuova BMW serie 3 Coupé protagonista di Soave - Il piacere di guidare un’auto da sogno lungo le strade di un territorio incantato. Così la prestigiosa casa automobilistica BMW Italia in occasione della presentazione alla stampa della nuova BMW serie 3 Coupé ha scelto le strade del Soave per far provare a giornalisti di settore la grinta e la potenza della neo nata due porte. Il piacere di guidare e il piacere di attraversare in auto strade che costeggiano vigneti e casali rappresenta il leit motive di questa esperienza originale che coinvolge giornalisti dall’Italia e dall’estero.
La scelta da parte di BMW Italia della zona di Soave non è casuale e arriva in un momento in cui l’attività di valorizzazione paesaggistica tocca il suo apice.
Il paesaggio, a parità della qualità delle produzione, costituisce un elemento essenziale della DOC Soave. Il territorio da cui questo vino nasce esprime infatti tutta la storia e la cultura del luogo d’origine. Valorizzarlo significa assicurare al Soave un tocco di inconfondibile originalità, proprio perché questo vino si definisce autoctono per natura.
Nella cinque giorni che vede il gemellaggio tra BMW Italia e territorio del Soave, un occhio di riguardo si riserva al mondo delle donne del vino.
Si tratta di un appuntamento esclusivo, dedicato a 10 giornaliste del vino che potranno assaporare in prima persona il piacere della guida coupé lungo i paesaggi incontaminati della denominazione. Il tour sarà l’occasione per conoscere da vicino le donne del Soave e per visitare le loro aziende.
Il Soave guarda da sempre al mondo delle donne con sensibilità e non è un caso che proprio questo vino bianco risulti tra i più amati dall’universo femminile. Saranno quindi le donne, le 10 giornaliste, a sfrecciare sabato 16 settembre alla guida delle eleganti coupé per le strade che costeggiano i vigneti di garganega.
Dopo la partenza da Borgo Rocca Sveva di Cantina di Soave il tragitto prevede l’incontro con Teresa Bacco, produttrice dell’Azienda Agricola Vicentini, con sede in Val d’Illasi.
Sarà poi la volta di Chiara Coffele, produttrice della Casa Vinicola Coffele, situata a Castelcerino, nella zona del Soave Classico; seguirà Elena Tessari, produttrice dell’Azienda Agricola La Cappuccina, con sede in Val d’Alpone.
Il tour alla guida della nuova BMW Serie 3 Coupé attraversa di proposito le tre differenti vallate che compongono la Doc Soave così che sarà possibile per i giornalisti cogliere le differenti sfumature che terroir diversi conferiscono alla Garganega.
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28 agosto 2006
• Vini Buoni d’Italia 2007 incorona 6 Soave
Sono sei i Soave che hanno ottenuto la corona di migliore vino d’Italia secondo la Guida Vini Buoni d’Italia 2007 edita da Touring Club Italiano e curata da Mario Busso in collaborazione con Luigi Cremona:
Soave Doc “Borgoletto” 2005 – Fasoli Gino
Soave Doc Classico “Il Roccolo” 2005 – Le Mandolare
Soave Classico “Staforte” 2004 – Prà
Soave Doc Classico “Vin Soave” 2005 – Inama
Recioto di Soave Docg “Le Sponde” 2004 – Coffele
Recioto di Soave Docg “Col Foscarin” 2004 – Gini

Si tratta di un risultato che evidenzia l’ottima qualità dell’annata 2005 – nota Arturo Stocchetti, presidente del Consorzio di Tutela del Soave – e che conferma la costante crescita qualitativa di tutta la denominazione. Anche da risultati come questo si comprende ormai che il Soave rappresenta per qualità e numeri il Vino Bianco Italiano per eccellenza. Da aggiungere poi una nota di soddisfazione per il nostro Recioto di Soave che puntualmente regala ai produttori e a tutta la Doc un lustro particolare.
La Guida Vini Buoni d’Italia 2007 ha selezionato i migliori mille produttori di vini da vitigni autoctoni italiani. Le aziende sono state suddivise regione per regione e descritte nelle loro peculiarità. Di ogni produttore sono stati presentati i vini ottenuti da vitigni autoctoni al 100% mediante una scheda che ne indica giudizio ottenuto, prezzo, tipologia, rapporto qualità/prezzo e momento di degustazione del vino. Corpo, eleganza, gamma aromatica ed unicità espressiva del vino sono stati i parametri presi in considerazione per l’attribuzione del simbolo della corona, il massimo riconoscimento della guida Vini Buoni d’Italia.
Un risultato di prestigio per la Doc di Soave, che numericamente parlando ogni anno produce una quantità di bianco di qualità pari alle produzioni enologiche di Marche e Umbria sommate assieme, vale a dire quasi il 5% dell’intera produzione nazionale a denominazione di origine. Questi prestigiosi riconoscimenti – nota Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio del Soave – non fanno altro che confermare un trend qualitativo in continua ed ininterrotta crescita per quanto riguarda il Soave.
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20 agosto 2006
• Soave Versus : dal 2 al 4 settembre 2006
Oltre 2000 bottiglie, 160 Soave in assaggio, 43 le aziende coinvolte: una manifestazione che riunisce tutte le eccellenze del Soave proposte dal Consorzio di Tutela del Soave e dalla Strada del Vino Soave in collaborazione con le altre associazioni territoriali.
Questi i numeri della nuova edizione di Soave Versus (www.soaveversus.com) , la kermesse del piacere e del gusto che avrà luogo a Soave dal 2 al 4 settembre, un’occasione per provare, assaggiare e abbinare tutte le espressioni della garganega alle più originali proposte gastronomiche dell’associazione ristoratori “Le Tavole del Soave”.
Ospiti d’onore saranno le strepitose Ostriche Gigas di Goro, a cui sarà impossibile sottrarsi, assieme a tutte le altre specialità ittiche della laguna. L’olio extravergine d’oliva dell’est veronese e formaggio Monte Veronese Dop saranno i padrini dell’evento.
L’ideale cornice dell’incontro sarà il suggestivo palazzo del Capitano nel centro storico di Soave.
Anfitrioni della manifestazione saranno gli stessi produttori chiamati a descrivere a giornalisti, appassionati e ristoratori tutte le sfumature dei loro vini. Soave Versus sarà anche un momento per riflettere sullo stato di salute del Sistema Soave, sull’andamento del mercato e sulle potenzialità di ogni singolo crù.
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3 agosto 2006
• Un Soave da Guinnes: le vongole di Goro brindano al nuovo record col Soave
Una padella gigante di quasi tre metri di diametro e 619 chili di pregiatissime vongole di Goro, cucinate tutte nello stesso momento. E’ questo il nuovo record che entra ufficialmente nel Guinness dei Primati. Per celebrare l’evento gastronomico che ha coinvolto più di 10mila persone a Goro, nella recente Festa della Vongola, non poteva mancare il Soave, il Bianco Italiano da Record: il Soave infatti è la più importante denominazione italiana tra i vini bianchi e la prima ad essere stata riconosciuta con regio decreto nel 1931.
Ostriche di Goro e Soave hanno così battuto il record precedente detenuto dalle marinerie di Chioggia e Venezia. Oltre ai 619 kg di vongole e Soave sono finiti in pentola 100 litri d’olio, 12 kg di aglio e 7 kg di limoni.
Si è trattato di un ulteriore momento della felice liason che lega ormai da tempo il Soave al pesce della Sacca di Goro, un prodotto che per le caratteristiche dell’acqua in cui cresce presenta un grado salino unico al mondo, dato dal perfetto equilibrio dell’acqua dolce del fiume con quella salata del mare.
Soave e pesce della Sacca di Goro hanno iniziato la loro felice unione a partire dal Vinitaly di quest’anno, quando grazie ad una agevole e brillante pubblicazione dal titolo “Il Soave e il Pesce”, il loro incontro è stato ufficializzato.
L’accostamento del pesce della Sacca di Goro col Soave di Verona è stato voluto per evidenziare come due prodotti autoctoni e strettamente legati ai loro territori d’origine abbiano tra loro una particolare affinità.
" Questo originale gemellaggio – ha sottolineato Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio di Tutela del Soave – è nato per delle affinità che stanno alla base dei due prodotti. Da un lato infatti il Vino Soave con la sua garganega rappresenta il vino bianco di Verona autoctono per natura, mentre dall’altro il pesce della Sacca di Goro, in particolare molluschi come le cozze, le ostriche e le vongole, costituiscono quanto di più tipico e unico il Mare Adriatico sappia produrre lì dove l’acqua dolce del Po’ si mescola col salato del mare".
Soddisfazione anche per Francesco Turri, animatore dell’iniziativa, alla quale hanno collaborato anche il Consorzio dei Pescatori di Goro, Federcoopesca e Lega Pesca. "Abbiamo avuto una larga partecipazione di massa. L’idea è piaciuta al grande pubblico il che ci fa pensare che siamo sulla strada giusta per proseguire una promozione in stretta sinergia tra due prodotti autoctoni come il Soave da un lato e il pesce della Sacca di Goro dall’altro".
Prossima tappa il Soave Versus, dal 2 al 4 settembre a Soave, per ritrovare insieme ancora una volta Soave e Ostriche e tante altre specialità ittiche di Goro.
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13 giugno 2006
• Verona Wine Top 2006 nel nome del Soave
15 Soave Doc e Soave Classico, 7 Recioto di Soave Docg e 3 Soave Superiore Docg sono stati premiati al Verona Wine Top 2006, il concorso enologico tutto dedicato alle doc veronesi, al cui interno quest’anno il vino Soave ha fatto la parte del leone con 25 segnalazioni su 46 vini bianchi veronesi premiati.
Un risultato importante che giunge durante la tradizionale stagione riservata alla degustazione dei vini per le guide di settore e che conferma in modo netto la grande qualità della vendemmia 2005, sulla scia di quanto già si era emerso a Vinitaly con l’apertura delle prime bottiglie.

L’esito del concorso evidenzia ancora una volta come il territorio del Soave rappresenti oggi una zona importante per la produzione di vino bianco, non solo a livello regionale ma anche nazionale ed estero.
Sono del resto i numeri stessi della denominazione a definire le ambizioni e le valenze, sia tecniche che economiche, di questo territorio circoscritto e sostanzialmente originale dal punto di vista ampelografico, pedologico e climatico.
Delimitati da un’aera relativamente ristretta infatti, i vigneti iscritti alla Doc Soave e Soave Classico coprono più di 6500 ettari, rappresentano quasi il 30% della potenzialità produttiva regionale dei vini DOC e sono circa il 40% dei vigneti della provincia scaligera.
Il Soave sia per l’importanza economica che riveste, sia per la specificità delle sue produzioni, assume quindi un ruolo di riferimento all’interno dell’articolato panorama enologico non solo veronese ma italiano e internazionale.
Di seguito i risultati del Concorso Enologico Verona Wine Top 2006, organizzato dalla Camera di Commercio di Verona e riconosciuto dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.

CANTINA DI COLOGNOLA AI COLLI S.A.C.

COLOGNOLA AI COLLI

RECIOTO DI SOAVE DOCG "ACINATICO"

2003

CECILIA BERETTA

S. FELICE EXTRA

RECIOTO DI SOAVE DOCG "IN BRA'"

2003

AZ. AGR. VILLA CANESTRARI

COLOGNOLA AI COLLI

RECIOTO DI SOAVE DOCG

2001

CASA VINICOLA SARTORI S.P.A.

S. MARIA DI NEGRAR

RECIOTO DI SOAVE DOCG " VERNUS"

2003

CANTINA DI MONTECCHIA DI CROSARA

MONTECCHIA DI CROSARA

RECIOTO DI SOAVE DOCG "I FOSSILI"

2003

TENUTA SOLAR DI BOLLA EGIDIO

MONTEFORTE D'ALPONE

RECIOTO DI SOAVE DOCG

2004

CANTINA DI SOAVE S.A.C.

SOAVE

RECIOTO DI SOAVE DOCG CLASSICO "MIDA"

2003

AZ. AGR. ADAMI

SOAVE

SOAVE DOC  "VIGNA DELLA CORTE"

2004

AZ. AGR. LE MANDOLARE

MONTEFORTE D'ALPONE

SOAVE DOC CLASSICO "IL ROCCOLO"

2005

CANTINA DI SOAVE S.A.C.

SOAVE

SOAVE DOC CLASSICO "LE POESIE"

2005

AZ. AGR. LA CAPPUCCINA

MONTEFORTE D'ALPONE

SOAVE DOC "SAN BRIZIO"

2004

CANTINA F.LLI ZENI S.A.S.

BARDOLINO

SOAVE DOC CLASSICO "MAROGNE"

2004

AZ. VITIVINICOLA RONCOLATO

SOAVE

SOAVE DOC CLASSICO "IL NICOLAIO"

2003

AZ. AGR. VICENTINI EMANUELE E AGOSTINO S.S.

COLOGNOLA AI COLLI

SOAVE DOC

2005

CANTINA DI COLOGNOLA AI COLLI S.A.C.

COLOGNOLA AI COLLI

SOAVE DOC COLLI SCALIGERI

2004

CANTINA DI SOAVE S.A.C.

SOAVE

SOAVE DOC CLASSICO "ROCCA SVEVA"

2005

VIGNETI VILLABELLA

CALMASINO DI BARDOLINO

SOAVE DOC CLASSICO "LA TORRETTA"

2005

AZ. AGR. T.E.S.S.A.R.I. DI TESSARI ANTONIO

 MONTEFORTE D'ALPONE

SOAVE DOC CLASSICO

2005

CANTINA DI SOAVE S.A.C.

SOAVE

SOAVE DOC CLASSICO "CADIS"

2005

CANTINA VALPANTENA

QUINTO

SOAVE DOC CLASSICO "FALASCO"

2005

AZ. AGR. MARCATO S.S.

RONCA'

SOAVE DOC CLASSICO "TENUTA BARCHE"

2005

CANTINA MONTEFORTE S.C.A.

MONTEFORTE D'ALPONE

SOAVE DOC CLASSICO "TERRE DI MONTEFORTE"

2005

CANTINA DI SOAVE S.A.C.

SOAVE

SOAVE SUPERIORE DOCG CLASSICO "CASTELCERINO"

2004

AZ. AGR. LE MANDOLARE

MONTEFORTE D'ALPONE

SOAVE SUPERIORE DOCG CLASSICO "MONTE SELLA"

2003

AZ. AGR. MONTE TONDO

SOAVE

SOAVE SUPERIORE DOCG CLASSICO "FOSCARIN SLAVINUS"

2003


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17 maggio 2006
• Il Memorial Martinelli apre il SOAVE DAYS: quando il vino bianco è salute
Al via col Memorial Martinelli, domenica 21 maggio alle ore 10.00 al Castello Scaligero di Soave, l’edizione 2006 del Soave Days, la serie di tradizionali appuntamenti organizzati dal Consorzio di Tutela del Soave dedicati a temi di stretta attualità legati a filo doppio al mondo del vino.
Quest’anno il tema guida sarà "Quando il vino bianco è salute" e a intervenire sarà Alberto Bertelli, ricercatore del dipartimento di Morfologia Umana dell’Università di Milano e presidente della Commissione “Vino e salute” dell’OIV, l’Organizzazione Internazionale del Vino.
. Alberto Bertelli è il ricercatore italiano che più di ogni altro negli ultimi anni ha indirizzato la sua attività nell’evidenziare gli aspetti salutistici del vino bianco. L’Investitura dell’Imperial Castellania di Suavia farà da cornice storico – medievale all’evento.
Oltre ad essere un forum di discussione, il Memorial Martinelli è da sempre anche l’occasione per premiare chi si è impegnato nel campo della viti-enologia e nella valorizzazione del Soave. Quest’anno a ricevere il riconoscimento sarà Luigi Pasetto, commendatore e presidente della Cantina Sociale di Soave, oltre che presidente nazionale del settore vitivinicolo di Fedagri – Confcooperative.
Pasetto si è distinto negli anni grazie alla sua autorevolezza e alla sua professionalità e continua ad essere un punto di riferimento per tutti i produttori del Soave. Ha rivestito la carica di vice presidente del Consorzio di Tutela per tantissimi anni e ha contribuito con il suo equilibrio e la sua capacità agli importanti risultati raggiunti dalla denominazione in questi primi 38 anni.
Il Memorial Martinelli rientra nelle attività che si svolgono durante i Soave Days, una serie di giornate organizzate dal Consorzio di Tutela del Soave per confrontarsi sui temi legati al mondo del vino. Dopo aver trattato il paesaggio, l’ospitalità e la tutela ambientale non poteva mancare lo spazio per il binomio vino – salute. Da 36 anni infatti il Consorzio di Tutela del Soave lavora per la valorizzazione territoriale della denominazione e per il miglioramento qualitativo della DOC, un impegno che si è mantenuto costante nel tempo. Il frutto di questo lavoro è oggi una DOC in cui produttori, consorzio ed istituzioni operano in stretta sinergia e nella condivisione di intenti.
L’edizione 2006 del Memorial Martinelli vuole evidenziare ancora una volta l’impegno profuso da parte del Consorzio di Tutela del Soave per la valorizzazione dei vini bianchi e a riprova di ciò a Monteforte d’Alpone il 27 maggio si terrà una degustazione in verticale dei 100 migliori bianchi provenienti da tutta Italia dal titolo “Tutti i colori del Bianco”.
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03 maggio 2006
• Il Recioto di Soave a confronto coi passiti d’Italia rafforza la sua identità
E’ dal confronto con le atre Doc di produzione che si rafforza la propria identità e si assume una consapevolezza maggiore sull’unicità della propria terra e sulle potenzialità della denominazione di appartenenza.
Questo in sintesi il messaggio che è emerso nel corso dell’incontro recentemente tenutosi a Soave, presso la Casa del Vino di Soave, organizzato dal Consorzio di Tutela del Vino Soave e Recioto di Soave, e dal significativo titolo “Chiamami pure dolcezza… il Recioto e i suoi fratelli”.

Un viaggio evocativo tra le differenti Doc italiane che brillano nella produzione di vini dolci: il piacere del gusto ha infatti accompagnato la mente in un itinerario che da Soave, terra del Recioto, Docg ormai dal 1998, è passato per l’Alto Adige, per poi scendere nuovamente lungo le dolci colline Toscane e finire sotto il caldo sole dell’isola di Pantelleria.
"Il Recioto di Soave – ha notato Arturo Stochetti, presidente del Consorzio di Tutela – oggi vale più di tre milioni di euro ed il suo valore è in costante crescita da quando è diventato il primo vino veneto a denominazione di origine controllata e garantita. Questa sera è l’intera denominazione del Soave che si mette a confronto col resto d’Italia".
Le eccellenze delle cantine locali si sono infatti confrontate col Passito di Pantelleria “Martingana” di Salvatore Murana, col passito dell’Alto Adige ”Aureus” dell’Azienda Niedermayr Josef e col Vin Santo del Chianti Classico dell’Azienda Felsina-Castelnuovo Berardenga di Siena.
"Momenti come questi, proposti grazie all’intuito di chi il vino lo fa con passione sfrenata – ha sottolineato Antonio Paolini, prestigiosa firma del Messaggero, durante l’incontro da lui moderato – sono da considerare come un vero e proprio premio a tutta la denominazione".
La tavola rotonda ha incontrato un ampio interesse da parte di produttori ed appassionati e a fronte di una platea gremita, si sono distinti interventi di giornalisti di settore come quello di Massimo Zanichelli, Guide dell’Espresso, secondo il quale "i vini dolci di oggi devono cessare di essere vini ornamentali, da bersi solo alla fine. Non bisogna temere perché abbinamenti che potrebbero sembrare improponibili, in realtà si rivelano delle grandi scoperte".
Non sono mancati poi riferimenti alla nuova collocazione di mercato a cui i vini dolci italiani aspirano. Bene ai canali esclusivi quali la ristorazione d’alta gamma, ma serve una nuova attenzione anche alla grande distribuzione che non è più data da un insieme indistinto di consumatori.
Proprio in questa prospettiva è necessario che il Recioto di Soave, la prima Docg del Triveneto, lavori per differenziarsi e per tenere alta l’attenzione all’interno del mercato contemporaneo.
E’ in nome di questa identità che i produttori locali si sono sempre confrontati alla ricerca di un prodotto importante e raffinato, ma allo stesso tempo molto legato alle peculiarità della Garganega. Le due ultime modifiche al disciplinare, hanno aiutato i produttori in questa ricerca.
Grazie infatti al sensibile aumento dell’estratto secco, della gradazione alcolica e del residuo zuccherino, il Recioto di Soave ha acquisito personalità liberandosi di pericolose interpretazioni, diventando un esempio da imitare anche per altre denominazioni.
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21 aprile 2006
• RINNOVO DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DEL CONSORZIO DI TUTELA DEL SOAVE
Arturo Stocchetti riconfermato alla presidenza

Aldegheri, Stocchetti, CarlessoArturo Stocchetti, presidente uscente del Consorzio di Tutela del Soave, è stato riconfermato alla guida del Consorzio per un altro triennio.
L’elezione si è tenuta nel corso del rinnovo del consiglio di amministrazione, composto da quindici consiglieri, che hanno riconfermato l’ incarico a Stocchetti, premiando l’attività di coordinamento e la coesione in terna di cui ha goduto il Consorzio di Tutela sotto la sua guida.
Alla vice presidenza vanno Graziano Aldegheri, presidente della Cantina di Colognola ai Colli e Attilio Carlesso, vice presidente della Cantina di Soave. Rinnovato anche il Collegio dei Revisori dei Conti, presieduto da Eugenio Soato con la collaborazione di Erica Pasetto e di Giuseppe Coffele.
" Il Soave di oggi – ha sottolineato Arturo Stocchetti – gode di risultati che sono frutto di oltre dieci anni di lavoro, basato prima sulla ricerca e sulla ridefinizione delle regole produttive e poi sull’analisi, la programmazione e la gestione complessiva della denominazione. E’ evidente che è stata migliorata la qualità del prodotto anche riposizionandolo nei differenti segmenti di mercato senza forzare eccessivamente i prezzi.
Abbiamo indubbiamente lavorato bene, ma non dobbiamo dormire sugli allori perché c’è ancora molto da fare".
Tre sono le priorità che ha fatto presente il neo eletto presidente Arturo Stochetti a conclusione del consiglio.
" Essenziale risulta l’attività promozionale, con un occhio di riguardo al mercato italiano, ad esempio attraverso la partecipazione a fiere come Cibus di Parma, Vitigno Italia di Napoli e il Salone del Gusto di Torino; la ricerca e la formazione, ovvero il completamento della progettualità in collaborazione con Veneto Agricoltura per quanto riguarda l’attività di zonazione, con particolare riguardo alla tutela paesaggistica del Soave e alla valorizzazione dei singoli cru aziendali, a cui si affianca il continuo aggiornamento dei produttori sull’andamento dei mercati; il consolidamento dell’attività di tutela sulla DOC con l’ottimizzazione dell’attività di controllo sia in vigna sia in cantina.
Si tratta di obbiettivi importanti per una denominazione che a fronte di un’area piuttosto delimitata conta oltre 6500
ettari di vigneto iscritti alla Doc Soave e Soave Classico e rappresenta quasi il 30% della potenzialità produttiva regionale dei vini DOC e circa il 40% della provincia di Verona. Negli ultimi quattro anni il Soave DOC ha recuperato il 21% del proprio valore mentre il Soave Classico è arrivato quasi al 30%, segno che la denominazione sia per l’importanza economica che per la specificità delle produzioni ha assunto ormai un ruolo di riferimento nel panorama enologico italiano".
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30 marzo 2006
• VINITALY 2006 : appuntamenti del SOAVE
apiturVinitaly 2006 - SABATO 8 APRILE ore 14.00 presso lo stand del Soave "Il Soave e le ostriche Gigas". [ www.apitur.org ]

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28 marzo 2006
• VINITALY 2006 : tutti gli appuntamenti del SOAVE
logo Vinitaly 2006Eccovi i principali appuntamenti programmati per il Vinitaly edizione 2006 (6-10 aprile) da:
- Consorzio di Tutela vini Soave e Recioto di Soave
- Consorzio Tutela Vini Arcole
- Consorzio Tutela Vino Lessini Durello
che si svolgeranno presso il “CASTELLO SCALIGERO” (PAD 5 G4-G5-G6-G7)
ico pdf  scarica il programma in .pdf (130 KB)
ico word  scarica il programma in .doc (420 KB)

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28 marzo 2006
• IL CONSORZIO ALLA PROWEIN PER SAPERE SE IL MERCATO TEDESCO E’ ANCORA SOAVE
Questa la domanda alla quale sarà possibile rispondere in modo attendibile ed aggiornato nella prossima edizione del PROWEIN 2006 che si tiene a Dusseldorf dal 26 al 28 marzo. La fiera riservata agli operatori vitivinicoli che da ormai molti anni rappresenta la principale chiave di lettura del mercato tedesco che e storicamente il più importante per le produzioni enologiche venete, e veronesi in particolare.
L’Italia è il principale esportatore in quantità e in valore (più del 35% del mercato tedesco del vino) con un trend ancora positivo, anche se pressato delle enologie del nuovo mondo. Il Veneto ed i suoi vini mantengono una invidiabile posizione di leader nel settore dei vini bianchi di qualità in bottiglia con gradazione fino a 13 gradi. Sono, infatti, più di 187.000 gli ettolitri di pregiato vino bianco veneto esportato in Germania ogni anno con una lieve ma costante tendenza al rialzo.
In questo contesto il ruolo del Soave è assolutamente strategico, rappresentando proprio il vino bianco italiano più venduto in Germania e la più qualificata rivista del settore “WeinWirtschaft” lo scorso anno ha proclamato il Soave Classico Rocca Sveva della Cantina di Soave il vino bianco italiano più venduto in Germania.
Il Consorzio di Tutela del Soave sarà, quindi, presente in questo contesto per testare direttamente lo stato di salute della denominazione e tentare di rafforzare le posizioni raggiunte in questi ultimi anni. Più di 120 vini selezionati saranno, quindi, a disposizione di giornalisti e buyer, proprio al centro del padiglione riservato all’Italia – ALL 3, Stand E68 F65. Il Soave dei grandi Cru, questo il tema delle degustazioni proposte da Consorzio, ICE e Veneto Agricoltura, in questo contesto per
evidenziare le peculiarità e le eccellenze di un’area che può contare su un’ inimitabile sinergia tra vitigno e territorio e su un’invidiabile rapporto qualità/prezzo.
Una strategia produttiva che finora ha premiato i produttori del Soave che però ora sono chiamati a confrontarsi con un mercato che si va sempre più concentrando: crescono, infatti, le quote di vendita delle GDO e dei DISCOUNT dove i vini provenienti da Spagna, Cile e Australia sembrano conquistare sempre nuovi consumatori.
Vanno, quindi, ampliate ulteriormente le opportunità di comunicazione dei nostri vini e dei nostri territori e migliorate sensibilmente le strategie e le sinergie nell’ambito della produzione. Il Soave rappresenta, infatti, il più importante distretto produttivo di vini bianchi italiani proprio a poche ore di auto dalla Germania.
Accanto alla qualificazione della produzione va, quindi, comunicato quanto è stato fatto in questi anni anche nel segno dell’accoglienza sul territorio. Per questo con il Consorzio sarà presente anche la Strada del Vino con le offerte turistiche e con gli altri prodotti tipici.
Una partecipazione al completo che vedrà, inoltre, impegnate direttamente più di 25 aziende produttrici di Soave presenti con il proprio stand o con i loro importatori.
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20 marzo 2006
• LA FRESCHEZZA DEL SOAVE RISCALDA STOCCOLMA
Prosegue il tour europeo del Soave, approdato nella giornata del 14 marzo in Svezia, nella cornice del prestigioso Grand Hotel di Stoccolma (celebre per l’annuale ospitalità ai vincitori dei premi Nobel).
Rispetto all’affollatissima serata milanese dello scorso 9 marzo, l’evento organizzato dalla diffusa rivista enologica “Euposia” era indirizzato ad un pubblico esclusivamente selezionato tra importatori, ristoratori e giornalisti.
Importante la presenza di Anna-Karin Larsson e Ann Burgaz-Schmidt di Systembolaget, il monopolio di stato svedese che controlla il mercato delle vendite di vino.
Le due responsabili acquisti, con la loro lunga degustazione presso lo spazio riservato al Soave, hanno fornito utili indicazioni sulle caratteristiche che ricercano nei vini bianchi per il loro mercato. Innanzitutto la parola d’ordine è “autoctono”, ovvero ricerca di prodotti tipici, unici, che esprimono al meglio caratteristiche non riscontrabili in altri vini. Inoltre freschezza e assenza dell’utilizzo della barrique nell’affinamento.
Originalità, versatilità e storia tra le caratteristiche principali richieste dagli esigenti selezionatori per i consumatori svedesi. Tre qualità che il Soave ha intrinsecamente impresse nel proprio DNA, da qui la grande attenzione riscossa soprattutto per la grande espressione dei vini presentati, selezionati appunto tra i numerosi cru del progetto che il Consorzio sta portando avanti in collaborazione con Veneto Agricoltura.
In Svezia la concorrenza dei produttori del cosiddetto “nuovo mondo” è più forte che altrove; basti pensare che in termini di volume i primi esportatori sono il Sud Africa e l’Australia. Si tratta comunque di vini provenienti da vitigni internazionali, ovvio quindi che l’attenzione degli addetti ai lavori svedesi si sposti appunto sulle realtà produttive indigene, autoctone, per ciò che concerne il panorama enologico italiano.
Il Soave, inoltre, ha dalla sua parte il favorevolissimo rapporto qualità-prezzo, a completamento di un carnet di caratteristiche che lo stanno rendendo appetibile in quasi tutti i mercati, soprattutto nei paesi nordici in cui il largo consumo di pesce a tavola fa intuire il potenziale di penetrazione di un vino versatile come il Soave.
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3 marzo 2006
• IL VINO, LE CANTINE, IL MERCATO: IL SOAVE SI CONFRONTA CON LE GUIDE SPECIALIZZATE
Il Soave è riuscito ad operare una vera e propria trasformazione stilistica.
Conta su un terroir storico di grande valore, con un reticolo affascinante di cru.
Crescono gli interpreti di livello e oggi riesce a conciliare struttura ed acidità, valorizzando in termini di aromi, di corpo e di complessità tutte le potenzialità della garganega. Questa in sintesi la valutazione di Massimo Zanichelli, responsabile per il Veneto della guida “Vini d’Italia” dell’Espresso, in occasione dell’incontro organizzato dal Consorzio con i produttori del Soave. Più di cinquanta aziende presenti proprio per confrontarsi non solo sui temi della guida, ma anche per preparare al meglio le prossime “uscite” del Consorzio a Milano, Stoccolma e Dusseldorf, prima di chiudere questa primavera a tutto Soave con la grande kermesse di Vinitaly.
L’incontro è stata anche l’occasione per approfondire con Massimo Corrado, presidente del movimento “Go Wine”, le tematiche relative all’ospitalità. Con lui si è confrontato il presidente dell’Associazione Strada del Vino Soave, Paolo Menapace.
Cantine aperte anche il sabato e la domenica, tutela del paesaggio, valorizzazione della Garganega e del Trebbiano di Soave e soprattutto il delicato rapporto qualità prezzo; questi gli obiettivi su cui si sono concentrati i produttori del Soave negli ultimi anni.
Se da un lato la situazione economica e produttiva della denominazione può dirsi soddisfacente, soprattutto per il grande lavoro fatto dalla cooperazione e delle piccole aziende su tutto il territorio, il lavoro da fare per consolidare, nella percezione del consumatore, tutto questo fervore qualitativo rimane ancora tanto. Su questo aspetto ha incentrato la sua riflessione il direttore del Consorzio Aldo Lorenzoni.
E’ soprattutto in Italia che il Soave soffre ancora un problema di immagine, sia nella grande distribuzione che nell’Horeca, dove è spesso sostituito con altre più recenti denominazioni italiane.
I risultati raggiunti sono importanti in termini di attenzione da parte di critici e guide specializzate, ma dobbiamo comunicare meglio al consumatore i grandi progressi fatti dalla denominazione.
“Le nuove progettualità del Consorzio, quindi, saranno finalizzate a valorizzare oltre ogni singola specificità produttiva ottenuta da singole vigne, a promuovere anche la conoscenza dei Soave più impegnativi che esprimono il meglio dopo 3 o 4 anni di affinamento. Un grande bianco quindi da riscoprire e raccontare.
Ma tutto questo non è sufficiente se non è accompagnato dalla volontà collettiva di investire fortemente in promozione. Il Soave è una denominazione compatta e consistente, ci sono quindi le premesse per progettare una grande iniziativa di comunicazione.

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24 febbraio 2006
• SOAVE IN TOUR: TRE CAPITALI ECONOMICHE EUROPEE OSPITANO LA “PRIMAVERA” DEL SOAVE
Milano, Stoccolma, Dusseldorf: è con un tour lungo tre delle capitali economiche europee che si apre la primavera del Soave. Una primavera nel segno dei Cru, come dire delle eccellenze del “vigneto Soave” proposte su piazze strategiche pronte a recepire il messaggio di qualità dei produttori del vino bianco più noto al mondo e a premiare questo impegno a suon di ordinativi.
E proprio dalla qualità come punto di distinzione si parte, ma a Soave, alla Casa del Vino: proprio qui mercoledì 1° marzo il Consorzio tutela vini Soave e Recioto di Soave e l’associazione Strada del vino Soave ospita Massimo Zanichelli, curatore della Guida ai vini d’Italia de L’ Espresso, e Massimo Corrado che ha invece dato i voti alle cantine d’Italia nella Guida Go Wine. Dalle 18 si tornerà a parlare del Soave visto con gli occhi di chi lo ha giudicato, ma si scopriranno anche in assoluta anteprima
le selezioni che solo una settimana più tardi saranno protagoniste dell’ evento promosso all’hotel Westin Palace di Milano da Consorzio, Strada del Vino e Go Wine.
Il prestigioso hotel di piazza della Repubblica giovedì 9 marzo ospita un doppio appuntamento: il primo è un incontro con la stampa specializzata nel corso del quale Zanichelli e Corrado spiegheranno, assieme al presidente del Consorzio tutela Arturo Stocchetti e al presidente della Strada del Soave Paolo Menapace tutti gli elementi del “sistema Soave”.
Secondo momento della serata il banco d’assaggio dove i vini di trentaquattro produttori, abbinati ad una selezione di delizie del
territorio, saranno proposti dalle 19 alle 22.30 a consumatori qualificati, ristoratori e gestori di pubblici esercizi.
Il 14 marzo il Soave, rispondendo all’invito di Euposia, una tra le più qualificate riviste del settore, sarà presente alla giornata di promozione in cartellone a Stoccolma quale omaggio ai vini storici italiani.
Palcoscenico dell’evento il Grand Hotel di Stoccolma che ospita un workshop con degustazione riservata agli addetti ai lavori (gourmet, importatori, buyers, stampa specializzata, enotecari, distributori), come dire agli interlocutori più strategici in un mercato vinicolo, che come quello svedese, è monopolio di pochissimi importatori e distributori.
Dal 26 marzo, quando la primavera avrà finalmente fatto capolino, il Soave dei cru sarà a Dusseldorf per ProWein, il salone che lo scorso anno contò su 28 mila e 500 selezionati visitatori. La presenza del Consorzio tutela, uno dei 630 espositori portati in Germania dall’Ice, riveste un particolate significato: la partecipazione alla più importante piattaforma commerciale tedesca è infatti il mezzo attraverso il quale i bianchi vini dell’area del Soave consolideranno la loro presenza sul mercato teutonico che rimane strategico anche per la conquista delle piazze del Nord e dell’Est Europa.
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22 febbraio 2006
• ALLA BIT DI MILANO IL DISTRETTO DI SOAVE SI FA STRADA
Integrazione, sinergia, collaborazione: sono le tre parole chiave che riassumono lo spirito con il quale ristoratori, produttori, caseifici, oleifici, pro loco e consorzi di tutela formano una rete in grado di combinare la valorizzazione del prodotto con la proposta turistica delle aree di produzione.
Nell’ambito di questo progetto, che coinvolge anche i rappresentanti dei Comuni più significativi delle due denominazioni, la Strada del vino Soave e la Strada del Durello hanno partecipato all’ultima edizione della BIT (Borsa Italiana del Turismo) che si sta svolgendo in questi giorni a Milano. Il Contesto della Bit Green è infatti il più adatto in cui inserire due tra le associazioni enoturistiche più attive d’Italia, i cui vini bianchi sono reduci tra l’altro dalle degustazioni presso la Fiera Mediterranean Seafood & Processing tenutasi a Rimini dal 4 al 7 febbraio.

BIT 2006Il Distretto del Vino Bianco si fa Strada: un gioco di parole adatto anche per sottolineare le sinergie in atto, sia tra le stesse associazioni (espressioni di territori in parte coincidenti), sia tra le Strade e la Regione Veneto.
Le associazioni per la valorizzazione dei prodotti tipici e dei territori stanno trovando in Luca Zaia, vicepresidente della Regione Veneto (e assessore all’agricoltura e al turismo), un convinto e determinato sostenitore, che sabato non ha mancato di evidenziare, con la propria presenza presso lo stand delle Strade, la sua vicinanza e condivisione di intenti con i rappresentanti degli enti dell’est veronese. Secondo Zaia “il Veneto è la prima regione vinicola d’Italia, coprendo tutte le tipologie in qualità.
Siamo dunque in grado di soddisfare qualunque palato ed esigenza gastronomica e oggi l’enoturismo è sempre più motivo di attrattiva turistica per chi si muove in cerca di ospitalità sempre più accogliente e famigliare” .
Inoltre “il Veneto vanta un altro primato, quello di prima regione turistica, e sa offrire il meglio nella proposta enologica e agroalimentare.
Le strade del vino rappresentano quindi un offerta turistica completa, che con i loro itinerari consentono di pprofondire direttamente con i protagonisti la conoscenza del territorio”.
Erano presenti Giamberto Bochese (presidente della Strada del Durello), Lino Gambaretto (vicesindaco di Soave), Paola Giagulli (Strada del Soave) e Luciano Mirandola (strada del riso).
Anche nella sempre affollata Fiera milanese (150.000 presenze secondo le prime stime diffuse) la Strada non ha perso l’occasione per fare squadra.
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12 febbraio 2006
• Il RECIOTO DI SOAVE VINO DELL’AMORE
Il Recioto di Soave, vino dell’amore, a “Verona in Love 2006”.
Un vino, un mito. Ha infatti 1500 anni la famosa epistola di Cassiodoro che suggeriva per la mensa reale il Recioto dei ... possessori veronesi” unico nel sapore e di bella bianchezza tanto che sembra “nato da gigli”. Un vino che ha nella dolcezza e nella Soavità il proprio DNA, tanto da diventare prima il vino simbolo dell’Imperial Castellania di Suavia e poi il primo
vino veneto a fregiarsi della denominazione di origine controllata e garantita.
Il vino quindi delle donne, dell’amore e di Verona un vino mito che è naturale legare al mito intramontabile della vicenda di Giulietta e Romeo, considerata la più bella storia d’amore di sempre e divenuta simbolo della città di Verona, insieme allo storico vino dolce veronese: questo il binomio al centro dell’iniziativa “Verona in Love” promossa dalla città di Verona
nel giorno di San Valentino, la tradizionale festa degli innamorati.
Inserito in un contesto dai toni romantici, caratterizzato dall’ampia offerta di spettacoli, concerti, mostre, itinerari turistici ed altro ancora, dove il tema dell’amore, nelle sue molteplici sfaccettature, sarà il denominatore, il Recioto di Soave, prodotto dalla Cantina di Soave in esclusiva per Verona Tuttintorno, si potrà degustare presso i ristoranti aderenti all'iniziativa Due Cuori a Tavola, o acquistare nelle Bancarelle dell'Amore in Piazza Erbe.
Per l’occasione la Cantina di Soave lo presenterà con l'originale etichetta di Verona In Love disegnata dal grafico Roberto
Vassanelli. Un San Valentino, quindi, all’insegna della dolcezza proverbiale del Recioto di Soave.
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5 febbraio 2006
• Il SOAVE, L’ARCOLE E IL DURELLO; I GRANDI BIANCHI DEL VENETO SULLA STRADA DEL PESCE
I vini bianchi delle DOC Soave, Arcole e Lessini Durello in degustazione presso la Fiera Mediterranean Seafood & Processing a Rimini dal 4 al 7 febbraio. E’ uno sposalizio, quello tra le tre denominazioni veronesi e l’associazione Apitur, che promette sorprese, anche se il successo è pressochè garantito.Sia per il grosso seguito di appassionati cultori della pesca nella riviera adriatica nord-occidentale, sia per l’indiscussa qualità e piacevolezza dei vini in degustazione.

L’Associazione di pesca-turismo ha deciso di partecipare alla MSE (Mediterranean Seafood & Processing) con uno stand, in una interessante vetrina che offre la possibilità di poter far conoscere, oltre alla costa Ferrarese e il Delta del Po, i gustosi prodotti enologici dell’est veronese.
La collaborazione fra la società Next Data ed il network Club olio vino e peperoncino ha realizzato il sito web www.apitur.org col quale è possibile prenotare on-line escursioni con barche di pescatori e ricevere informazioni sui partner e sul pesca-turismo.
Questa particolare associazione promuove la Pesca-turismo e tutte quelle attività volte a valorizzare il territorio costiero, compreso anche il versante veneto. Trattandosi di mare (e dei suoi saporiti frutti), è stato più che naturale identificare nei bianchi delle tre DOC veronesi i partner ideali per far apprezzare ancor più le rilassanti e suggestive proposte di questa associazione.
Oltre alla presenza nello stand B2 Stand 26/27 alla fiera di Rimini, si potranno degustare i vini delle tre denominazioni anche a bordo delle barche della flotta e nei ristoranti convenzionati che si trovano lungo i percorsi della Strada del Pesce.
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17 gennaio 2006
• LA CASA DEL VINO DI SOAVE INCONTRA CASA VENETA A MONACO DI BAVIERA
Casa del Vino a MonacoE’ un dato di fatto che la Germania sia il mercato di riferimento per il sistema produttivo vinicolo (ma non solo) italiano. Alla luce di queste considerazioni, alcuni rappresentanti dei numerosi produttori del mondo enogastronomico del veronese hanno incontrato, presso la sede di Casa Veneta a Monaco, una delegazione dell’amministrazione della città bavarese, per coordinare una serie di sinergie finalizzate alla promozione dei prodotti tipici quali vino, formaggio.
Casa Veneta funge da ponte tra il sistema produttivo e turistico veneto e non solo e operatori del settore commerciale-distributivo del sud della Germania, ed il 2006 è chiaramente iniziato all’insegna dell’intento comune di potenziare e intensificare l’attività di questo ente, la cui sede nel cuore di Monaco è sicuramente privilegiata e strategica per “tastare” il polso alla situazione economica del Paese e avviare iniziative promozionali nella città. Un patrimonio, quello costituito da questo ufficio, che Verona ha intenzione di valorizzare nel corso di questo 2006.

All’incontro con Fiorenza Colonnella del Consiglio comunale di Monaco erano presenti Enrico Merenda del Consorzio Lago di Garda, rappresentanti della ristorazione veronese, Giulio Liut, coordinatore dei Consorzi del Vino Veneti, Aldo Lorenzoni, direttore dei Consorzi Soave, Arcole e Durello, Paola Giagulli per il Consorzio del Formaggio Monte Veronese e per la Strada del Soave.
Nel corso della riunione sono state illustrate le progettualità tra Verona e Monaco, città gemellate. Per andare sul concreto sono state ipotizzate nel corso del 2006 due importanti iniziative: la prima riguarda una presenza dei prodotti tipici del veronese all’interno della Schrannenhalle, un complesso polifunzionale, situato nel centro storico di Monaco a due passi dalla Marienplatz, che registra 100.000 presenze annuali; si tratta di un “mosaico” multietnico in cui sono incastonati punti di ristorazione delle più svariate cucine internazionali.
La seconda riguarda proprio Marienplatz, la piazza principale della città, per la quale si ipotizza nel corso dell’anno, magari in occasione dell’ inaugurazione dei prossimi Campionati del Mondo di calcio del 2006, una rassegna a carattere turistico-promozionale dedicata ai prodotti del veronese.
Prodotti che il pubblico teutonico più qualificato avrà la possibilità di conoscere in quel di Dusserldorf, in occasione della fiera ProWein, in programma dal 26 al 28 marzo, dove il Soave sarà presente con tutti i migliori produttori.
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