La Strada del Vino Soave
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Il
territorio è assimilabile, in prima analisi, ad uno spazio
fisico delimitato geograficamente, con determinate caratteristiche
orografiche, morfologiche, climatiche, geologiche e pedologiche.
Viene spesso spontaneo, infatti, associare il concetto di territorio
con quello di paesaggio, ma il territorio rappresenta nel
suo complesso anche un insieme di storia, cultura e valori (tradizioni),
cioé un’evoluzione dinamica nel tempo dell’insediamento
umano in uno spazio fisico.
Tale filosofia ha spinto il Consorzio di tutela del vino Soave ad
intraprendere un’azione mirata a far conoscere al consumatore
finale ed all’enoturista, attraverso l’istituzione,
il mantenimento della Strada del Vino Soave, gli elementi
storico-culturali, ambientali e tecnologici che sottendono la produzione
dei vini Soave e Recioto di Soave.
La Strada del Vino è un percorso di fruizione del prodotto
in sè, della sua storia, del suo ambiente. Si pensa dunque
oggi alle Strade del Vino come restituzione ad un potenziale fruitore
della storia e magari del “mito” di un prodotto, del
suo ambiente, dell’insieme dei valori (economici e sociali,
storici e simbolici) che ad esso sono connaturati.
Eccoci
nelle terre del Soave.
L' itinerario, che si snoda tra aziende, punti vendita, ristoranti,
attrattive storiche ed ambientali, si apre a Soave.
La cittadina medievale è racchiusa in una intatta cinta muraria
che risale fino alla cima del colle sovrastante dove svetta il Castello.
Soave, già presidio romano, come raccontano l'impianto viario
esistente e la centuriazione del territorio circostante, fu quasi
certamente rifondata dagli Svevi giunti al seguito dei Longobardi
e fortificata dagli Scaligeri.
Testimonianze medievali date non solo dalla struttura muraria, ma
dall'intero tessuto urbano, che conserva ancora il duecentesco Palazzo
San Bonifacio, il quattrocentesco Palazzo Cavalli in stile gotico
veneziano, la prospiciente Chiesa di San Lorenzo, fondata nel '30
e riedificata nel 700.
Da ammirare anche il bel Palazzo di Giustizia, ancora oggi sede
della magistratura locale, e l'altrettanto notevole Palazzo Scaligero,
ieri sede dei governanti veronesi, quindi dei Capitani della Serenissima
e oggi, dopo un accurato restauro, del Municipio. Evidente risulta
quindi la funzione di governo civile che aveva ispirato la sua costruzione.

La Strada esce dalla porta Nord di Soave e subito svolta verso
Est passando il ponte sul Torrente Tramigna. Percorre tra i vigneti
il lungo rettilineo della strada provinciale n¡ 37 fino alla graziosa
frazione di San Vittore caratterizzata da un'imponente parrocchiale
che si distingue per l'elegante e longilineo campanile, e da alcune
antiche ville patrizie private. Da qui risale per una suggestiva
strada panoramica verso Colognola ai Colli in loc. Monte.
Colognola è un delizioso centro abitato disteso sulle ridenti
colline del Soave, posta all'ingresso della Valle d' Illasi.
Della sua origine romana, sono testimoni i numerosi reperti archeologici
ed i resti di Villa Spinola, con il suo bel parco oltre alla seicentesca
Villa Peverelli.
Usciti dall'abitato del Piano di Colognola ai Colli in località
Decima si incontra la Strada provinciale della Val d'Illasi. La
Strada offre a questo punto tre alternative: dirigendosi verso Sud,
in direzione Caldiero, sono meritevoli di una visita le Antiche
Terme Romane di Giunone, a qualche chilometro sulla Strada statale
11. La visita è consigliata in particolar modo nella bella
stagione.
Proseguendo invece verso Nord si giunge ad Illasi da cui
è possibile riprendere la Strada.
Ultima possibilità quella di dirigersi verso Ovest per proseguire
in località Pieve di Colognola ai Colli l' itinerario
consigliato. Qui è possibile visitare la romanica Pieve di
San Maria circondata dai suggestivi vigneti dell'azienda Bertani
che ha in questa località una antica villa padronale con
annessa barchessa e centro aziendale. Da qui la strada giunge per
Ca' dell'Ara fino a San Pietro di Lavagno, sede comunale
di un insieme di abitati, alcuni addirittura protostorici.
Il paese contornato da Ville tra le quali spicca la grandiosa cinquecentesca
Villa Verità-Montanari, detta "Il Boschetto" con uno splendido
parco all'italiana. Da San Pietro di Lavagno, la Strada del Soave
ripiega su Illasi passando per località Biondella e Donzellino.
Si guada a questo punto il progno di Illasi e si punta diritti verso
l'antico maniero che sovrasta questo centro formato dall'aggregazione
di antiche ville nobiliari, rimasto pressochè intatto. Al
centro dell'abitato c'è Villa Perez Pompei- Sagramoso, già
sede di governo del feudo, il cui grande parco si estende fino in
cima alla collina dove si trova su cui si ergono le rovine del castello
scaligero.
Un'ariosa piazza, su cui si affacciano eleganti il palazzo Municipale
e la parrocchiale, si apre su un suggestivo viale di cipressi "...
che corrono in duplice filar ..." su fino alla località Monte.
Questa strada panoramica che si apre sulla Val d'Illasi è
un vero e proprio giardino punteggiato da oliveti centenari che
si alternano a vigne e ciliegi. Arrivati sulla cima del Monte, girando
sulla sinistra, è possibile vedere più da vicino l'antico
maniero.

Voltando a destra, invece, dalla sommità del colle si dominano
le due vallate di Illasi e del Tramigna, si scorge il lontano castello
di Soave, i Monti Berici e le cime dei Colli Euganei. La strada
si getta quindi a capofitto verso Cazzano di Tramigna e offre
suggestivi scorci bellissimi della "Valle dei ciliegi", straordinaria
nel periodo della fioritura. Serve un po' di attenzione a mezza
costa per non saltare la deviazione sulla destra verso la località
San Colombano: qui, immersa in una splendido verde, si trova una
chiesetta del XII secolo che il tempo non è riuscito a scalfire.
Da qui la strada si restringe e continua a scendere fra i colori
del bosco e il verde dei vigneti fino ad incontrare, poco prima
della località Costeggiola, la Strada provinciale che ritorna
a Soave.
A questo punto, ideale "giro di boa" dell'itinerario, si consiglia
di proseguire verso Soave fino alla Località Carcera e qui
svoltare a sinistra per arrivare ad incrociare la strada più comoda
che arrivando da Soave sale verso Castelcerino e Fittà tra
splendenti scorci panoramici.
Castelcerino, prossima tappa della Strada, è raggiungibile
anche attraverso un percorso magari meno agevole ma pur sempre caratteristico:
in questo caso si attraversano località Recoaretto, il centro
della frazione di Costeggiola e si risale via Pigna fino alla località
Campagnola. Castelcerino e Fittà danno il nome a due importanti
zone di produzione del Soave Classico.
Tanto a Castelcerino quanto a Fittà si offre l'opportunità
di scendere attraverso impervie strade verso Montecchia di Crosara:
l'itinerario consiglia però di scendere, partendo da Fittà,
per la strada del Castellaro verso Brognoligo, nel comune di Monteforte
d'Alpone.
Questa strada, anche se sterrata per circa 1 kilometro offre la
possibilità di ammirare sulla destra alcuni dei cru più famosi
del Soave quali Monte Pressoni, Monte Foscarino, Castellaro, Rugate,
Ronchetto ed a sinistra la Val d'Alpone da Roncà a Bolca.
Giunti a Brognoligo la strada del Soave prosegue per Costalunga
e quindi risale verso Nord la Vallata dell'Alpone fino a Montecchia
di Crosara, centro vitivinicolo di notevole importanza nel cuore
della Valle d'Alpone. (Estensione4 - Val d'Alpone - San Giovanni
Ilarione - Vestenanova - Bolca - Campofontana) Da qui la strada
piega verso Roncà e la frazione di Terrossa, poli di cultura
Cimbra. Si rientra quindi a Costalunga.
Da Brognoligo è anche possibile scendere direttamente a
Monteforte attraverso località Monti e via Corvia.
Da Costalunga si prosegue sulla Strada provinciale verso Sud, in
direzione Monteforte d'Alpone: nel centro del paese troneggia l'imponente
parrocchiale di Santa Maria Maggiore con la sua facciata neoclassica
e l'altissimo campanile, visibili, entrambe, a grande distanza.
A pochi passi dalla chiesa merita una visita il quattrocentesco
Palazzo Vescovile ingentilito da un suggestivo chiostro.
Anche Monteforte fu posto fortificato ai tempi dei romani e nel
X secolo è vi fu eretto un castello, sui cui resti è
stata costruita nel XIV secolo la chiesetta di San Antonio Abate,
visibile sulla collina sovrastante. La Strada prosegue dalla chiesa
della Madonnina, che apre a Sud l'abitato di Monteforte, e si dirige
lungo la via dei Cappuccini e via San Lorenzo verso Soave. Estensione
suggerita in località Villanova di San Bonifacio (1
kilometro) la visita alla splendida Abbazia di San Pietro. Il rientro
è quindi a Soave.
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