Ricerche
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Microstruttura dell'acino
La
maturazione dell'uva è il risultato di un insieme
complesso di fenomeni fisiologici e biochimici che porta ad un rapido
accumulo degli zuccheri a partire dall'invaiatura e, ad una diminuzione
dell'acidità attraverso l'assorbimento di potassio dal terreno
e il consumo di acido malico.
Accanto ai fenomeni sopracitati, vi è un accumulo o un consumo
di molti altri composti presenti in quantità apprezzabili
o dell'ordine dei microgrammi che possono essere studiati con tecniche
cromatografiche di elevata sensibilità. A questo secondo
gruppo appartengono, tra gli altri, i composti aromatici la cui
incidenza sulla qualità del vino è determinante anche
per l'impronta varietale insostituibile e non imitabile che gli
conferiscono.
Ogni vitigno è così caratterizzato da aromi varietali
liberi (già percepibili con la rottura dell'acino), legati
a zuccheri (composti glicosidici che si liberano solo dopo idrolisi:
ad esempio i monoterpeni) oppure composti che si trasformano in
sostanze odorose solo dopo aver subito un'evoluzione chimica (es.
norisoprenoidi) (Pigella R. et al. 1998, Di Stefano R. 1986, Gunata
Z. et al. 1998, Tomasi D. et al.2000).
Nel campo della variabilità quantitativa riscontrabile nei
composti aromatici, grande peso gioca oltre al fattore produttivo
ed alla tecnica colturale adottata (Arnold R. A. et al. 1990, Iacono
F. et al. 1992, Di Stefano R. et al. 1992), il sito di coltura con
le proprie caratteristiche climatiche e pedologiche e i conseguenti
livelli di maturazione raggiunti dall'uva (Versini G. et al. 1990,
Allen M. S. et al. 1993, Colugnati et al.1997, Tomasi D. et al.
2000, Marais J. et al.1999, Marais J. et al.2001)
Oltre quindi ad una macrostruttura, a volte in grado di discriminare
solo le annate, esiste una componente microstrutturale dell'acino
responsabile dell' espressione qualitativa più fine e
che pare più intimamente legata al territorio di origine
dell'uva. Come già detto è stata messa in evidenza
una significativa relazione tra ambiente e composti aromatici varietali
e tra questi e le sensazioni olfattive dei vini.
Per quanto riguarda i precursori aromatici, oggetto di questo studio,
è noto che essi si accumulano durante la maturazione; di
conseguenza, stabilire la data di vendemmia basandosi unicamente
sui valori acidi e sulla ricchezza zuccherina del grappolo, appare
a volte non sufficientemente correlato con il completo grado di
maturazione dell'uva e con l'espressione piena della qualità
raggiungibile.
Questi aspetti diventano ancor più attuali constatata la
tendenza ad anticipare quanto più possibile la data di raccolta.
Come già ricordato in materiali e metodi, per approfondire
queste considerazioni, nel 1999 si è provveduto a confrontare
uve vendemmiate in due diversi momenti e i vini da esse ottenuti.
Di seguito si prenderanno in considerazione i risultati emersi dall'analisi
dei composti aromatici presenti nei mosti delle 14 sottozone studiate;
con cui in primo luogo si cercherà di creare un profilo varietale,
mentre in una seconda fase i diversi composti saranno valutati per
singole zone; sarà poi esposta l'esperienza "data di
vendemmia".
Nella
tab.
1 vengono riportati i valori annuali e la media delle 3
classi di composti responsabili dei principali sentori olfattivi
percepibili nel vino Soave. Alla famiglia dei terpeni sono associate
le note floreali, d'agrumi e di tiglio (Marais J. 1994, Sefton M.
A. et al.1994). Il carattere floreale è sempre ben evidente
nel vino Soave (Ubigli M. et al. 2000) e nello specifico spiccano
i sentori di rosa, di fiori di acacia dovuti principalmente al Linalolo,
Geraniolo, Nerolo, a-Terpineolo e di viola (B-Ionone).
Quantitativamente abbondanti sono i composti norisoprenoidi. Questi
prendono origine dalla degradazione dei caroteni e xantofille durante
la maturazione delle uve (Marais J. et al. 1992), alla loro presenza
sono associate le note calde di frutta matura, di the, fieno, eucalipto,
ecc . Ad altri composti norisoprenoidi, come il B-Damascenone, si
devono sfumature olfattive di fiori, frutta esotica e mela cotta.
Nella complessità aromatica del vino tra le note caratteristiche
emergono anche la mandorla, lo speziato e il balsamico; quest'ultimo
attributo sembra essere associato alla presenza del Metil Salicilato
(Versini G. 1991, Versini G. 1998), mentre gli altri composti chimici
individuati sono maggiormente ascrivibili allo speziato. Da quanto
accennato si può osservare la complessità del quadro
aromatico del vino Soave, caratterizzato da diversi descrittori
ai quali è legata la sua tipicità. > [bibliografia]

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