Direttore di Cantina Santi (Giv), Ridolfi è stato eletto all’unanimità dal nuovo consiglio di amministrazione del consorzio. Succede a Sandro Gini che ha presieduto l’organo consortile per due mandati consecutivi.

Soave, 29 marzo 2024 – È Cristian Ridolfi, direttore di Cantina Santi – Gruppo Italiano Vini, il nuovo presidente del Consorzio di Tutela Vini del Soave. Ridolfi, eletto all’unanimità dal consiglio di amministrazione riunitosi a Soave ieri, giovedì 28 marzo, succede a Sandro Gini, storico interprete del Soave, che ha presieduto l’organo consortile per due mandati consecutivi a partire dal 2018.

Cristian Ridolfi, classe 1971, veronese di nascita, diplomatosi in viticoltura ed enologia all’Istituto Agrario di Conegliano, matura capacità ed esperienza in molti anni di appassionata attività in alcune tra le più prestigiose cantine scaligere.
In particolare negli anni ha potuto approfondire le peculiarità dei terroir che caratterizzano l’intero areale veronese, tra i più vocati in Italia per la produzione vitivinicola d’eccellenza, ha sviluppato una grande competenza in tema di denominazioni, ha maturato una profonda conoscenza della storia dei singoli terroir, dei versanti che li contraddistinguono e dei vitigni che da sempre lì sono coltivati.
«Quella del Soave è una denominazione che da sempre porto nel cuore – evidenzia Cristian Ridolfi, neo eletto presidente – e sono onorato di poter rappresentare questo eccellente vino bianco, simbolo dell’Italia nel mondo. La denominazione del Soave ha moltissime cose da raccontare a cominciare dalla bellezza del suo paesaggio per proseguire con la qualità indiscussa delle sue produzioni. Gli uomini e le donne che ogni giorno coltivano con passione queste terre sono i primi testimoni e artefici di questa meraviglia tutta italiana che da oggi avrò l’onore di rappresentare».

Il Consorzio Tutela Vini del Soave nasce nel 1970 e rappresenta al suo interno aziende vinicole, viticoltori, imbottigliatori e cooperative.
La denominazione – riconosciuta con Regio decreto nel 1931, tra le più antiche d’Italia – è costituita da circa 7000 ettari vitati e insiste su 13 comuni situati nell’Est Veronese. Attualmente sono una novantina le aziende associate al Consorzio che, con una rappresentatività che sfiora il 90%, si occupa di tutela, promozione, valorizzazione della denominazione e di vigilanza.