Mercoledì, 20 ago 2008 - 08:51:13
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Venetian Cluster
castello di Soave

Ricerche

 

- La Zonazione
- Microstruttura dell'acino

 


La Zonazione

Lo studio di caratterizzazione dell’ambiente del Soave e delle sue produzioni enologiche, è iniziato nel 1995 coinvolgendo il Consorzio di Tutela Vini D.O.C. Soave, le cantine sociali di Soave, Illasi, Colognola, Monteforte, Montecchia, la Provincia di Verona e l’Istituto Sperimentale per la Viticoltura di Conegliano, cui è stato affidato il compito di organizzare e coordinare la ricerca.
La ricerca è stata condotta nell’ambito del Progetto Finalizzato Vitivinicolo, subprogetto “Caratterizzazionedelle produzioni tipiche”, finanziato dalla Regione Veneto e dal Ministero per le Politiche Agricole e Forestali.

La zona indagata corrisponde all’areale D.O.C. e D.O.C.G. dei vini del Soave e del Soave classico, compresa tra la Val d’Alpone e la Val d’Illasi.
L’orografia si presenta assai diversificata con zone pianeggianti (Pianura di Soave e di Monteforte) ed altre collinari dalle altitudini e dai versanti molto variabili; altrettanto dicasi per l’origine e lo stato attuale dei suoli nei quali si riconoscono terreni calcarei, basaltici, detriti di falda e terreni depositati dalle alluvioni dei corsi d’acqua (per una puntuale descrizione vedi relativo capitolo).
Il clima è temperato mite con precipitazioni comprese tra i 700 e i 900 mm all’anno concentrate prevalentemente in primavera e in autunno.

Sulla base delle precedenti esperienze condotte nell’area del Soave e ricordate in premessa, con il contributo di tecnici, di esperti conoscitori della zona e delle sue caratteristiche ambientali e di una prima verifica pedologica, si è giunti a suddividere l’area in esame in 14 sottozone ben individuabili per caratteri orografici, climatici e pedologici.
Nel dettaglio le unità di indagine sono state così contraddistinte e delimitate.

aree della zonazione
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CASTELCERINO - Si tratta di una zona con suoli non omogenei: i terreni della parte più a sud-ovest hanno inclinazioni significative e sono di origine prevalentemente calcarea, non profondi e moderatamente alcalini. Meno ripidi sono invece gli altri terreni. L’area è comunque caratterizzata da una grande variabilità. Nell’insieme la sottozona si sviluppa su una superficie di oltre 290 ettari complessivi di cui 200 a vigneto anche se non tutto ricade nella zona classica. L’altitudine media è elevata e va dai 120 ai 300 m s.l.m. Oltre a Castelcerino ricordiamo altre significative vigne quali il Monte Ovo, Menini-Coi e Anguane.

FITTA’ - La sottozona è formata da microzone con una discreta identità come i versanti di Ca’ Vecchie e Monte a nord-est, Carbonare, la Boccara e Monte Foscarinetto a sud. Complessivamente l’area occupa quasi 230 ettari di cui 160 vitati ad altitudini che vanno dagli 120 ai 320 metri. I suoli sono prevalentemente di origine vulcanica caratterizzati in alcuni versanti da affioramenti calcarei. L’orografia vede terreni con pendenze più accentuate in prossimità delle sommità e pendenze meno significative man mano che si scende verso valle.

COSTEGGIOLA - Sono più si 160 ettari di cui circa 115 a vigneto in zona classica. L’origine calcarea è molto evidente nelle vigne di Costeggiola e Sassani e questo è un carattere distintivo. I depositi di versante soprattutto in Recoaretto, Coste e Lelli costituiscono comunque terreni piuttosto profondi e ricchi. L’esposizione prevalente è a sud – sud ovest con vigneti che arrivano fino a 185 metri di altitudine.

CAMPAGNOLA-COLOMBARA - Questa sottozona pur essendo caratterizzata da una notevole omogeneità di pendenze e di esposizione (sud-est), è piuttosto complessa dal punto di vista pedologico. La prevalente origine basaltica di alcuni versanti è infatti intervallata da affioramenti ove la componente calcarea è maggioritaria. Nel complesso questa sottozona occupa quasi 250 ettari di cui 200 a vigneto specializzato con altitudine compresa tra i 70 e i 185 metri. Da sud a nord è divisa nelle seguenti microaree Roaro, Calvarino, Carcera, Sengialta, Colombara e Campagnola.

MONTE TONDO-MONTE TENDA - Questa sottozona rientra completamente nel Comune di Soave ed è sostanzialmente diversa dalle altre aree collinari della zona Classica. L’origine calcarea del terreno è prevalente con una vasta area al centro caratterizzata da un affioramento roccioso inidoneo alla coltivazione della vite. Sui versanti invece i terreni sono abbastanza profondi con poco scheletro e piuttosto fertili. L’area si estende su 230 ettari complessivi di cui 120 investiti a vigneto specializzato con altimetrie variabili dai 50 ai 160 m s.l.m. Da sud a nord le microzone più interessanti sono Monte Tondo, Monte Tenda, Monte Rocca, il Pigno, Tovi, Mondello e Bassanella. Di notevole suggestione la Rocca del Castello Scaligero visibile in mezzo ai vigneti da qualunque parte la si osservi.inizio pagina

CASTELLARO-BROGNOLIGO-COSTALUNGA - Questa zona storica di produzione, è interamente compresa nell’area collinare di Monteforte d’Alpone di cui ne delimita i confini a nord. E’ una zona caratterizzata da suoli di origine vulcanica uniformemente distribuiti. Per la gran parte dei vigneti l’esposizione prevalente è sud, a cui si aggiungono piccole zone rivolte a nord e ad est con altitudini variabili dai 50 a 220 m s.l.m. Complessivamente l’area ha una superficie di circa 290 ettari di cui 260 vitati ed iscritti dall’Albo Doc del Soave Classico. L’area comprende microzone vitate di grande prestigio come Tramenalto, Castellaro, Colombaretta, Monte Tenda in Monteforte, Costalunga, Brognoligo e Crocetta-FontanelleZona “Castellaro”.

RUGATE - Quest’area è stata individuata per la particolare conformazione orografica e microclimatica, si tratta infatti di un suggestivo anfiteatro interamente ricamato dai vigneti. Compresa totalmente nel Comune di Monteforte d’Alpone, si caratterizza per un suolo tipicamente basaltico, profondo, ricco di argilla e di limo. Le pendenze in alcuni punti sono notevoli e l’esposizione è prevalentemente a sud – sud est per Rugate, più a nord-est per le altre microaree interessate (Boschetti, Coste e Magnavacche). La superficie totale della zona è di 140 ettari, vitati per circa 115 ettari. L’altitudine varia dagli 80 ai 180 metri.

monte foscarinoCOSTALTA-FOSCARINO - Nell’ambito del Soave Classico rappresenta senz’altro la zona più vasta e discretamente omogenea: l’esposizione è sia a sud-ovest che a sud-est, il terreno è di origine basaltico-tufacea e le pendenze non sono mai eccessive. Si tratta di un’area di oltre 370 ettari investita a vigneto, di cui circa 320 ettari afferenti al Soave Classico. Pur nella sua omogeneità sono comunque riconoscibili alcune sottozone tra le più qualificanti della zona storica. In Comune di Monteforte d’Alpone partendo da est si ricordano Casarsa, Monte Corè, Casotti-Righi, Costalta, Monte Sella, Ca’ Mutti, Val dell’Acqua, Monte Grande, Pressoni e Ponsara. In Comune di Soave le microaree più significative sono identificabili nel conoide del Monte Foscarino, nel versante di Casette Foscarino con i vicini Monte Cercene e Palestrello.

FROSCA’-MONTEFORTE - Nell’ambito del Comune di Monteforte d’Alpone rappresenta le formazioni collinari più a sud ed è caratterizzata da una serie di rilievi che da est ad ovest prendono rispettivamente il nome di Monticello, Sant’Antonio, Monte Croce e Monte Zoppega. Più a nord l’area comprende i versanti di Fontana, Salvarenza, Froscà e Monte Riondo. Questa sottozona che si estende per 200 ettari, comprende quasi 120 ettari di vigneto iscritto al Soave Classico. Diverse sono le esposizioni che variano da sud-est a nord-est, moderate le pendenze, prevalentemente basaltici e di buona fertilità i suoli.inizio pagina

RONCA’-MONTECCHIA DI CROSARA - Si tratta di un’area molto vasta che interessa quasi 1.200 ettari di vigneto, è situata a nord-est della denominazione, completamente collinare e piuttosto omogenea dal punto di vista pedologico.
Quest’area, oltre alle denominazioni Soave e Garda, è interessata anche dalla D.O.C. Monti Lessini. La zona è caratterizzata da rilievi con diversa esposizione, ma tutti confluenti nella Valle d’Alpone.
Le colline del Comune di Montecchia hanno origine prevalentemente calcarea con versanti esposti prevalentemente a nord-est con altitudini variabili dai 70 ai 300 m s.l.m. All’inizio del secolo la viticoltura in quest’area era caratterizzata sia da vigneti di Garganega e Trebbiano di Soave sia dalle varietà storiche del Valpolicella, negli ultimi 40 anni però il vitigno Garganega ha avuto una notevole espansione prendendo il sopravvento sugli altri. Tra i siti più interessanti, da sud a nord possiamo ricordare Meggiano, Fiorani, Prandi, Costo, Castello, San Pietro, Rio Albo e Cesari.
Nel Comune di San Giovanni Ilarione, che a nord chiude la denominazione, nei rilievi di Roncà la Garganega lascia spazio sia alla Durella che ai numerosi impianti di Chardonnay, Pinot grigio e Pinot nero. L’esposizione prevalente è verso sud – sud ovest con altitudini cha variano dai 90 ai 400 m s.l.m. In Comune di San Giovanni Ilarione, produzioni qualificate di Garganega si ottengono dalle sottozone Gambaretti, Mazzasetti, Vischi, Salgaroli, Rossetti al Motto e Coltrini, mentre in Comune di Roncà le zone più interessanti sono il Monte Duello, Zamboni, Costo, Motto Piane, Montesani, Pradavalle, San Zeno e tutti i rilievi collinari attorno alla frazione di Terrossa. I suoli sia di San Giovanni che di Roncà sono di origine basaltica.

PIANURA DI MONTEFORTE D’ALPONE - Questa zona delimita ad est la denominazione ed è forse quella a più alta densità viticola. Dai 30 m s.l.m. a sud, in comune di Monteforte, si sale dolcemente verso nord lungo il corso dell’Alpone fino ai quasi 100 m in comune di Montecchia di Crosara. In quest’area la viticoltura ha raggiunto un grado notevole di concentrazione e di specializzazione con più di 1.100 ettari di vigneto iscritto alla D.O.C. Soave. Senza citare tutte le zone più caratteristiche possiamo però ricordare in Comune di Monteforte d’Alpone: S. Croce, Sarmazza, Taiola, Le Chiarelle, Tamagni e la valle a sud di Costalunga, mentre in Comune di Montecchia di Crosara meritano citazione Le Albare, Il Peraro, Pezza Grigia, La Pergola, Moschina, Campitelli, inoltre Costa Maffea in Comune di Roncà e San Vito in Comune di San Bonifacio.

PIANURA DI SOAVE - E’ l’area forse più conosciuta da chi passando sull’autostrada VR-VE è richiamato dalla suggestiva vista del medioevale Castello di Soave. E’ una zona alquanto omogenea, originata nel corso dei millenni dall’attività del fiume Tramigna. Oltre al comune di Soave e a parte di quello di Colognola ai Colli, a nord è interessato anche il comune di Cazzano di Tramigna. In totale sono quasi 650 ettari di vigneto iscritti alla D.O.C. Soave, molti dei quali reimpiantati dopo la gelata del 1985; negli ultimi anni importanti insediamenti produttivi ed abitativi stanno riducendo ulteriormente la superficie investita a vigneto. Le zone più significative sono San Matteo, Canova, Zocco e Burgano. Quest’area è delimitata ad est dai rilievi collinari della zona classica del Comune di Soave ed a ovest dalla collina di Colognola ai Colli. L’altitudine varia dai 30 ai 70 m s.l.m. e il centro della pianura è caratterizzata da un piccolo rilievo collinare di origine vulcanica, il Monte Bissone, che ospita circa 12 ettari di vigneto esposti prevalentemente a sud-est.inizio pagina

COLOGNOLA AI COLLI - La vasta zona identificata con il nome di Colognola ai Colli, interessa in parte anche i terreni vitati dei comuni di Mezzane di Sotto, S. Martino B. A., Lavagno e Caldiero. In quest’area, la cantina sociale di Colognola ai Colli ha, in questi ultimi anni, operato autonomamente una particolareggiata indagine pedologico-conoscitiva evidenziando tipologie diverse di suoli, di impianti e di attitudini viticole (vedi introduzione De Biasi C. et al. 1999). La presente ricerca, basandosi anche su quanto già disponibile, ha cercato di ottenere alcune risposte riguardo le caratteristiche dei prodotti. Quest’area, che interessa più di 1.300 ettari di vigneto, ha due importanti zone collinari: la prima, ad ovest, ricadente per lo più in comune di Lavagno, coinvolge le località di S. Giacomo, M. Musola, S. Rocco e Fontana; la seconda, più ad est, in comune di Colognola ai Colli interessa le località di S. Pietro, M. Casteggioni, Pappagallo, S. Vittore, Nanfre, Monte di Colognola, Sande. A sud della denominazione sono interessati anche i rilievi di M. Gazzo e M. Rocca in comune di Caldiero, che raggiungono i 160 m s.l.m.. La zona quasi pianeggiante va dai 50 ai 100 m s.l.m. ed è interessata ad ovest del Progno di Marcellise e centralmente dal torrente Illasi.

ILLASI - Zona caratterizzata soprattutto dalle modifiche apportate nel corso dei millenni dall’attività del torrente Illasi. E’ un’area praticamente pianeggiante con una minima variazione di quota (dai 60 ai 130 m s.l.m.) che interessa anche alcuni rilievi collinari verso est. I comuni interessati sono Illasi e Colognola ai Colli. Fra le zone più importanti ricordiamo Montecurto, Donzellino, Canova, S. Giustina, Giara e Ceriani. Pur essendo in parte interessata anche dalla Doc Valpolicella i vigneti iscritti alla Doc Soave sono circa 500 ettari. Come per la zona precedente anche la Cantina Sociale di Illasi ha eseguito di recente una indagine di approfondimento ambientale (vedi introduzione Failla O. et al. 1998).inizio pagina