Soave, paesaggio del vino

Pubblicato il 9 ottobre 2019

Soave, paesaggio del vino

Il suolo trasferisce identità nel bicchiere? Sono tanti i pareri che negli ultimi anni si sono susseguiti su questo argomento. Di certo il suolo è un elemento fondamentale per la vigna perché trasferisce nutrienti e permette quindi di sviluppare le componenti principali del vino. Ma il ruolo del suolo non si esaurisce solo nel suo apporto organico ma anche nel suo compito di essere veicolo paesaggistico e la sua preservazione sta diventando una delle moderne sfide dell’agricoltura

Il Soave nel suo percorso ha sempre messo tra gli aspetti comunicativi centrali quello del suolo, a partire dai quelli vulcanici e calcarei che caratterizzano la denominazione, ai progetti in atto per la prevenzione dell’erosione, fino ai riconoscimenti a Primo Paesaggio Storico Rurale Italiano o il più recente come Patrimonio Agricolo Mondiale.

“Geologia nel bicchiere” è il nome dato a una rassegna nazionale di convegni promossa da SIGEA (Società Italiana di Geologia Ambientale) dove tutti questi aspetti vengono evidenziati da studiosi di rilievo nel campo della geologia e della viticoltura. Il Soave sarà protagonista, con il suo direttore Aldo Lorenzoni, nell’appuntamento di Verona l’11 ottobre alle ore 9.30 presso l’accademia di agricoltura, scienze e lettere, per sottolineare la stretta connessione tra il suolo, il paesaggio e la valorizzazione dello stesso, in un’ottica di crescita territoriale.

Sono state infatti una lunga serie di azioni intraprese dal Consorzio, dalla zonazione alle Unità Geografiche, dai progetti di ricerca e sviluppo come No Rolling Stones, Itaca e Soilution System a far sì che questo territorio continua a essere all’avanguardia sulla comunicazione e sulla valorizzazione della risorsa suolo.

Oltre a Lorenzoni sono chiamati a parlare Diego Tomasi del Crea, Roberto Zorzin, dell’ATS “Val d’Alpone, faune, flore e rocce del Cenozoico” oltre ad altri accademici dell’Università di Verona.

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