Ricerche
- La Zonazione
- Microstruttura dell'acino
La Zonazione
Lo studio di caratterizzazione dell’ambiente del Soave
e delle sue produzioni enologiche, è iniziato nel 1995
coinvolgendo il Consorzio di Tutela Vini D.O.C. Soave, le cantine
sociali di Soave, Illasi, Colognola, Monteforte, Montecchia, la
Provincia di Verona e l’Istituto Sperimentale per la Viticoltura
di Conegliano, cui è stato affidato il compito di organizzare
e coordinare la ricerca.
La ricerca è stata condotta nell’ambito del Progetto
Finalizzato Vitivinicolo, subprogetto “Caratterizzazionedelle
produzioni tipiche”, finanziato dalla Regione Veneto e dal
Ministero per le Politiche Agricole e Forestali.
La zona indagata corrisponde all’areale D.O.C. e D.O.C.G.
dei vini del Soave e del Soave classico, compresa tra la Val d’Alpone
e la Val d’Illasi.
L’orografia si presenta assai diversificata con zone pianeggianti
(Pianura di Soave e di Monteforte) ed altre collinari dalle altitudini
e dai versanti molto variabili; altrettanto dicasi per l’origine
e lo stato attuale dei suoli nei quali si riconoscono terreni calcarei,
basaltici, detriti di falda e terreni depositati dalle alluvioni
dei corsi d’acqua (per una puntuale descrizione vedi relativo
capitolo).
Il clima è temperato mite con precipitazioni comprese tra
i 700 e i 900 mm all’anno concentrate prevalentemente in primavera
e in autunno.
Sulla base delle precedenti esperienze condotte nell’area
del Soave e ricordate in premessa, con il contributo di tecnici,
di esperti conoscitori della zona e delle sue caratteristiche ambientali
e di una prima verifica pedologica, si è giunti a suddividere
l’area in esame in 14 sottozone ben individuabili per
caratteri orografici, climatici e pedologici.
Nel dettaglio le unità di indagine sono state così
contraddistinte e delimitate.


CASTELCERINO - Si tratta di una zona con suoli non omogenei:
i terreni della parte più a sud-ovest hanno inclinazioni significative
e sono di origine prevalentemente calcarea, non profondi e moderatamente
alcalini. Meno ripidi sono invece gli altri terreni. L’area è comunque
caratterizzata da una grande variabilità. Nell’insieme la sottozona
si sviluppa su una superficie di oltre 290 ettari complessivi di
cui 200 a vigneto anche se non tutto ricade nella zona classica.
L’altitudine media è elevata e va dai 120 ai 300 m s.l.m. Oltre
a Castelcerino ricordiamo altre significative vigne quali il Monte
Ovo, Menini-Coi e Anguane.
FITTA’ - La sottozona è formata da microzone
con una discreta identità come i versanti di Ca’ Vecchie
e Monte a nord-est, Carbonare, la Boccara e Monte Foscarinetto a
sud. Complessivamente l’area occupa quasi 230 ettari di cui
160 vitati ad altitudini che vanno dagli 120 ai 320 metri. I suoli
sono prevalentemente di origine vulcanica caratterizzati in alcuni
versanti da affioramenti calcarei. L’orografia vede terreni
con pendenze più accentuate in prossimità delle sommità
e pendenze meno significative man mano che si scende verso valle.
COSTEGGIOLA - Sono più si 160 ettari di cui circa
115 a vigneto in zona classica. L’origine calcarea è
molto evidente nelle vigne di Costeggiola e Sassani e questo è
un carattere distintivo. I depositi di versante soprattutto in Recoaretto,
Coste e Lelli costituiscono comunque terreni piuttosto profondi
e ricchi. L’esposizione prevalente è a sud –
sud ovest con vigneti che arrivano fino a 185 metri di altitudine.
CAMPAGNOLA-COLOMBARA - Questa sottozona pur essendo caratterizzata
da una notevole omogeneità di pendenze e di esposizione (sud-est),
è piuttosto complessa dal punto di vista pedologico. La prevalente
origine basaltica di alcuni versanti è infatti intervallata
da affioramenti ove la componente calcarea è maggioritaria.
Nel complesso questa sottozona occupa quasi 250 ettari di cui 200
a vigneto specializzato con altitudine compresa tra i 70 e i 185
metri. Da sud a nord è divisa nelle seguenti microaree Roaro,
Calvarino, Carcera, Sengialta, Colombara e Campagnola.
MONTE TONDO-MONTE TENDA - Questa sottozona rientra completamente
nel Comune di Soave ed è sostanzialmente diversa dalle altre
aree collinari della zona Classica. L’origine calcarea del
terreno è prevalente con una vasta area al centro caratterizzata
da un affioramento roccioso inidoneo alla coltivazione della vite.
Sui versanti invece i terreni sono abbastanza profondi con poco
scheletro e piuttosto fertili. L’area si estende su 230 ettari
complessivi di cui 120 investiti a vigneto specializzato con altimetrie
variabili dai 50 ai 160 m s.l.m. Da sud a nord le microzone più
interessanti sono Monte Tondo, Monte Tenda, Monte Rocca, il Pigno,
Tovi, Mondello e Bassanella. Di notevole suggestione la Rocca del
Castello Scaligero visibile in mezzo ai vigneti da qualunque parte
la si osservi.
CASTELLARO-BROGNOLIGO-COSTALUNGA - Questa zona storica di
produzione, è interamente compresa nell’area collinare
di Monteforte d’Alpone di cui ne delimita i confini a nord.
E’ una zona caratterizzata da suoli di origine vulcanica uniformemente
distribuiti. Per la gran parte dei vigneti l’esposizione prevalente
è sud, a cui si aggiungono piccole zone rivolte a nord e
ad est con altitudini variabili dai 50 a 220 m s.l.m. Complessivamente
l’area ha una superficie di circa 290 ettari di cui 260 vitati
ed iscritti dall’Albo Doc del Soave Classico. L’area
comprende microzone vitate di grande prestigio come Tramenalto,
Castellaro, Colombaretta, Monte Tenda in Monteforte, Costalunga,
Brognoligo e Crocetta-FontanelleZona “Castellaro”.
RUGATE - Quest’area è stata individuata per
la particolare conformazione orografica e microclimatica, si tratta
infatti di un suggestivo anfiteatro interamente ricamato dai vigneti.
Compresa totalmente nel Comune di Monteforte d’Alpone, si
caratterizza per un suolo tipicamente basaltico, profondo, ricco
di argilla e di limo. Le pendenze in alcuni punti sono notevoli
e l’esposizione è prevalentemente a sud – sud
est per Rugate, più a nord-est per le altre microaree interessate
(Boschetti, Coste e Magnavacche). La superficie totale della zona
è di 140 ettari, vitati per circa 115 ettari. L’altitudine
varia dagli 80 ai 180 metri.
COSTALTA-FOSCARINO
- Nell’ambito del Soave Classico rappresenta senz’altro
la zona più vasta e discretamente omogenea: l’esposizione
è sia a sud-ovest che a sud-est, il terreno è di origine
basaltico-tufacea e le pendenze non sono mai eccessive. Si tratta
di un’area di oltre 370 ettari investita a vigneto, di cui
circa 320 ettari afferenti al Soave Classico. Pur nella sua omogeneità
sono comunque riconoscibili alcune sottozone tra le più qualificanti
della zona storica. In Comune di Monteforte d’Alpone partendo
da est si ricordano Casarsa, Monte Corè, Casotti-Righi, Costalta,
Monte Sella, Ca’ Mutti, Val dell’Acqua, Monte Grande,
Pressoni e Ponsara. In Comune di Soave le microaree più significative
sono identificabili nel conoide del Monte Foscarino, nel versante
di Casette Foscarino con i vicini Monte Cercene e Palestrello.
FROSCA’-MONTEFORTE - Nell’ambito del Comune
di Monteforte d’Alpone rappresenta le formazioni collinari
più a sud ed è caratterizzata da una serie di rilievi
che da est ad ovest prendono rispettivamente il nome di Monticello,
Sant’Antonio, Monte Croce e Monte Zoppega. Più a nord
l’area comprende i versanti di Fontana, Salvarenza, Froscà
e Monte Riondo. Questa sottozona che si estende per 200 ettari,
comprende quasi 120 ettari di vigneto iscritto al Soave Classico.
Diverse sono le esposizioni che variano da sud-est a nord-est, moderate
le pendenze, prevalentemente basaltici e di buona fertilità
i suoli.
RONCA’-MONTECCHIA DI CROSARA - Si tratta di un’area
molto vasta che interessa quasi 1.200 ettari di vigneto, è
situata a nord-est della denominazione, completamente collinare
e piuttosto omogenea dal punto di vista pedologico.
Quest’area, oltre alle denominazioni Soave e Garda, è
interessata anche dalla D.O.C. Monti Lessini. La zona è caratterizzata
da rilievi con diversa esposizione, ma tutti confluenti nella Valle
d’Alpone.
Le colline del Comune di Montecchia hanno origine prevalentemente
calcarea con versanti esposti prevalentemente a nord-est con altitudini
variabili dai 70 ai 300 m s.l.m. All’inizio del secolo la
viticoltura in quest’area era caratterizzata sia da vigneti
di Garganega e Trebbiano di Soave sia dalle varietà storiche
del Valpolicella, negli ultimi 40 anni però il vitigno Garganega
ha avuto una notevole espansione prendendo il sopravvento sugli
altri. Tra i siti più interessanti, da sud a nord possiamo
ricordare Meggiano, Fiorani, Prandi, Costo, Castello, San Pietro,
Rio Albo e Cesari.
Nel Comune di San Giovanni Ilarione, che a nord chiude la denominazione,
nei rilievi di Roncà la Garganega lascia spazio sia alla
Durella che ai numerosi impianti di Chardonnay, Pinot grigio e Pinot
nero. L’esposizione prevalente è verso sud –
sud ovest con altitudini cha variano dai 90 ai 400 m s.l.m. In Comune
di San Giovanni Ilarione, produzioni qualificate di Garganega si
ottengono dalle sottozone Gambaretti, Mazzasetti, Vischi, Salgaroli,
Rossetti al Motto e Coltrini, mentre in Comune di Roncà le
zone più interessanti sono il Monte Duello, Zamboni, Costo,
Motto Piane, Montesani, Pradavalle, San Zeno e tutti i rilievi collinari
attorno alla frazione di Terrossa. I suoli sia di San Giovanni che
di Roncà sono di origine basaltica.
PIANURA DI MONTEFORTE D’ALPONE - Questa zona delimita
ad est la denominazione ed è forse quella a più alta
densità viticola. Dai 30 m s.l.m. a sud, in comune di Monteforte,
si sale dolcemente verso nord lungo il corso dell’Alpone fino
ai quasi 100 m in comune di Montecchia di Crosara. In quest’area
la viticoltura ha raggiunto un grado notevole di concentrazione
e di specializzazione con più di 1.100 ettari di vigneto
iscritto alla D.O.C. Soave. Senza citare tutte le zone più
caratteristiche possiamo però ricordare in Comune di Monteforte
d’Alpone: S. Croce, Sarmazza, Taiola, Le Chiarelle, Tamagni
e la valle a sud di Costalunga, mentre in Comune di Montecchia di
Crosara meritano citazione Le Albare, Il Peraro, Pezza Grigia, La
Pergola, Moschina, Campitelli, inoltre Costa Maffea in Comune di
Roncà e San Vito in Comune di San Bonifacio.
PIANURA DI SOAVE - E’ l’area forse più
conosciuta da chi passando sull’autostrada VR-VE è
richiamato dalla suggestiva vista del medioevale Castello di Soave.
E’ una zona alquanto omogenea, originata nel corso dei millenni
dall’attività del fiume Tramigna. Oltre al comune di
Soave e a parte di quello di Colognola ai Colli, a nord è
interessato anche il comune di Cazzano di Tramigna. In totale sono
quasi 650 ettari di vigneto iscritti alla D.O.C. Soave, molti dei
quali reimpiantati dopo la gelata del 1985; negli ultimi anni importanti
insediamenti produttivi ed abitativi stanno riducendo ulteriormente
la superficie investita a vigneto. Le zone più significative
sono San Matteo, Canova, Zocco e Burgano. Quest’area è
delimitata ad est dai rilievi collinari della zona classica del
Comune di Soave ed a ovest dalla collina di Colognola ai Colli.
L’altitudine varia dai 30 ai 70 m s.l.m. e il centro della
pianura è caratterizzata da un piccolo rilievo collinare
di origine vulcanica, il Monte Bissone, che ospita circa 12 ettari
di vigneto esposti prevalentemente a sud-est.
COLOGNOLA AI COLLI - La vasta zona identificata con il nome
di Colognola ai Colli, interessa in parte anche i terreni vitati
dei comuni di Mezzane di Sotto, S. Martino B. A., Lavagno e Caldiero.
In quest’area, la cantina sociale di Colognola ai Colli ha,
in questi ultimi anni, operato autonomamente una particolareggiata
indagine pedologico-conoscitiva evidenziando tipologie diverse di
suoli, di impianti e di attitudini viticole (vedi introduzione De
Biasi C. et al. 1999). La presente ricerca, basandosi anche su quanto
già disponibile, ha cercato di ottenere alcune risposte riguardo
le caratteristiche dei prodotti. Quest’area, che interessa
più di 1.300 ettari di vigneto, ha due importanti zone collinari:
la prima, ad ovest, ricadente per lo più in comune di Lavagno,
coinvolge le località di S. Giacomo, M. Musola, S. Rocco
e Fontana; la seconda, più ad est, in comune di Colognola
ai Colli interessa le località di S. Pietro, M. Casteggioni,
Pappagallo, S. Vittore, Nanfre, Monte di Colognola, Sande. A sud
della denominazione sono interessati anche i rilievi di M. Gazzo
e M. Rocca in comune di Caldiero, che raggiungono i 160 m s.l.m..
La zona quasi pianeggiante va dai 50 ai 100 m s.l.m. ed è
interessata ad ovest del Progno di Marcellise e centralmente dal
torrente Illasi.
ILLASI - Zona caratterizzata soprattutto dalle modifiche
apportate nel corso dei millenni dall’attività del
torrente Illasi. E’ un’area praticamente pianeggiante
con una minima variazione di quota (dai 60 ai 130 m s.l.m.) che
interessa anche alcuni rilievi collinari verso est. I comuni interessati
sono Illasi e Colognola ai Colli. Fra le zone più importanti
ricordiamo Montecurto, Donzellino, Canova, S. Giustina, Giara e
Ceriani. Pur essendo in parte interessata anche dalla Doc Valpolicella
i vigneti iscritti alla Doc Soave sono circa 500 ettari. Come per
la zona precedente anche la Cantina Sociale di Illasi ha eseguito
di recente una indagine di approfondimento ambientale (vedi introduzione
Failla O. et al. 1998).
|